Cinquecento euro per un cartello stradale in plastica. Centocinquanta per una maglietta dello staff. Quarantacinque per un braccialetto di accesso stropicciato. E per chi proprio non può permettersi il lusso, c’è sempre la mappa cartacea del pratone, visibilmente spiegazzata e probabilmente intrisa di sudore, a soli 2 euro. Benvenuti nel mercato parallelo più assurdo e controverso dell’estate: quello dei cimeli del concerto-record di Ultimo a Tor Vergata.
Ebbene sì, il 4 luglio 2026, il cantautore romano ha radunato 250.000 spettatori nell’università romana, segnando uno degli eventi musicali più imponenti della storia recente italiana, ma a quanto pare il vero spettacolo è iniziato nei giorni successivi. Non sui palchi, non nelle cronache musicali, ma sulle piattaforme di reselling come Vinted, dove decine di inserzionisti hanno pensato bene di trasformare in oro qualsiasi cosa fosse passata per le loro mani quella sera.
Non parliamo del merchandising ufficiale acquistato ai banchetti autorizzati, quello è business lecito e prevedibile. Qui siamo di fronte a qualcosa di completamente diverso: la monetizzazione sistematica di materiali logistici, segnaletica temporanea, gadget di servizio e perfino oggetti rubati. Un cartellone di orientamento con QR code per indicare il percorso verso la metropolitana, elemento fondamentale per la gestione del deflusso della folla, viene offerto a mezzo migliaio di euro come se fosse un reperto archeologico.
@la.repubblica Altro che merchandising ufficiale. Il vero business del concerto di Ultimo del 4 luglio 2026 a Tor Vergata a Roma è iniziato dopo lo spettacolo, quando alcuni oggetti legati all’evento hanno trovato una seconda vita online. Su Vinted, infatti, sono infatti comparsi decine di annunci con materiali recuperati durante la serata e trasformati in veri e propri ricordi da collezione. L'articolo completo di Valentina Lupia su Repubblica Roma #rep ♬ audio originale la.repubblica
Il fenomeno ha dimensioni tali da aver attirato l’attenzione della Procura. Perché se rivendere un braccialetto usato può sembrare innocuo, sottrarre segnaletica stradale è tutt’altra faccenda. Parliamo di appropriazione indebita di beni pubblici o destinati alla sicurezza collettiva, reati che in Italia sono perseguibili penalmente. Eppure su Vinted continuano a spuntare annunci di ogni tipo, alcuni palesemente illegali, altri semplicemente imbarazzanti.
C’è l’utente che vende magliette della crew con la scritta “staff” sulle spalle, probabilmente trafugate o trovate chissà dove. C’è chi propone braccialetti dei pit, le zone riservate sotto il palco, come se fossero reliquie sacre. E poi c’è francyroma123, che con imprenditoriale pragmatismo offre una mappa cartacea del pratone a 2 euro, oggetto che originariamente veniva distribuito gratuitamente e che ora porta evidenti segni di utilizzo intensivo.
Comunque la mania del reselling non è certo una novità, visto che da anni ormai assistiamo alla trasformazione di qualsiasi oggetto limitato o legato a un evento popolare in potenziale fonte di guadagno. Sneakers, vinili, gadget di convention: tutto può diventare merce di scambio in un mercato secondario sempre più vorace. Ma il caso del concerto di Ultimo porta questa logica all’estremo, superando ogni confine del buon senso.
Come è possibile che un semplice cartello in plastica, prodotto in serie per una necessità logistica temporanea, acquisisca un valore di 500 euro? La risposta sta nella combinazione di tre fattori: la dimensione epocale dell’evento, il culto della memorabilia legata a esperienze condivise e la cultura del collezionismo compulsivo alimentata dai social network. Chi c’era quella sera vuole un ricordo tangibile, qualcosa che dimostri la propria presenza, e forse chi non c’era vuole illudersi di possedere un frammento di quella magia.
Il problema è che questa logica trasforma ogni evento pubblico in un potenziale saccheggio. Non è un caso isolato: già dopo il Salone del Mobile di Milano erano comparsi su Vinted gadget gratuiti rivenduti a prezzi maggiorati. Ma quando si passa dalla rivendita di omaggi promozionali al furto di segnaletica pubblica, la linea viene abbondantemente superata.
Le piattaforme di reselling, dal canto loro, faticano a controllare il fenomeno. Vinted nasce come marketplace per abiti e accessori second-hand, ma la sua natura aperta la rende terreno fertile per qualsiasi tipo di compravendita. Teoricamente esistono policy che vietano la vendita di materiale rubato, ma nella pratica verificare la legittima provenienza di ogni oggetto è praticamente impossibile.
E gli acquirenti? Difficile stabilire se siano davvero disposti a pagare certe cifre o se gli annunci rappresentino più che altro tentativi speculativi destinati a rimanere inevasi. Certo è che l’esistenza stessa di questi inserzioni racconta qualcosa di profondo sul nostro rapporto con gli eventi di massa, sulla disperata ricerca di unicità in esperienze condivise da centinaia di migliaia di persone.
Mentre la Procura indaga e gli annunci più evidentemente illegali iniziano a sparire, il concerto di Ultimo continua a essere al centro dell’attenzione. Come vi abbiamo raccontato, oltre al record di presenze, l’evento di Tor Vergata ha generato un impatto economico straordinario per la città di Roma, confermando la portata storica della serata.
