X

La notizia che nessun tifoso italiano voleva sentire è arrivata il 21 agosto, con un annuncio sui social che ha gelato il mondo del tennis. Jannik Sinner, numero uno del mondo, non parteciperà agli Us Open 2026. Per la prima volta dal suo debutto nei tornei del Grande Slam nel 2019, l’altoatesino sarà costretto a guardare da casa uno dei quattro Major della stagione.

Nonostante l’impegno profuso con il mio team e lo staff medico, abbiamo dovuto prendere la difficile decisione di non partecipare agli US Open quest’anno“, ha scritto Sinner su Instagram. Parole che pesano come macigni, soprattutto per chi conosce la dedizione maniacale del 25enne al suo sport. “Siamo tornati in campo a Monte Carlo negli ultimi giorni e ci siamo resi conto che ho ancora bisogno di tempo per recuperare dal problema al ginocchio destro“.

Il problema al ginocchio destro che tiene Sinner lontano dai campi da più di un mese rimane avvolto in una certa nebbia clinica. Né il tennista né il suo staff hanno comunicato una diagnosi precisa, alimentando speculazioni e preoccupazioni tra i fan. Quello che sappiamo è che il fastidio non è scomparso nonostante settimane di terapie intensive, controlli specialistici e tentativi di recupero.

I primi campanelli d’allarme erano suonati subito dopo Wimbledon, dove Sinner aveva conquistato il suo quinto titolo Slam battendo Alexander Zverev in quattro set il 12 luglio. Durante il torneo londinese, alcuni osservatori attenti lo avevano notato toccarsi ripetutamente l’articolazione del ginocchio destro tra un punto e l’altro. Un segnale che all’epoca era passato in secondo piano, oscurato dalla gioia per l’ennesimo trionfo.

Nelle settimane successive al trionfo di Wimbledon, Sinner si è sottoposto a un vero e proprio tour medico tra Torino e Milano. Prima il J|Medical, poi la Physioclinic, dove è stato seguito dal fisiatra Gianluca Melegati. Terapie, valutazioni, controlli: un protocollo intensivo per cercare di risolvere un problema che sembrava inizialmente gestibile.

A inizio agosto era tornato ad allenarsi ad alta intensità a Montecarlo e le prime indicazioni sembravano rassicuranti. Lo staff filtrava cauto ottimismo, lasciando intendere che il percorso di recupero stesse procedendo nella giusta direzione. Ma il tennis è uno sport spietato: allenarsi è una cosa, competere ad altissimi livelli è tutt’altra storia.

Il 9 agosto è arrivata la prima doccia fredda: la rinuncia al Masters 1000 di Cincinnati. “Il ginocchio destro mi sta dando fastidio e devo accettare che non sono ancora pronto per competire”, aveva spiegato Sinner, aggiungendo però che l’obiettivo restava recuperare per gli Us Open. Una speranza che si è rivelata vana.

Il test decisivo è arrivato proprio negli ultimi giorni, quando Sinner è tornato a battere palline sulla terra rossa di Montecarlo. Un allenamento che doveva dare il via libera definitivo, ma che invece ha certificato l’impossibilità di gareggiare. Il ginocchio evidentemente non rispondeva come avrebbe dovuto, costringendo il campione e il suo team a una decisione sofferta ma inevitabile.

Alcune ricostruzioni giornalistiche hanno parlato di un problema legato al sovraccarico, una condizione comune negli atleti sottoposti a ritmi intensissimi di allenamento e competizione. Il termine tecnico è “overuse”, ovvero un eccesso di utilizzo che può portare a infiammazioni, micro-lesioni o stress articolare. Non esistono però comunicazioni ufficiali che confermino questa ipotesi o che indichino lesioni specifiche a legamenti, menisco o cartilagine.

Vale la pena ricordare che non è la prima volta che il ginocchio destro di Sinner dà segnali di sofferenza. Già durante gli allenamenti a Doha a febbraio aveva accusato qualche fastidio, poi apparentemente superato. Un dettaglio che ora assume un significato diverso, suggerendo forse una fragilità strutturale o un punto debole che il carico agonistico ha finito per esacerbare.

Il forfait agli Us Open pesa come un macigno per diverse ragioni. Prima di tutto perché New York rappresenta uno dei luoghi simbolo della carriera dell’azzurro. Sinner ha conquistato il titolo a Flushing Meadows nel 2024 e nel 2025 è tornato in finale, arrendendosi solo a Carlos Alcaraz in un match epico. “Sono molto triste e deluso, New York ha un posto speciale nel mio cuore“, ha ammesso nel suo messaggio di addio al torneo.

Dopo Wimbledon, però, il buio. Nessuna partita ufficiale, settimane di terapie e incertezza. L’assenza ai Masters canadesi e di Cincinnati aveva già fatto perdere al numero uno tutta la preparazione agonistica sul cemento nordamericano, quella fondamentale per arrivare rodati all’ultimo Slam dell’anno. Un deficit competitivo che probabilmente ha pesato nella decisione finale.

Il forfait di Sinner cambia radicalmente gli equilibri degli Us Open 2026. Carlos Alcaraz, fermo ai box da aprile per un problema al polso destro, ha appena annunciato il suo rientro proprio a New York. Con Sinner fuori dai giochi, lo spagnolo perde il principale avversario nella corsa al titolo, anche se dovrà fare i conti con una forma fisica tutta da verificare dopo quattro mesi di stop. Nel frattempo crescono le possibilità di Alexander Zverev e di un Novak Djokovic sempre affamato di trofei.

La buona notizia, almeno per ora, è che non si parla di stagione finita. Il programma comunicato dall’entourage di Sinner prevede che il tennista rimanga in Europa continuando il lavoro di recupero con lo staff medico e atletico. L’obiettivo dichiarato è tornare per la trasferta asiatica, quindi per i tornei di Pechino e Shanghai, tra fine settembre e ottobre.

Condividi.

Figlia degli anni 2000. Amante del cinema fin da quando vide Pride & Prejudice per la prima volta. Laureata in Lettere Moderne, continua a scrivere di cinema sperando di farlo per sempre.