Sono passati dieci anni dall’ultima volta che un presidente del Consiglio ha calcato il palcoscenico della Milano Fashion Week. Era il 2016 quando Matteo Renzi partecipava a una cena a Palazzo Reale, e da allora nessun premier aveva più ritenuto strategico presenziare fisicamente all’evento simbolo del fashion system italiano. Mercoledì 23 settembre 2026, Giorgia Meloni ha rotto questo lungo digiuno istituzionale, presentandosi alla cerimonia inaugurale della settimana della moda in smoking nero e camicia bianca, firmata Ermanno Scervino.
La scelta di esserci non è stata casuale né puramente protocollare. Come la stessa presidente ha spiegato ai giornalisti presenti, si è trattato di un segnale preciso in un momento particolare per il comparto: “Ho pensato che quest’anno fosse particolarmente giusto, in un momento non facilissimo per un settore che però continua a darci grandi risultati, dare un segnale anche di presenza e di vicinanza“. Un messaggio fisico, ha sottolineato Meloni, che va oltre i provvedimenti legislativi e le risorse stanziate, come i 100 milioni di euro destinati agli investimenti nel settore.
Ad accogliere la premier all’ingresso di Palazzo Reale c’erano il sindaco di Milano Beppe Sala, il prefetto Claudio Sgaraglia e Carlo Capasa, presidente della Camera nazionale della Moda italiana. Quest’ultimo ha commentato con evidente soddisfazione: “Apprezziamo molto la vicinanza del Presidente del Consiglio Giorgia Meloni alla Milano Fashion Week e al Made in Italy. La moda italiana è una grande filiera industriale, apprezzata in tutto il mondo, che rappresenta circa il 5 percento del PIL e conta circa un milione di occupati. In un momento segnato da forti trasformazioni economiche e geopolitiche, sentire la vicinanza delle istituzioni è particolarmente importante”.
I numeri citati da Capasa rendono evidente il peso specifico del settore nell’economia nazionale. Non si tratta di un vezzo o di un capriccio da red carpet, ma di una industria strategica che vale miliardi e dà lavoro a centinaia di migliaia di famiglie italiane. La presenza di Meloni assume quindi una valenza politica ed economica chiara: lo Stato riconosce il valore del fashion system e intende sostenerlo in una fase di mercato complessa, segnata da tensioni geopolitiche e cambiamenti nei consumi globali.
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La composizione del tavolo principale durante la cena offre uno spaccato perfetto del potere concentrato in quella sala. Accanto alla presidente del Consiglio sedevano alcuni dei nomi più influenti del lusso mondiale: Tilman Fertitta, ambasciatore degli Stati Uniti in Italia, Luca de Meo, amministratore delegato di Kering, Alfonso Dolce di Dolce & Gabbana, Frédéric Arnault del colosso LVMH, Diego Della Valle di Tod’s, Renzo Rosso patron del gruppo OTB, Remo Ruffini di Moncler. E ancora: Andrea Guerra, CEO del gruppo Prada, Gildo Zegna, Brunello Cucinelli. A completare il quadro, l’iconica Anna Wintour, Global Editorial Director di Vogue, la cui presenza a un tavolo è sempre sinonimo di rilevanza assoluta nel mondo della moda.
Anche la tavola ha celebrato l’eccellenza italiana. A firmare il menu è stato chiamato Da Vittorio, storico ristorante tre Stelle Michelin della famiglia Cerea, un nome che rappresenta l’apice della ristorazione italiana. Si è iniziato con una delicata terrina di melanzane con caprino e salsa al basilico, accompagnata da Franciacorta Brut Cuvée Royale di Marchesi Antinori Tenuta Montenisa. La portata principale ha visto protagonisti i celebri Paccheri alla Vittorio, preparati e serviti live davanti agli ospiti, in abbinamento al Franciacorta Extra Brut Cuvée Prestige Edizione 47 di Ca’ del Bosco. Al centro dei tavoli, piccola pasticceria, lievitati di stagione e cannoncini riempiti al momento. Ogni dettaglio pensato per raccontare l’Italia attraverso i suoi prodotti d’eccellenza.
La cerimonia si è svolta negli spazi di Palazzo Reale in concomitanza con la mostra “Dalí e la Moda“, un ulteriore elemento che lega arte, cultura e design in un racconto coerente del made in Italy come espressione di creatività totale. La scelta della location non è stata neutra: Palazzo Reale rappresenta il cuore istituzionale di Milano, la città che da decenni è riconosciuta come capitale mondiale della moda insieme a Parigi, Londra e New York.
