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Un riconoscimento appena ricevuto alla Mostra del Cinema di Venezia e scomparso poche ore dopo. Caterina Varzi, moglie di Tinto Brass, ha denunciato il furto del Premio Bianchi assegnato quest’anno al regista dal Sindacato Nazionale Giornalisti Cinematografici Italiani. La targa sarebbe sparita all’Hotel Excelsior del Lido dopo la serata dedicata a Brass.

Il regista veneziano era stato omaggiato il 1° settembre, in occasione della proiezione in Sala Grande del suo film del 1967 Col cuore in gola. Brass non aveva potuto partecipare per motivi di salute e a ritirare il riconoscimento al suo posto era stata proprio la moglie Caterina Varzi. Terminata la proiezione, Varzi era rientrata all’Hotel Excelsior insieme a un’amica. “Dopo la proiezione ero stanchissima per le tante emozioni e per l’intensità della serata e con un’amica sono andata dalla Darsena all’Hotel Excelsior dove alloggiavo“, ha raccontato al Corriere del Veneto. Le due si erano poi fermate al Blue Bar dell’albergo per bere qualcosa.

È qui che la targa sarebbe stata dimenticata. Varzi l’avrebbe lasciata sul tavolo del locale, accorgendosene soltanto la mattina seguente. “Quando mi sono svegliata alla mattina presto e mi sono accorta che avevo lasciato la targa al Blue Bar, sono andata subito a chiedere se l’avevano trovata“, ha spiegato.

Da quel momento, secondo il suo racconto, sarebbero iniziati i tentativi di recuperare il premio. Varzi sostiene di aver chiesto ripetutamente di controllare le telecamere di sorveglianza e di poter parlare con un responsabile dell’hotel, senza ottenere risposte. “Mi rimbalzavano dal bar alla reception all’ufficio oggetti smarriti e nessuno mi dava ascolto o voleva aiutarmi“, ha denunciato.

Il 3 settembre la moglie di Brass è tornata a Isola Farnese, a Roma, dove successivamente ha presentato denuncia ai carabinieri. Prima di rendere pubblica la vicenda, però, ha deciso di aspettare la conclusione della Mostra nella speranza che il riconoscimento venisse ritrovato. “Ho atteso che il Festival finisse e che si tornasse alla normalità, nella speranza che con la calma qualcuno mi chiamasse dicendomi che avevano visionato le telecamere, ma nulla“.

Varzi ha raccontato anche un altro episodio legato al soggiorno veneziano: quando ancora sperava che il marito potesse raggiungere il Lido, avrebbe contattato l’albergo per verificare l’accessibilità della struttura con la sedia a rotelle. Secondo il suo racconto, una dipendente le avrebbe chiesto le dimensioni della carrozzina perché, trattandosi di un edificio antico, non era certa che riuscisse a passare dalle porte. “Assurdo“, ha commentato Varzi.

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Bolognese classe 1988, Sofia Biagini è redattrice e Social Media Manager nonché responsabile editoriale del sito IlMeglioDiTutto.it. Con quasi 8 anni di esperienza nel campo della redazione di articoli in ottica SEO e nella gestione dei principali Social Media per conto di agenzie di comunicazione, startup e testate online, dal 2019 il suo interesse si è rivolto verso la settima arte: ha collaborato per 3 anni con Movieplayer.it e, in seguito, è entrata a far parte del network che comprende anche ScreenWorld.it. Sofia Biagini è anche illustratrice e fondatrice del progetto Disegni Cinici e, nel 2022, ha pubblicato un libro edito DeAgostini dal titolo “Se son rose appassiranno”.