Roberto Vannacci torna al centro della polemica con una dichiarazione che ha fatto discutere l’intera politica italiana. Durante la trasmissione Start su SkyTg24, il leader di Futuro Nazionale ha commentato le controverse parole del vicepremier Antonio Tajani sulle donne e la lunghezza delle gonne con una frase destinata a sollevare un polverone: “Tra gonna lunga e gonna corta preferisco sempre senza gonna“.
La provocazione del generale è arrivata nella mattinata del 22 settembre 2026, in collegamento con il programma condotto da Giovanna Pancheri. Quando gli è stato chiesto un parere sulle dichiarazioni di Tajani pronunciate durante la kermesse ‘Itaca’ di Formello, Vannacci non si è tirato indietro. Il ministro degli Esteri aveva infatti affermato che, dovendo consigliare il figlio sulla scelta della moglie, avrebbe suggerito di preferire una ragazza “seria, credibile, che magari ha le gonne un po’ più lunghe di quell’altra“.
La risposta del generale è stata immediata e volutamente ambigua. “Visto che la domanda è leggera le rispondo in modo altrettanto leggero” ha esordito Vannacci, prima di lanciare la battuta che ha gelato lo studio. La conduttrice Giovanna Pancheri ha tentato di smorzare i toni con un sorriso imbarazzato: “Va bene generale, sono sempre le 10 di mattina, siamo ancora in fascia protettissima per favore“.
Ma Vannacci non ha fatto marcia indietro. Interpellato successivamente dall’Adnkronos, il leader di Futuro Nazionale ha spiegato il senso delle sue parole durante una conferenza stampa. “Era una domanda fatta con leggerezza, alla quale io ho risposto con altrettanta leggerezza” ha dichiarato, aggiungendo che “una donna senza gonna potrebbe avere i pantaloni“. Il generale ha poi ribadito la sua posizione: “Non sono un bacchettone, quindi non mi vergogno di quello che dico. Non è tramite un capo di abbigliamento che si classificano le donne“.
Vannacci ha voluto poi chiarire la sua visione sulle donne, definendole “esseri fantastici e meravigliosi che io adoro, in quanto un dono dell’universo, l’unico essere che può dare la vita“. Nel comunicato diffuso all’Adnkronos ha aggiunto: “Non sono le gonne a classificare le donne. A me piacciono le donne libere e consapevoli, a prescindere dagli indumenti che indossano. Per cui rifiuto ogni omologazione e ogni tentativo di omogeneizzazione con l’uomo e ripudio ogni iniziativa che tenderebbe a delegare alla ‘percezione’ caratteristiche che invece sono insite nella natura“.
Le reazioni politiche non si sono fatte attendere. Elisabetta Piccolotti di Alleanza Verdi e Sinistra ha attaccato duramente: “L’imminente sconfitta elettorale sta mandando fuori di testa gli uomini del centrodestra. Ogni giorno regrediscono un poco: Tajani è tornato negli anni ’50, Valditara con i suoi divieti di educazione sessuale al Medioevo e ora abbiamo anche Vannacci che sta regredendo fino allo stato animale”. La deputata ha concluso con sarcasmo: “Starebbero bene a fare le comparse in un parco a tema o in un circo, ci porterei volentieri mio figlio per fargli vedere quanta pena faceva una parte degli uomini prima che le donne si liberassero grazie al femminismo”.
Anche Stefano Bonaccini, presidente del Partito Democratico, è intervenuto sui social: “Da uno che propone di separare, a scuola, i bimbi disabili dagli altri alunni, ci si può aspettare qualsiasi affermazione altrettanto ignobile“. Carlo Calenda è stato ancora più lapidario, definendo Vannacci “un troglodita nazionale“.
Tajani aveva poi tentato di dimostrare il suo impegno per i diritti delle donne citando le nomine di due ambasciatrici in Iran e Afghanistan, “proprio per dare un segnale molto chiaro che in tutto il mondo non si possono calpestare i diritti delle donne“. Il ministro aveva inoltre sottolineato di non voler alimentare polemiche, ribadendo che non c’era stata “alcuna volontà di offendere le donne” e che la sua attività politica e la sua vita personale lo dimostravano. In risposta alle dichiarazioni di Tajani, alcune senatrici dell’opposizione hanno organizzato una protesta simbolica presentandosi in Senato in minigonna, fotografandosi insieme per ribadire che la lunghezza della gonna non definisce la serietà o il valore di una donna.
