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Bastano pochi secondi per cambiare tutto. Un’imprecazione pronunciata sottovoce in cucina, intercettata dai microfoni sempre accesi della Casa più spiata d’Italia, e Simone Annicchiarico si ritrova fuori dal Grande Fratello Vip prima ancora di aver capito cosa stesse realmente succedendo. Era il pomeriggio del 24 settembre quando il filmato ha iniziato a circolare sui social: Giancarlo Danto ai fornelli, Simone che gli passa accanto e si lascia sfuggire un’espressione blasfema. Niente di eclatante, nessuna lite in corso, solo un sussurro che le telecamere della Regia 2 hanno registrato e che è diventato virale in pochi minuti.

La reazione dello stesso Annicchiarico aveva tradito immediatamente la consapevolezza dell’errore: mani alla testa, sguardo preoccupato, mentre anche Danto sembrava aver captato la gravità di quel momento apparentemente insignificante. Nel tardo pomeriggio è arrivato il comunicato ufficiale di Mediaset, sintetico quanto perentorio: Simone Annicchiarico deve abbandonare la Casa. Nessuna spiegazione dettagliata, nessun margine di interpretazione. La produzione ha applicato quella che ormai è diventata una regola ferrea del programma: le bestemmie si pagano con l’espulsione immediata.

Ma qui la storia prende una piega inaspettata. Perché se nei precedenti casi analoghi il pubblico aveva generalmente accettato o addirittura richiesto il provvedimento disciplinare, questa volta la reazione sui social è stata tutt’altro che unanime. Anzi, in molti hanno iniziato a contestare non tanto la dinamica dei fatti – il video lascia poco spazio ai dubbi su ciò che è stato pronunciato – quanto la proporzionalità della sanzione e, soprattutto, l’opportunità di mantenere una regola così severa in un paese che si definisce laico.

Sotto i post ufficiali dedicati all’uscita del concorrente sono comparsi centinaia di commenti contrari al provvedimento. Alcuni hanno ricordato episodi controversi delle scorse edizioni, quando comportamenti ritenuti ben più gravi non avevano portato a conseguenze altrettanto drastiche. Altri hanno accusato apertamente il programma di utilizzare due pesi e due misure, tollerando atteggiamenti discutibili ma punendo con fermezza assoluta le espressioni blasfeme. C’è chi ha sottolineato come l’Italia sia “un paese laico” e come questa rigidità appaia anacronistica, mentre altri hanno difeso la scelta della produzione richiamandosi al rispetto delle regole e al valore del contratto firmato dai concorrenti.

A dare voce alla frustrazione di una parte consistente del pubblico ci ha pensato anche Selvaggia Lucarelli, opinionista dello show insieme a Cesara Buonamici. Con la sua proverbiale ironia pungente, la giornalista ha commentato: “Non posso accettare che Simone Annicchiarico esca per una recensione negativa del Creatore”. Una battuta che in realtà nasconde una riflessione seria sulla natura del provvedimento e sulla scala di valori applicata all’interno del reality.

Perché, ed è qui che la questione si fa davvero interessante, Annicchiarico non era un concorrente qualunque. In pochissimi giorni era riuscito a conquistare una fetta importante di pubblico proprio per la sua autenticità. Figlio di Walter Chiari e Alida Chelli, Simone si era fatto notare per una serie di uscite che spaziavano dal surreale al commovente. Le sue teorie complottiste su Darwin, i dinosauri e l’allunaggio avevano generato dibattiti accesi nella Casa e sui social. “Le scimmie sono scimmie e noi siamo uomini, i pesci sono pesci. Ma veramente continuiamo a credere a queste stronzate?” aveva dichiarato in una conversazione che era diventata immediatamente virale.

Ma accanto alle dichiarazioni più sopra le righe, Annicchiarico aveva anche mostrato un lato estremamente vulnerabile. Nella puntata del 21 settembre aveva raccontato la solitudine vissuta dopo la scomparsa dei genitori, un momento di televisione autentica che aveva colpito molti spettatori. “Sono rimasto solo. È una condizione molto strana per me, che avevo una grandissima famiglia attorno. Da quando è morta mia madre non ho più un parente, non ho più nessuno che chiama e mi cerca. Oggi non ho nessuno: sono solo come un cane. Mi posso perdere, che ne so, chi mi cerca?” aveva confidato prima di ricevere una sorpresa da Iva Zanicchi, amica storica del padre.

Era questa capacità di essere sé stesso senza filtri, di non costruirsi un personaggio calcolato per piacere al pubblico, a renderlo prezioso in un’edizione popolata da figure già viste e riviste o totalmente inconsistenti. In un Grande Fratello Vip sempre più prevedibile, Simone rappresentava quel raro elemento di imprevedibilità che tiene incollati allo schermo. E proprio per questo la sua uscita improvvisa ha lasciato l’amaro in bocca a molti.

La questione, però, va oltre il singolo concorrente. Il Grande Fratello ha una lunga storia di provvedimenti legati alle bestemmie e la produzione ha sempre mantenuto una linea particolarmente rigida su questo fronte. La coerenza nell’applicazione della regola è un aspetto che la produzione rivendica: non si fanno eccezioni, non si valutano le circostanze attenuanti, non conta se il concorrente fosse o meno uno dei più amati. La norma è chiara e nota a tutti prima di entrare nella Casa.

Eppure questa volta qualcosa sembra essere cambiato nella percezione del pubblico. Forse perché in un panorama televisivo sempre più omologato, perdere un personaggio autentico per una frase pronunciata sottovoce appare come uno spreco. Forse perché la sensibilità collettiva su certi temi sta effettivamente evolvendo e ciò che un tempo sembrava sacrosanto oggi appare discutibile. O forse, più semplicemente, perché il pubblico italiano sta iniziando a interrogarsi su quale tipo di televisione voglia davvero: una rigidamente ancorata a regole immutabili o una capace di adattarsi ai cambiamenti culturali della società.

Resta ora da vedere se la produzione troverà un modo per reintegrare Annicchiarico nel programma con un ruolo diverso, magari come ospite in studio, oppure se questa sarà davvero la fine di un percorso durato troppo poco. Nel frattempo, il caso è diventato un dibattito che va ben oltre i confini del reality show, toccando temi come la laicità dello Stato, la libertà di espressione e il rapporto tra intrattenimento televisivo e valori religiosi. Simone Annicchiarico aveva già fatto ridere il web per aver citato un certo nome tabù.

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Figlia degli anni 2000. Amante del cinema fin da quando vide Pride & Prejudice per la prima volta. Laureata in Lettere Moderne, continua a scrivere di cinema sperando di farlo per sempre.