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Emma Marrone si è raccontata senza filtri a Cena Crudele, il format web di Cecilia Cantarano che invita personalità dello spettacolo a cucinare insieme e a mettersi in gioco con domande scomode. Tra una pasta ai pomodorini e una battuta al vetriolo, la cantante salentina ha toccato temi che vanno dalla carriera al rapporto con il proprio corpo, passando per l’amore, l’amicizia e quella solitudine consapevole che ha imparato non solo ad accettare, ma a scegliere.

Il primo verdetto riguarda la musica, il terreno su cui Emma ha costruito una carriera ormai lunga quasi vent’anni. Quando le viene chiesto di darsi un voto come cantante, la risposta arriva decisa: 9. Un punteggio che riconosce il percorso fatto, le battaglie vinte, i palchi calcati. Ma è quando si parla di amicizia che la Marrone alza decisamente l’asticella: “12. Se mi chiami alle 4 di notte, io alle 4:05 già sto in macchina”. Un’affermazione che va oltre il voto, è quasi un manifesto di lealtà. Chi ha Emma come amica, sa di poter contare su una presenza solida, quella presenza che non misura l’orologio quando c’è bisogno.

Sul fronte estetico, la cantante non ha dubbi e si assegna un bel 10: “Sono una figa”. Non è spavalderia, è consapevolezza. “Se mi guardo allo specchio, so tutto quello che ho passato e vedo il mio corpo, dico ‘ammazza che bella ragazza’“. Dietro quella frase c’è un percorso complesso, fatto di battaglie contro il body shaming, commenti feroci sui social, ma anche di malattia e rinascita. Emma ha affrontato il tumore alle ovaie scoperto per caso a 24 anni, le recidive, l’intervento di rimozione. Guardarsi allo specchio e vedersi bella non è vanità, è una conquista pagata cara.

Più severa invece quando si parla di fascino: “Mi do 6.5, mi manca quell’aspetto“. Una nota di autocritica che bilancia l’autostima, un riconoscimento che nessuno è perfetto in tutto. E poi arriva il capitolo spinoso: le relazioni sentimentali. Quando Cecilia Cantarano le chiede di valutarsi come partner, Emma risponde con la schiettezza che la contraddistingue: “Che ca**o ne so, non ho un fidanzato dal ’97”. La battuta strappa una risata, ma dietro c’è una verità precisa. Quando le viene chiesto da quanto tempo sia effettivamente single, la risposta è netta: “Da 10 anni, perciò sto così bene“.

Dieci anni non sono un caso, non sono una sfortuna. Sono una scelta. “O è una persona che mi fa stare bene o sto bene da sola”. Emma ha tracciato un confine chiaro: la solitudine scelta vale più di una compagnia che toglie energia invece di darne. Non è cinismo, è lucidità. E in un Paese ancora legato al modello della famiglia del Mulino Bianco, come lei stessa ha raccontato in altre interviste, una donna che sceglie consapevolmente di stare da sola può ancora far paura, può ancora essere giudicata.

Ma questo non significa aver rinunciato al gioco della seduzione. “A me piace flirtare, so essere brava. Dipende da chi c’è dall’altra parte”, confessa. Il flirt è leggerezza, è il piacere dell’attrazione senza il peso dell’impegno. Almeno finché non scatta qualcosa di più profondo: “Se uno mi piace tanto tanto divento una cretina“. Ed è qui che emerge la vulnerabilità, quella fragilità che tutti proviamo quando ci innamoriamo davvero. L’ironia della frase non nasconde la consapevolezza: “Non sono brava nelle relazioni sentimentali“.

In Cena Crudele, Emma ha anche parlato della sua generosità: “Faccio tanti regali”. E delle sue amicizie: “Mi trovo bene con tutti, uomini e donne. Dove mi metti, sto“. È la conferma di una personalità adattabile, capace di muoversi in contesti diversi senza perdere autenticità. Quello che emerge dal racconto di Emma Marrone è il ritratto di una donna che ha fatto pace con se stessa. Che sa dove eccelle e dove fatica. Che preferisce stare da sola piuttosto che male accompagnata. E che, quando si guarda allo specchio, vede una bella ragazza che ha attraversato tempeste e ne è uscita più forte.

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Figlia degli anni 2000. Amante del cinema fin da quando vide Pride & Prejudice per la prima volta. Laureata in Lettere Moderne, continua a scrivere di cinema sperando di farlo per sempre.