Tom Cruise non ha avuto bisogno di lanciarsi da un aereo o aggrapparsi all’esterno di un velivolo per riuscire a far parlare ancora una volta di sé. Questa volta gli sono bastati una macchina fotografica, un paio di jeans e soprattutto una camicia lasciata completamente aperta. A 64 anni, la star di Mission: Impossible è tornata sulla copertina di GQ a distanza di vent’anni e lo ha fatto con uno scatto in bianco e nero che non è certo passato inosservato. Fotografato da Mario Sorrenti, Cruise posa con dei Levi’s vintage e una camicia western sbottonata, mostrando petto e addominali mentre tiene una mano sulla cintura e l’altra tra i capelli.
Una fotografia volutamente provocatoria che ha rapidamente diviso i social. Se una parte dei fan ha apprezzato la forma fisica dell’attore, altri hanno giudicato la posa decisamente eccessiva, concentrandosi soprattutto sulla sua età. Tra i commenti più duri riportati dopo la pubblicazione dello scatto c’è quello di un’utente che ha attaccato Cruise proprio per la scelta di mostrarsi in questo modo a 64 anni, arrivando a scrivere: “Mettiti una camicia, nonno”. Altri hanno definito la fotografia imbarazzante o si sono chiesti scherzosamente se qualcuno dello staff dell’attore gli avesse teso una sorta di “trappola”.
Non sono però mancate reazioni di segno completamente opposto. La copertina ha raccolto anche apprezzamenti per il fisico mostrato dalla star e per una posa che qualcuno ha paragonato a quella di un ragazzo molto più giovane. Il risultato è stato comunque lo stesso: la nuova immagine di Tom Cruise ha fatto discutere. Del resto, Cruise è ormai da oltre quarant’anni uno dei volti più riconoscibili di Hollywood. Dopo essersi imposto negli anni Ottanta con film come Risky Business e Top Gun, ha costruito una carriera capace di alternare giganteschi successi commerciali a collaborazioni con alcuni dei registi più importanti del cinema.
Ha lavorato con Martin Scorsese, Stanley Kubrick, Steven Spielberg, Paul Thomas Anderson e Michael Mann, ottenendo quattro candidature agli Oscar e trasformando nel frattempo Mission: Impossible in una delle saghe d’azione più longeve e popolari degli ultimi decenni. Negli ultimi anni è tornato anche ai vertici del box office con Top Gun: Maverick, che nel 2022 ha incassato quasi 1,5 miliardi di dollari nel mondo e ha segnato il più grande successo commerciale della sua carriera.
Il servizio fotografico arriva quindi in un momento particolare per un attore che, nonostante una carriera già lunghissima, sembra tutt’altro che intenzionato a rallentare. Cruise ha infatti concesso a GQ una delle sue rarissime interviste lunghe per accompagnare l’arrivo di Digger, il nuovo film diretto da Alejandro G. Iñárritu nel quale interpreta Digger Rockwell, un miliardario del petrolio decisamente lontano dai personaggi d’azione ai quali ha abituato il pubblico negli ultimi anni.
E proprio nell’intervista Cruise ha spiegato anche perché negli ultimi tempi sia diventato così difficile sentirlo parlare a lungo di sé. La risposta è stata molto più semplice del previsto: “Sono stato molto impegnato”. L’attore ha raccontato di aver preferito dedicare il proprio tempo alla realizzazione dei film e al continuo perfezionamento del suo lavoro, ammettendo inoltre di non amare particolarmente parlare di se stesso.
A interessarlo sono soprattutto il cinema e le sfide che comporta. Cruise ha descritto Digger come il ruolo più impegnativo della sua carriera, nonostante alle spalle abbia decenni trascorsi a realizzare personalmente alcune delle sequenze d’azione più spericolate viste sul grande schermo. E a proposito di sfide estreme, ce n’è una che Cruise sembra aver definitivamente accantonato. Per anni l’attore ha lavorato al progetto di un film che avrebbe dovuto portarlo davvero nello spazio, con riprese a bordo della Stazione Spaziale Internazionale.
Il progetto, però, non dovrebbe più vedere la luce: secondo le indiscrezioni emerse nei mesi scorsi, Cruise non avrebbe voluto trovarsi nella posizione di chiedere un favore politico a Donald Trump per ottenere il necessario sostegno del governo americano e della NASA. Per la nuova copertina, però, non è servito nessuno stunt impossibile. Dopo vent’anni lontano dalla cover di GQ, a Tom Cruise è bastato lasciare qualche bottone di troppo slacciato per ottenere probabilmente lo stesso risultato: dividere il pubblico e ritrovarsi ancora una volta al centro dell’attenzione.
