La Mostra del Cinema di Venezia 83 non è solo red carpet e premiere scintillanti. È anche il palcoscenico dove le star sono chiamate a rispondere, dove le domande si fanno più insistenti e dove la linea tra finzione cinematografica e realtà personale diventa sottile come un filo di seta. Penelope Cruz e Javier Bardem lo sanno bene. Protagonisti di Bunker, il nuovo film diretto da Florian Zeller in Concorso al Lido, i due attori spagnoli hanno dovuto affrontare non solo le domande sulla trama e sulle scelte registiche, ma soprattutto quelle più scomode sulla loro vita privata.
Nel film interpretano una coppia dell’alta borghesia londinese in crisi sotterranea: lui un’archistar affermata e posata, lei un’editor di successo. Hanno due figlie e una vita apparentemente perfetta che però nasconde crepe profonde, una chiusura verso il mondo esterno che fa paura, un’incomunicabilità strisciante. La trama di Bunker gioca proprio su questa ambiguità, su quel territorio grigio dove l’amore si mescola al risentimento e dove la routine quotidiana può trasformarsi in una prigione dorata.
Inevitabile, quindi, che durante la conferenza stampa ufficiale stampa e curiosi abbiano cercato di capire quanto di quella coppia in crisi sullo schermo rispecchiasse la realtà della coppia d’oro del cinema spagnolo. La risposta è arrivata chiara, diretta, quasi liberatoria. “Non c’è nulla. Nulla del nostro matrimonio nel film“, hanno spiegato Cruz e Bardem con quella naturalezza che solo chi si conosce da una vita può permettersi. “Siamo bravi a creare una finzione, altrimenti non sopravviveremmo”.
Una dichiarazione che suona come un manifesto professionale. Perché è proprio questa la loro forza, la capacità di separare nettamente il lavoro dalla vita privata, di entrare nei panni di personaggi complessi e tormentati senza portare quel bagaglio emotivo oltre il ciak finale. Una capacità che hanno affinato in anni di collaborazioni cinematografiche, iniziate ben prima che diventassero marito e moglie nella vita reale.
Quando una giornalista ha chiesto se avessero mai litigato, la risposta di Penelope Cruz è stata accompagnata da una sonora risata: “No, no, mai, assolutamente. Ci conosciamo da più di trent’anni, immaginate se non abbiamo mai litigato“. Un’ironia disarmante che ha sciolto la tensione e ribadito un concetto semplice ma fondamentale: sono una coppia normale, con i suoi alti e bassi, le sue discussioni, ma anche con una solidità costruita nel tempo.
Javier Bardem ha poi aggiunto un’altra precisazione importante, rispondendo a una domanda diretta su quanto del loro matrimonio ci fosse nel film di Zeller. Una sola parola, pronunciata con un sorriso: “Nada“. Niente. Perché i personaggi che interpretano non hanno bisogno di attingere alla loro esperienza personale per risultare credibili. L’hanno ribadito entrambi: la forza di un attore sta proprio nella capacità di costruire verità a partire dalla finzione, di dare vita a emozioni autentiche senza necessariamente averle vissute in prima persona.
Durante la conferenza stampa hanno parlato anche di cosa li abbia convinti ad accettare il progetto di Florian Zeller, della scenografia claustrofobica che amplifica il senso di isolamento della coppia protagonista, della sfida emotiva e morale che i loro personaggi affrontano. Ma è stato interessante anche sentirli parlare di come gestiscono il fatto di lavorare insieme. “Credo che la nostra forza sia sempre stata quella di riuscire molto bene a separare la carriera dalla nostra vita privata e questo lo abbiamo fatto per tutti i progetti passati”, ha spiegato Cruz. “Ovviamente lavoriamo insieme nello stesso film quindi è naturale che a casa il discorso lavorativo vada avanti ma sempre nei limiti”.
Un equilibrio delicato ma evidentemente funzionale, costruito in oltre tre decenni di conoscenza reciproca. Perché Cruz e Bardem non sono solo una coppia di attori che occasionalmente lavorano insieme: sono due professionisti che hanno scelto di condividere la vita pur mantenendo spazi di autonomia e confini chiari tra dimensione pubblica e privata.
Al photocall dopo la conferenza stampa, lei indossava un tubino nero con scollo a V e dettagli piumati sulle spalline, lui un completo beige con camicia azzurra a righe bianche. Eleganti, sorridenti, complici. L‘immagine di una coppia che ha imparato a navigare le acque a volte agitate dello star system senza perdere la bussola.
