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Dev’essere davvero stagione di streghe, come cantava Donovan negli anni Sessanta. Solo che oggi il fenomeno ha assunto proporzioni che il cantautore scozzese non avrebbe mai immaginato: le streghe sono ovunque, dai feed social alle sale cinematografiche, dalle playlist musicali agli hotel a tema. E non si tratta di una moda passeggera, ma di un movimento culturale che sta ridefinendo l’immagine della femminilità contemporanea.

Mentre su TikTok si festeggia Mabon anziché il semplice equinozio d’autunno, il cinema si è accorto del trend. Il sequel di “Amori & incantesimi 2″ ha riportato Nicole Kidman e Sandra Bullock sul grande schermo nei panni di due sorelle dotate di poteri magici, cavalcando un’onda che attraversa generazioni e piattaforme. Perfino la Disney, tradizionale fucina di streghe cattive, ha cambiato registro: nel nuovo film “Hexe” la strega non è l’antagonista da sconfiggere, ma la protagonista da seguire.

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Il cambiamento non è solo cinematografico. È culturale, profondo, radicato in una trasformazione del significato stesso della parola “strega“. Come ogni personaggio di fantasia, la strega ha attraversato secoli e culture assumendo forme diverse. Se la fata è sempre stata relegata al ruolo della buona, la strega si è rivelata molto più sfaccettata: malvagia, bellissima, ambigua, misteriosa o tutte queste cose insieme. Dare della strega a qualcuno non è mai stato un complimento, almeno fino a oggi.

Sempre più donne rivendicano questa parola con orgoglio, svuotandola del suo peso negativo per riempirla di significati nuovi. Essere “un po’ strega” significa abbracciare una serie di comportamenti che fino a ieri sarebbero stati bollati come bizzarri, ma che oggi rappresentano una forma di libertà: fidarsi del proprio intuito, amare le atmosfere autunnali cariche di mistero, conoscere i segreti delle piante, passare tempo nei boschi, sapere tutto sulle fasi lunari.

@ww.starrs #witch #witchtok #spookyseason #lanadelrey #tarot ♬ Season Of The Witch – Lana Del Rey

Su Spotify e YouTube sono esplose le playlist “witchy vibes” o “witchy mood”, che raccolgono musica di artiste come Enya, Stevie Nicks, Florence + the Machine e Kate Bush. Non è casuale la scelta: sono tutte voci femminili potenti, spesso associate a temi di natura, magia e indipendenza. La stregoneria moderna è diventata innanzitutto una questione estetica, prima ancora che etica.

L’immagine della megera davanti al calderone, capace di evocare spiriti maligni, è stata archiviata. Al suo posto è emersa una figura completamente diversa: una donna con un vestito a fiori e gli stivali, intenta a coltivare il proprio orto, a raccogliere erbe spontanee, a creare rimedi naturali. Una figura che unisce saggezza antica e sensibilità ecologica, tradizione e modernità.

@cosmic.crafters friday night well spent ✨ #magic #witchtok #candles ♬ world without words – Nujabes

Su TikTok il movimento ha trovato la sua casa digitale. L’hashtag WitchTok raccoglie milioni di video in cui giovani donne condividono rituali stagionali, spiegano il significato delle fasi lunari, mostrano i loro altari domestici o semplicemente creano contenuti esteticamente coerenti con l’immaginario “witchy“. Non si tratta necessariamente di credere in poteri soprannaturali: per molte è un modo per riconnettersi con la natura, per rallentare i ritmi frenetici della vita moderna, per trovare una comunità di persone che condividono gli stessi valori.

C’è anche una dimensione di sorellanza, un elemento che attraversa tutte le narrazioni sulle streghe, dal film con Kidman e Bullock fino ai gruppi su TikTok. Le streghe si sostengono a vicenda, condividono conoscenze, creano reti di supporto. In un’epoca di individualismo esasperato, questa riscoperta della dimensione comunitaria femminile ha un valore particolare.

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Il confine tra simbolo e pratica reale è spesso sfumato. Alcune donne si definiscono streghe in senso metaforico, come modo per esprimere una personalità forte e indipendente. Altre praticano effettivamente forme di spiritualità neopagana, seguono i cicli della luna, celebrano i sabba stagionali come Mabon o Samhain. La maggior parte si colloca in una zona intermedia, dove l’estetica “witchy” si mescola a pratiche di mindfulness, giardinaggio, erboristeria casalinga.

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Figlia degli anni 2000. Amante del cinema fin da quando vide Pride & Prejudice per la prima volta. Laureata in Lettere Moderne, continua a scrivere di cinema sperando di farlo per sempre.