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Al Festival del Cinema di Venezia, Russell Crowe non è arrivato solo per presentare What Love Builds. L’attore australiano ha portato con sé qualcosa di più sottile, ma altrettanto significativo: tre orologi diversi, indossati in momenti diversi, come si farebbe con tre abiti distinti. Una scelta che non è passata inosservata agli occhi di chi mastica di orologeria e che racconta molto più di un semplice capriccio da red carpet.

Fino a poco tempo fa, il rapporto tra un uomo e il suo orologio era quasi monogamico. C’era l’orologio importante, quello da polso sinistro, quello che ti accompagnava ovunque. Ma le cose stanno cambiando. E Crowe, con la sua tripletta veneziana, ha intercettato una delle tendenze più interessanti del momento: il watch wardrobe. Ovvero, l’idea che l’orologio non sia più un oggetto unico e intoccabile, ma un accessorio da scegliere, variare, adattare. Come una camicia, come una scarpa. Come un elemento del guardaroba, appunto.

Il primo segnatempo avvistato al suo polso è un Longines Pilot Majetek da 43 millimetri, indossato all’arrivo in taxi boat al Lido. Un modello dal carattere deciso, che affonda le radici negli anni Trenta e porta con sé tutta la tradizione degli strumenti da aviatore della maison svizzera. Cassa in acciaio, quadrante nero, lunetta interna: è un orologio che non sussurra, si fa leggere al primo sguardo. Costa circa 4.250 euro ed è perfetto per quella scena d’ingresso, tra acqua, luce e movimento. Un pezzo che comunica funzione, storia e un certo tipo di virilità strumentale.

@screenweek Russell Crowe a Venezia83 per presentare il suo documentario 'What Love Builds' #RussellCrowe #Venezia83 #BiennaleCinema2026 ♬ audio originale – screenWEEK

Poi, al polso di Crowe, è comparso qualcosa di completamente diverso. Un H. Moser & Cie. Pioneer Centre Seconds, un tre lancette in acciaio da 40 millimetri che rappresenta l’esatto opposto del Longines. Minimalista, discreto, quasi ascetico. Il genere di orologio che chi non conosce il mondo dell’alta orologeria difficilmente riconoscerebbe, ma che agli occhi degli intenditori vale molto di più di quanto il suo aspetto sobrio lasci intendere. È un pezzo che non cerca l’attenzione, la conquista per sottrazione. E al prezzo di circa 13.927 euro, rappresenta una scelta consapevole di eleganza silenziosa.

Ma il terzo orologio è forse il più interessante della tripletta. Si tratta del Parmigiani Fleurier Tonda PF Micro-Rotor, referenza PFC914-1020022-100182, un 40 millimetri in acciaio e oro rosa con quadrante Stone Blue e bracciale integrato bicolore. Dentro batte il calibro PF703, un movimento automatico di manifattura con micro-rotore in oro rosa, spesso appena 3,07 millimetri e con 48 ore di riserva di carica. Il prezzo ufficiale è di 28.700 franchi svizzeri, circa 30mila euro. Un orologio che nasconde la complessità tecnica sotto una superficie apparentemente semplice, dove design, proporzione e maestria meccanica dialogano senza alzare la voce.

Tre orologi, quindi. Tre mondi. Il Longines è storia e funzione pura. Il Moser è cultura orologiera e discrezione raffinata. Il Parmigiani è tecnica nascosta, design studiato, equilibrio tra acciaio e oro. Non sappiamo esattamente in quale ordine Crowe li abbia indossati, né quale fosse destinato a quale momento della giornata. Ma forse non è questo il punto.

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Figlia degli anni 2000. Amante del cinema fin da quando vide Pride & Prejudice per la prima volta. Laureata in Lettere Moderne, continua a scrivere di cinema sperando di farlo per sempre.