Il film Zack, cane eroe è tratto da una storia vera? Non si tratta di un racconto ispirato a un singolo fatto, ma ha comunque degli elementi legati alla realtà. La regista Lynn Roth ha parlato in un’intervista di essersi innamorata del libro omonimo di Asher Kravitz.

Va specificato che Zack, cane eroe è un film ambientato nel corso della Seconda Guerra Mondiale, diventa dunque impensabile che non ci siano degli elementi reali al suo interno. Lo spunto nasce da quando le leggi di Norimberga negli anni ’30 vietarono agli ebrei di possedere un animale domestico. Sarà così che Zack, uno splendido pastore tedesco, verrà allontanato dalla sua famiglia con la grande disperazione patita dal piccolo Joshua, un bambino di appena 10 anni. Il cane verrà addestrato per mettersi al servizio delle SS fino a quando nel campo di concentramento dove è stato collocato arriverà proprio Joshua, che lui riconoscerà subito dando il via a una serie di momenti molto commoventi.

La regista del film ha spiegato che il suo avvicinamento all’opera è stato per di più piuttosto casuale. La Roth era in Israele per tenere un master sul cinema quando improvvisamente uno studente le si è avvicinato per regalarle proprio il libro di Asher Kravitz. E da lì è nato l’amore per l’approccio utilizzato dallo scrittore per raccontare un argomento delicato e doloroso come la Shoah. Al centro della narrazione troviamo la natura, con la regista che non ha voluto utilizzare effetti speciali particolari ma si è basata sulla forza espressiva che solo animali splendidi come i cani hanno.

 

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Nato a Roma nel 1986, Matteo Fantozzi è direttore editoriale di alcune testate giornalistiche che si occupano di sport, spettacolo e cinema tra cui JuveLive.it e CheMusica.it. Per anni redattore de IlSussidiario.net è autore di decine di saggi cinematografici come "Gabriele Muccino, il poeta dell'incomunicabilità" e "La bibbia di Scream". Autore di numerosi cortometraggi, tra cui "Perverso Stato Mentale", sta lavorando anche a diversi documentari. In passato ha collaborato come responsabile del backstage di corsi cinematografici tenuti da Sergio Rubini e Michele Placido.