La musica italiana ha trovato il suo spazio tra i red carpet e le sale cinematografiche della 83esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. Non nelle sale ufficiali, ma durante il party di gala organizzato per celebrare Dio Ride, l’ultimo lavoro di Giovanni Veronesi destinato a chiudere la kermesse. Qui, tra luci soffuse e un parterre d’eccezione, tre artisti appartenenti a generazioni e percorsi musicali differenti si sono ritrovati sullo stesso palco per rendere omaggio a Pino Daniele.
Levante, Giuliano Sangiorgi e Settembre hanno interpretato insieme Quanno Chiove, uno dei brani più iconici del cantautore napoletano scomparso nel 2015. Un momento carico di emozione che ha saputo unire pubblico e interpreti in un dialogo musicale fatto di note familiari e memoria collettiva. Tre voci, tre stili, un’unica direzione: celebrare l’eredità di un artista che ha segnato profondamente la cultura musicale del nostro Paese.
La scelta di Quanno Chiove non è casuale. Il brano racchiude quella capacità unica di Pino Daniele di mescolare malinconia e poesia, dialetto napoletano e apertura universale. Una canzone che attraversa le generazioni e continua a parlare a chi l’ha vissuta in diretta e a chi l’ha scoperta dopo. Sentirla reinterpretata da artisti contemporanei, in una cornice come quella veneziana, ha aggiunto un ulteriore strato di significato: la musica come ponte tra passato e presente, tra cinema e palcoscenico.
La serata non si è fermata all’omaggio. Settembre, cantautore in rapida ascesa, ha approfittato dell’occasione per presentare dal vivo il suo ultimo singolo, Due settimane. Un pezzo che conferma la sua attitudine a raccontare sentimenti con immediatezza e una certa delicatezza narrativa. Un’esibizione che ha completato un quadro musicale ricco di sfumature, dalla tradizione all’innovazione.
Tra il pubblico che ha assistito a questo incontro tra musica e cinema, nomi di primo piano del panorama culturale italiano: oltre al regista Giovanni Veronesi, erano presenti il produttore Domenico Procacci, Pierfrancesco Favino e Silvio Orlando, protagonisti del film che sta per sbarcare nelle sale. Un incrocio di linguaggi artistici che Venezia sa orchestrare meglio di qualsiasi altro evento, trasformando una presentazione cinematografica in un happening culturale a tutto tondo.
Dio Ride sarà proiettato in prima mondiale nella Sala Grande del Palazzo del Cinema al Lido, subito dopo la cerimonia di premiazione della Mostra diretta da Alberto Barbera. Presentato fuori concorso, il film arriverà poi nelle sale italiane il 29 ottobre. Ambientato nel cuore del Seicento e liberamente ispirato a fatti realmente accaduti, racconta una storia in cui libertà, fede e potere si intrecciano attraverso la figura di frate Leopoldo, interpretato da Pierfrancesco Favino.
La pellicola esplora il rapporto tra l’umanità di un frate e le rigide strutture di potere della Chiesa seicentesca. Accanto a Favino, un cast di grande spessore: Silvio Orlando nei panni del Cardinale Maculani, Alma Noce, Francesco Gheghi, Maurizio Lombardi, Paolo Rossi e Carlo Cecchi, che interpreta Papa Innocenzo X. Quest’ultima partecipazione assume un significato particolarmente intenso: Cecchi, scomparso nel gennaio scorso, consegna al pubblico il suo ultimo lavoro cinematografico, trasformando la visione in un momento di memoria e di saluto.
