La sospensione di Jimmy Kimmel da parte di ABC, a seguito delle sue controverse dichiarazioni sulla morte di Charlie Kirk, ha innescato una reazione a catena che si sta propagando a macchia d’olio da Hollywood al web, coinvolgendo non solo celebrità e creativi, ma anche una crescente fetta di abbonati Disney+.
Damon Lindelof, mente dietro a serie cult come Lost e Watchmen, ha espresso pubblicamente il suo supporto a Kimmel su Instagram, minacciando di interrompere la collaborazione con Disney qualora la sospensione non venga revocata. Una presa di posizione forte, che evidenzia la gravità della situazione e la solidarietà all’interno dell’industria dell’intrattenimento. Ma la protesta non si limita ai grandi nomi di Hollywood. Anche Tatiana Maslany, protagonista della serie Marvel She-Hulk: Attorney at Law, ha invitato i suoi follower su Instagram a cancellare gli abbonamenti alle piattaforme streaming di Disney, alimentando ulteriormente il movimento di boicottaggio.
Sui social, l’hashtag #BoycottDisney sta diventando virale, con numerosi utenti che condividono le proprie esperienze di disdetta degli abbonamenti a Disney+ e alle piattaforme affiliate. Un’ondata di indignazione che testimonia il malcontento diffuso e la portata della protesta, che trascende i confini di Hollywood e raggiunge direttamente gli utenti finali. Mentre la polemica infuria, viene riportato che i dirigenti Disney incontreranno Jimmy Kimmel per discutere il futuro del suo programma e valutare le possibili soluzioni per riportare Jimmy Kimmel Live! in onda, sottolineando però che il futuro dello show dipende dalla disponibilità di Kimmel a collaborare al processo di raffreddamento della situazione.
Cosa succederà? Riuscirà Disney a placare l’ira di creativi e abbonati? La vicenda Kimmel si sta trasformando in un vero e proprio caso mediatico, con implicazioni che potrebbero ridisegnare gli equilibri di potere all’interno dell’industria dell’intrattenimento.



