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La seconda stagione di Gen V, lo spin-off di The Boys, è tornata, portando con sé una miscela esplosiva di caos, satira e momenti al limite del grottesco. Questa nuova stagione, dedicata alla memoria di Chance Perdomo, interprete di Andre, affronta la sua scomparsa in modo toccante, intrecciando il lutto con la tipica irriverenza della serie. Ma c’è stato un momento all’interno degli episodi che ha sconvolto gli spettatori.

La seconda stagione non delude le aspettative in termini di scene oltraggiose, tra cui una sequenza nella stanza degli spogliatoi maschili che ha fatto parlare molto di sé. La serie continua a spingere sull’acceleratore della satira politica e sociale, prendendo di mira la mercificazione della salute mentale e dell’identità di genere. Ed è stato proprio in questo senso che è arrivata una scena di un nudo frontale maschile e di un pene gigante a far storcere il naso ad alcuni spettatori. In tanti online si sono divertiti, ma è stato segnalato come altri hanno trovato la scena totalmente gratuita ed eccessiva. Ma tra peni giganti e umorismo nero, Gen V trova anche spazio per momenti di riflessione e crescita dei personaggi.

un'immagine di gen v
Un’immagine di Gen V, fonte: Prime Video

L’integrazione con l’universo di The Boys si fa più evidente, con apparizioni di personaggi come Sister Sage e Annie January/Starlight. Questo avvicinamento, seppur comprensibile vista la conclusione imminente della serie madre, rischia di far perdere a Gen V parte della sua identità unica. Nonostante le difficoltà produttive e narrative legate alla perdita di Perdomo, Gen V riesce a mantenere il suo cuore pulsante: le storie di formazione dei suoi giovani protagonisti. Marie continua la ricerca della sorella, mentre Emma affronta il suo disturbo alimentare. Questi percorsi di crescita personale, affrontati con una sorprendente dose di onestà emotiva, rendono Gen V> molto più di una semplice satira supereroistica.

La serie, pur con qualche incertezza, si conferma un prodotto di qualità, capace di divertire, provocare e sorprendere. In un mondo televisivo saturo di supereroi, Gen V trova la sua forza nell’irriverenza, nell’umorismo nero e nella capacità di raccontare storie di giovani adulti alle prese con poteri straordinari e problemi molto umani, nonostante riesca anche a far parlare di sé per i suoi eccessi.

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Nato il 19 Dicembre 1992, ha capito subito che il cinema era la sua strada. Dopo essersi laureato in filosofia all'università di Palermo e aver seguito esami, laboratori e corsi sulla critica, la storia del cinema e la scrittura creativa, si è focalizzato sulle sue più grandi passioni: scrivere e la settima arte. Ha scritto per L'occhio del cineasta ed è stato redattore per Cinesblog fino alla sua chiusura. Ora si occupa di news e articoli per ScreenWorld.it, per CinemaSerieTv.it e CultWeb.it