Quanto può valere un video di pochi secondi pubblicato sui social? Quando davanti alla telecamera c’è una creator capace di raggiungere milioni di persone, la risposta può sorprendere. Lo sa bene Chiara Anicito, conosciuta sul web soprattutto come Mamma Cammela, che ha trasformato le parodie sulle chat delle mamme e sulla vita familiare in un vero lavoro.
Dietro i video nei quali compaiono Cammela, il marito Placido e i figli Santino e Agatuccia c’è infatti molto più di una famiglia che accende lo smartphone e comincia a registrare. Il successo raggiunto negli ultimi anni ha trasformato quel mondo in una vera attività professionale, nella quale anche un singolo contenuto realizzato per un brand può arrivare a valere migliaia di euro. Anicito è diventata uno dei volti più riconoscibili del fenomeno dei family creator, influencer che hanno costruito la propria presenza online raccontando, con modalità molto diverse tra loro, la quotidianità della famiglia.
Nel suo caso, però, tutto è cominciato quasi per gioco. Chiara è la settima di sette figli e il personaggio di Cammela nacque proprio all’interno di una chat familiare. Dopo uno scambio di messaggi si disegnò un neo sul volto, indossò foulard e occhiali e registrò una parodia di una mamma alle prese con i compiti del figlio. Il filmato finì nelle mani di una delle sue sorelle, che lo inoltrò in una vera chat delle mamme. Da lì cominciò a circolare prima a Catania e in Sicilia e successivamente sul web, fino a trasformare Cammela in un personaggio seguito da milioni di persone.
“È un personaggio creato dalla realtà”, aveva raccontato Anicito al Corriere della Sera, spiegando che in quel periodo era davvero rappresentante di classe e che molte delle situazioni raccontate nei primi video nascevano proprio da ciò che vedeva e viveva ogni giorno. Il successo è cresciuto fino a raggiungere numeri che rendono più facile comprendere perché oggi quei contenuti abbiano anche un valore economico importante. Tra Instagram, TikTok, YouTube e Facebook, Chiara Anicito supera complessivamente i tre milioni e mezzo di follower.
E alcuni video sono andati molto oltre la sua stessa community. La parodia W le donne, ad esempio, aveva superato i 50 milioni di visualizzazioni: numeri che inevitabilmente attirano l’interesse delle aziende. È qui che entra in gioco un aspetto meno visibile del lavoro dei creator. Un contenuto sponsorizzato non viene pagato soltanto sulla base dei minuti necessari per registrarlo: nel prezzo entrano il numero di persone raggiungibili, il coinvolgimento del pubblico, il tipo di piattaforma, la complessità della produzione e soprattutto l’utilizzo che il marchio farà successivamente di quelle immagini.
Per profili delle dimensioni di Mamma Cammela, dunque, una collaborazione commerciale può raggiungere cifre di diverse migliaia di euro. Non esiste però un tariffario universale e il compenso può cambiare sensibilmente da una campagna all’altra. La distinzione è importante soprattutto perché parlare semplicemente di “guadagno per post” rischia di restituire un’immagine incompleta. Quelle cifre rappresentano infatti il valore commerciale di una collaborazione e non necessariamente ciò che finisce direttamente nelle tasche del creator.
Dietro possono esserci agenzie, collaboratori, costi di produzione, tasse e tutto ciò che serve per trasformare una presenza social in un’attività professionale. E nel caso di Chiara Anicito c’è anche una carriera che ormai si è allargata molto oltre Instagram e TikTok. Prima di diventare famosa sui social, infatti, Anicito aveva già studiato recitazione per anni e lavorato come attrice. Il successo di Cammela le ha poi aperto nuove porte: dai laboratori di Zelig a LOL Talent Show, passando per il teatro e Striscia la Notizia, dove è entrata nella stagione 2024/2025 portando in televisione proprio il suo sguardo ironico sul mondo delle famiglie.
“Se hai un milione di follower ti si aprono tante porte, poi però devi meritare quello che ti offrono”, aveva spiegato al Corriere. Una frase che racconta bene anche il modo in cui Anicito considera la popolarità conquistata online. Il punto, infatti, non è soltanto diventare virali. È riuscire a trasformare quella visibilità in qualcosa che possa durare.
Chiara continua così a lavorare come attrice e comica, porta Cammela e il gruppo delle mamme nei teatri italiani e scrive libri, mentre i personaggi nati quasi per scherzo davanti a uno smartphone sono diventati parte di un’attività che coinvolge ormai social, televisione e palcoscenico. Ed è forse questo il dettaglio che più sorprende quando si parla delle cifre raggiunte dai family creator. Quello che per chi guarda dura trenta secondi può essere il risultato finale di un’intera macchina professionale. E quando quei trenta secondi possono raggiungere milioni di persone, anche il loro prezzo inevitabilmente cambia.
