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Un abito bianco, la fede, una torta nuziale a cinque piani, il bouquet e 70 invitati pronti a festeggiare. Sembrava un matrimonio come tanti altri, almeno fino a quando non ci si accorgeva di un dettaglio piuttosto importante: accanto alla sposa non c’era nessuno. Perché Laura Mesi, quel giorno, aveva deciso di sposare sé stessa.

Sono passati nove anni da quella cerimonia che nel 2017 fece parlare tutta Italia e oggi Laura è tornata a raccontare la sua scelta nello studio de La volta buona di Caterina Balivo. Una decisione che, assicura, non nacque dalla volontà di rinunciare all’amore, ma dal desiderio di celebrare qualcosa che aveva imparato con il tempo: stare bene anche senza avere necessariamente qualcuno accanto.

All’epoca Laura aveva 40 anni e alle spalle una relazione durata dodici. Dopo la fine di quella storia aveva iniziato a vivere da sola e, qualche anno più tardi, aveva fatto una promessa ad amici e parenti: se entro i 40 anni non avesse incontrato la persona giusta, avrebbe comunque realizzato il sogno di sposarsi. E così ha fatto. Non si è trattato, però, di una semplice festa organizzata per gioco. Laura ha preparato un vero ricevimento di nozze: abito bianco, velo, fede, testimoni, pranzo, bomboniere, taglio della torta e lancio del bouquet. Alla cerimonia hanno partecipato circa 70 persone tra familiari e amici. C’era persino la lista nozze.

Dichiarazione

“Ho fatto la lista nozze con le cose per la casa e ho ricevuto anche le buste con i soldi”. – LAURA MESI


Laura, personal trainer e coreografa, aveva pensato anche all’intrattenimento. In assenza dello sposo, naturalmente, il tradizionale ballo di coppia doveva essere completamente reinventato: preparò una coreografia e la eseguì da sola davanti agli invitati. La cerimonia si tenne in un agriturismo di Vimercate e, secondo quanto raccontato all’epoca, tra matrimonio e viaggio di nozze costò complessivamente poco più di 10mila euro. A celebrarla simbolicamente fu un amico con tanto di fascia tricolore, ma il matrimonio non aveva alcun valore civile o religioso. Dopo la festa arrivò persino la luna di miele. Laura partì per Marsa Alam, in Egitto. Naturalmente da sola.

Dietro quella giornata così particolare, però, c’era un messaggio che Laura continua a rivendicare ancora oggi. La sua scelta viene generalmente ricondotta alla sologamia, ovvero una cerimonia simbolica attraverso la quale una persona celebra l’impegno preso verso sé stessa.

Dichiarazione

“Ho voluto celebrare l’amore per me stessa e l’ho fatto attraverso il matrimonio”. – LAURA MESI

Un concetto che per lei passa anche dal rapporto con il proprio corpo e con l’immagine che restituiscono gli altri. Laura ha spiegato di non sentire più la necessità di aspettare l’approvazione di qualcuno per stare bene con sé stessa.

Dichiarazione

“Non ho bisogno che qualcuno mi dica che sono bella, me lo dico da sola”. – LAURA MESI


Ma questo non significa aver chiuso definitivamente la porta a una relazione. È forse proprio questo l’aspetto sul quale Laura insiste maggiormente a distanza di nove anni: sposare sé stessa non significava dichiarare guerra all’amore o agli uomini. Già nel 2017 aveva spiegato che, se avesse incontrato una persona con cui costruire qualcosa, ne sarebbe stata felice. Oggi il principio è rimasto sostanzialmente lo stesso.

Dichiarazione

“L’altra persona deve rappresentare un valore aggiunto, perché io sto bene anche da sola”. – LAURA MESI

La condizione, quindi, è che un eventuale compagno non arrivi per riempire un vuoto. Laura non esclude di innamorarsi nuovamente, ma la sua felicità, sostiene, non dovrà dipendere dalla presenza di qualcun altro. Nove anni dopo quella giornata con 70 invitati e nessuno sposo ad aspettarla, Laura non sembra essersi pentita della scelta che la rese famosa in tutta Italia. Quella cerimonia non le ha impedito di continuare a cercare l’amore: prima, però, ha deciso di promettere a sé stessa di non aspettare più qualcun altro per sentirsi completa.

E quella di Laura non è l’unica storia in cui un matrimonio ha finito per trasformarsi in qualcosa di completamente diverso da quanto immaginato. Una sposa si è vista annullare le nozze appena una settimana prima del grande giorno, ma invece di cancellare tutto è partita comunque per la Toscana e ha trasformato quello che doveva essere il suo matrimonio in una grande festa.

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Classe 1991, scrive sul web da oltre dieci anni, trasformando la passione per i videogiochi e la cultura pop in una professione. Nel corso della sua carriera ha collaborato con alcuni dei principali siti italiani dedicati al mondo videoludico, trovando in Game-eXperience la sua casa per molti anni. Nel 2021 ha perfezionato il proprio percorso frequentando un corso di giornalismo online, consolidando l'esperienza maturata sul campo. Dal 2023 fa parte del gruppo editoriale Digital Dreams e, dall'inizio del 2026, scrive per CastleRock, ScreenWorld e BadTaste, occupandosi di videogiochi, cinema, serie TV e attualità legata al mondo dell'intrattenimento.