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Bastano pochi secondi di video per scatenare un putiferio. Tony Effe lo ha scoperto sulla propria pelle quando, mercoledì scorso, ha deciso di condividere con i suoi follower una riflessione sul proprio fisico che in poche ore si è trasformata in un caso mediatico nazionale. Il rapper, invitato alla sfilata di Diesel durante la Milano Fashion Week, ha trasformato il tragitto in auto verso l’evento in un momento di autocelebrazione che nessuno gli aveva chiesto, e che molti avrebbero preferito non vedere.

La scena è questa: Tony Effe siede sul sedile posteriore di un’auto, indossa un look del brand che lo ha invitato, una t-shirt con dettagli glitter rosa e un paio di jeans particolari, tutt’uno con gli stivali. Fin qui nulla di strano per un testimonial che si prepara a fare il suo ingresso a un evento di moda. Ma il rapper decide di puntarsi lo smartphone in faccia e di comunicare ai suoi follower un dettaglio che evidentemente ritiene fondamentale: la taglia dei pantaloni che indossa.

“Vi dico solo che questa è una 26 da donna, avete capito?” esordisce mostrando i jeans, una misura che nel sistema di numerazione americano corrisponde circa a una taglia 38-40 italiana, quindi una XS o S a seconda della vestibilità dei brand. Non contento di condividere questa informazione, il cantante prosegue con un attacco diretto: “Schiavi del cibo, schiavi dei carboidrati e degli zuccheri. Siete solo schiavi degli zuccheri“.

Il tono utilizzato non è quello di chi condivide un traguardo personale con umiltà, ma quello di chi si sente superiore e vuole farlo pesare. Secondo un parametro tutto suo, Tony Effe ha voluto affermare di essere parecchio in forma, sottolineando una magrezza che, sempre secondo personali convinzioni, sarebbe misura di un’ottima fisicità ritrovata. Il tema della forma fisica è effettivamente centrale nella vita del rapper in questo periodo: ha raccontato di recente di aver smesso di fumare marijuana quotidianamente dopo circa vent’anni, compensando con la corsa tutte le volte che avverte lo stimolo di tornare alla vecchia abitudine.

La reazione del pubblico non si è fatta attendere. Il video, ripostato e commentato su tutte le piattaforme social, ha scatenato un coro di critiche che è andato ben oltre il semplice dissenso. “Evitiamo di normalizzare i disturbi alimentari” scrive qualcuno. “Meglio schiavi degli zuccheri che di sostanze” replica un altro utente con malcelata ironia. “Le taglie non fanno la salute” aggiunge una ragazza, mentre altri sottolineano come la bassa statura del rapper giustificherebbe facilmente la possibilità di indossare una taglia da donna.

Ma non sono intervenuti solo utenti comuni. Professionisti della salute mentale e dell’alimentazione hanno definito “pericoloso” il messaggio lanciato dal rapper. Presentare una taglia specifica come sinonimo di successo personale, relegando alimenti fondamentali come carboidrati e zuccheri al ruolo di nemici da evitare, è uno schema che il mondo scientifico associa da tempo alla diffusione di modelli alimentari scorretti, specialmente tra un pubblico giovane e facilmente influenzabile.

Il paradosso diventa ancora più evidente se si considera il contesto. Tony Effe era diretto all’ultima sfilata di Glenn Martens come direttore creativo di Diesel, dopo sei anni alla guida del marchio prima di passare a Maison Margiela. Per la collezione Primavera/Estate 2027, il designer aveva voluto organizzare uno show che avvicinasse le generazioni più giovani al brand con una proposta sensuale e libera, in cui il corpo non veniva più nascosto o costretto. L’evento si basava sulla celebrazione della libertà e della sicurezza di sé, con un motto amplificato da oltre duecento performer del collettivo marsigliese (LA)HORDE che hanno trasformato la sfilata in uno spettacolo collettivo fatto di contatto fisico. Insomma, inclusività, espressione di sé, piacere e democrazia dell’esperienza, come aveva spiegato lo stesso Martens.

Come spiegano anche le indicazioni dell’OMS, né carboidrati né zuccheri andrebbero eliminati del tutto dall’alimentazione. Si crea così un altro cortocircuito con le parole di Tony Effe, secondo cui chi ne fa anche solo un uso controllato sarebbe “schiavo del cibo“. Il rapper, inoltre, in questi mesi ha detto più volte la sua in ambito alimentare, osannando il suo nuovo stile di vita e una cultura alimentare che gli esperti non hanno ritenuto sana né per lui né tantomeno per i ragazzini che lo seguono e lo prendono ad esempio.

Di fronte all’ondata di critiche, Tony Effe ha deciso di fare un passo indietro. Dopo ore di silenzio, durante le quali si è mostrato impegnato in un allenamento in palestra come se nulla fosse, il rapper è tornato sui social per scusarsi pubblicamente. “Non volevo offendere nessuno” ha ammesso, riconoscendo implicitamente di aver toccato un nervo scoperto e di aver lanciato un messaggio che poteva essere frainteso o, peggio, preso come modello da seguire.

Il dibattito resta però aperto, così come restano aperti i commenti sotto i suoi post, dove migliaia di persone continuano a confrontarsi su cosa significhi davvero stare bene, su quali siano i modelli da seguire e su quanto sia pericoloso ridurre la salute a una semplice questione di numeri cuciti su un’etichetta.

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Nato il 19 Dicembre 1992, ha capito subito che il cinema era la sua strada. Dopo essersi laureato in filosofia all'università di Palermo e aver seguito esami, laboratori e corsi sulla critica, la storia del cinema e la scrittura creativa, si è focalizzato sulle sue più grandi passioni: scrivere e la settima arte. Ha scritto per L'occhio del cineasta ed è stato redattore per Cinesblog fino alla sua chiusura. Ha iniziato a scrivere per DigitalDreams sui siti Cinemaserietv.it e brevemente su Cultweb.it e ha svolto il ruolo di responsabile news per ScreenWorld.it. Ora si occupa principalmente di stesura, gestione e organizzazione di news e articoli short form per BadTaste.it ed è il Community Manager di ScreenWorld.it.