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La polemica che ha travolto il tour americano di Ed Sheeran non accenna a spegnersi. Dopo l’esclusione di Macklemore dalle date successive del Loop Tour per le dichiarazioni pro-Palestina pronunciate sul palco, il cantante britannico ha deciso di intervenire pubblicamente per raccontare la propria versione dei fatti. E soprattutto per respingere un’accusa diventata sempre più pesante sui social.

“Non sono complice”. È uno dei passaggi più netti del lungo messaggio con cui Sheeran ha rotto il silenzio, spiegando che la decisione di allontanare Macklemore dal tour non sarebbe stata presa da lui. Tutto è cominciato durante le date del 4 e 5 settembre al MetLife Stadium, nel New Jersey. Macklemore, chiamato ad aprire alcuni concerti del Loop Tour, ha utilizzato il palco per ribadire pubblicamente il proprio sostegno alla popolazione palestinese.

Durante il primo show il rapper ha urlato “Free Palestine”, accompagnando il messaggio con un intervento sulla situazione a Gaza e in Cisgiordania. La sera successiva è tornato sull’argomento, sostenendo che criticare le politiche del governo israeliano non significasse attaccare le persone di religione ebraica. Le sue parole hanno provocato reazioni opposte e trasformato rapidamente l’esibizione in un caso internazionale.


A chiedere provvedimenti è stato anche l’Israeli American Council, mentre Robert Kraft, proprietario dei New England Patriots e del Gillette Stadium, ha spiegato di non voler ospitare Macklemore nella struttura dopo quelle dichiarazioni e alla luce di precedenti controversie legate al rapper. Poco dopo è arrivata la decisione: Macklemore non avrebbe più aperto le successive date americane di Ed Sheeran.

Il promoter Messina Touring Group ha spiegato che alcune delle venue coinvolte avrebbero comunicato di non essere disposte a ospitare gli spettacoli con Macklemore ancora in cartellone. La conseguenza, secondo gli organizzatori, avrebbe potuto essere la cancellazione di diversi concerti con ripercussioni su centinaia di migliaia di spettatori. Macklemore ha quindi annunciato pubblicamente la propria esclusione, raccontando di aver avuto diversi confronti difficili con Sheeran nei giorni precedenti.

Il rapper ha spiegato di conoscere Ed da circa tredici anni e di considerarlo come un fratello, riconoscendo anche la situazione particolarmente complicata nella quale si sarebbe trovato l’amico. Allo stesso tempo, però, ha ribadito di non voler rinunciare alle proprie posizioni. È a quel punto che Sheeran ha deciso di intervenire direttamente.


Il cantante ha precisato che la rimozione di Macklemore sarebbe stata “una decisione del promoter, non mia”, aggiungendo di aver tentato personalmente di trovare una soluzione attraverso colloqui con le diverse parti coinvolte. Secondo la sua ricostruzione, però, la posizione delle venue e degli organizzatori sarebbe rimasta definitiva. Sheeran ha poi affrontato la questione più delicata: l’idea che il suo silenzio pubblico sul conflitto potesse equivalere a indifferenza.

“Non sono complice”, ha scritto, spiegando di avere opinioni personali su quello che ha definito un conflitto devastante. Il fatto di non esprimerle continuamente in pubblico, ha aggiunto, non significherebbe non interessarsi alla situazione o non sostenere privatamente determinate cause. Il cantante ha spiegato anche quale vorrebbe fosse il ruolo dei propri concerti. Per Sheeran, gli show dovrebbero rimanere luoghi di unità, gioia, evasione e amore, piuttosto che trasformarsi in forum politici. Allo stesso tempo non ha attaccato Macklemore per aver scelto una strada differente.

Al contrario, ha detto di rispettare la determinazione dell’amico nel salire sul palco e difendere pubblicamente ciò in cui crede, sostenendo che possano esistere approcci differenti verso lo stesso obiettivo: la pace. Ma quelle spiegazioni non sono bastate a fermare il caso. Dopo l’esclusione di Macklemore, infatti, diversi artisti hanno deciso di abbandonare il tour. Tra questi Finneas, Lukas Graham e Aaron Rowe, oltre ai Beoga, gruppo che accompagna Sheeran dal vivo. Finneas ha motivato la propria scelta sostenendo che gli artisti non dovrebbero essere messi a tacere quando prendono posizione in favore delle persone che ritengono oppresse. Anche gli altri musicisti hanno pubblicato messaggi spiegando le ragioni della loro decisione.

Nel frattempo la vicenda ha coinvolto numerosi altri personaggi pubblici. P!nk, pur precisando di non aver chiesto il licenziamento di Macklemore, aveva criticato alcuni aspetti del suo intervento e raccontato il disagio provato come donna ebrea. Boy George, invece, ha successivamente criticato sia Macklemore sia l’idea di boicottare Sheeran, sostenendo che una campagna contro il cantante britannico non avrebbe alcun effetto concreto sulla situazione in Medio Oriente.

Macklemore ha continuato a difendere la propria posizione e ha annunciato che avrebbe destinato un milione di dollari dei propri guadagni ad organizzazioni impegnate negli aiuti ai palestinesi. Poi, il 19 settembre, Ed Sheeran è tornato sul palco a Philadelphia per il primo concerto dopo l’esplosione della controversia. E questa volta ha affrontato la questione anche davanti al pubblico.

Ed Sheeran durante un'intervista
Ed Sheeran durante un’intervista fonte: YouTube

Il cantante ha definito quanto sta accadendo a Gaza “catastrofico e ingiustificabile”, ribadendo però di non voler trasformare i propri spettacoli in luoghi nei quali imporre una posizione politica agli spettatori. È una linea che Sheeran sta cercando di mantenere mentre il suo tour affronta una situazione completamente diversa rispetto a quella immaginata soltanto poche settimane fa: Macklemore non c’è più, diversi opening act hanno lasciato gli show e il dibattito si è spostato ben oltre la musica.

Ed è proprio su un punto che il cantante ha voluto insistere più di ogni altro: non essere stato lui a decidere l’esclusione di Macklemore e non considerare il proprio silenzio pubblico come una forma di indifferenza. Una distinzione che, almeno per il momento, non è bastata a chiudere una delle polemiche musicali più accese delle ultime settimane.

La presa di posizione di Sheeran arriva dopo giorni di polemiche nate proprio sul palco del suo tour. Tutto era cominciato quando Macklemore aveva gridato “Free Palestine” durante il concerto di Ed Sheeran, scatenando una bufera che aveva coinvolto anche P!nk e Boy George e acceso il dibattito sull’utilizzo del palco per lanciare messaggi politici.

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Classe 1991, scrive sul web da oltre dieci anni, trasformando la passione per i videogiochi e la cultura pop in una professione. Nel corso della sua carriera ha collaborato con alcuni dei principali siti italiani dedicati al mondo videoludico, trovando in Game-eXperience la sua casa per molti anni. Nel 2021 ha perfezionato il proprio percorso frequentando un corso di giornalismo online, consolidando l'esperienza maturata sul campo. Dal 2023 fa parte del gruppo editoriale Digital Dreams e, dall'inizio del 2026, scrive per CastleRock, ScreenWorld e BadTaste, occupandosi di videogiochi, cinema, serie TV e attualità legata al mondo dell'intrattenimento.