X

Un archivio rimasto lontano dal pubblico per decenni, conversazioni tra Liam e Noel Gallagher mai ascoltate, oltre 100 ore di prove e 63 concerti degli Oasis. Materiale sufficiente a raccontare dall’interno alcuni degli anni più importanti della storia della band britannica. Ora tutto potrebbe finire nelle mani di un collezionista, ma gli Oasis non sembrano affatto contenti.

Il prossimo 3 ottobre Littleton Auctions metterà infatti all’asta una gigantesca collezione di registrazioni provenienti dall’archivio personale di Huw Richards, tecnico del suono che lavorò con gli Oasis durante gli anni della loro esplosione mondiale. Una raccolta talmente importante da essere stata valutata tra 1,2 e 1,6 milioni di sterline. A venderla è oggi suo figlio Owain Richards, anche lui tecnico del suono. E basta scorrere l’elenco del materiale per capire perché la cifra sia così alta: la collezione comprende 209 nastri DAT, 73 audiocassette analogiche e tre MiniDisc, oltre a scalette, documenti utilizzati durante i tour e altri cimeli legati alla band. Ma il vero tesoro è quello che si può ascoltare.

All’interno dell’archivio sono conservate le registrazioni complete di 63 concerti degli Oasis, insieme a soundcheck e più di cento ore di prove. Ci sono inoltre conversazioni informali e non filtrate registrate mentre Liam, Noel e le persone che lavoravano con loro erano in tournée: una sorta di fotografia sonora degli Oasis nel periodo in cui passarono rapidamente dai piccoli locali a diventare una delle band più famose al mondo. Tra i nastri ce n’è poi uno particolarmente prezioso: quella che viene indicata come l’unica registrazione conosciuta del concerto degli Oasis a Loch Lomond del 1996. Due serate entrate nella storia della band, durante il tour di (What’s the Story) Morning Glory?, con decine di migliaia di persone arrivate sulle rive del lago scozzese per assistere ai concerti.


Richards ritiene che la qualità di alcune registrazioni sia talmente buona da permettere persino di rimasterizzarle e trasformarle in futuro in un album dal vivo. Ed è proprio qui che la vicenda si complica. Gli Oasis, infatti, sanno dell’esistenza dell’asta e hanno manifestato le proprie preoccupazioni. Ben Homer, amministratore delegato di Littleton Auctions, ha confermato che l’entourage della band è a conoscenza della vendita e non nasconde le proprie perplessità di fronte alla portata del materiale che potrebbe cambiare proprietario.

Dichiarazione

“L’entourage degli Oasis è a conoscenza dell’asta e ha espresso delle preoccupazioni, cosa del tutto comprensibile considerando la portata e l’importanza del materiale”. – BEN HOMER

Non sarebbe neppure la prima volta che la band prova a recuperare quelle registrazioni. Owain Richards ha raccontato che il management degli Oasis lo aveva già contattato in passato perché aveva bisogno di accedere ad alcuni dei nastri conservati dalla sua famiglia. Le discussioni, però, non avrebbero portato a un accordo. Secondo Richards, la posizione della band sarebbe piuttosto chiara: gli Oasis vorrebbero riavere il materiale, anziché vederlo finire nelle mani di qualcun altro. La casa d’aste sostiene invece che la vendita possa procedere regolarmente e che la provenienza dell’intera collezione sia stata verificata.

C’è però un dettaglio fondamentale per chi fosse disposto a spendere oltre un milione di sterline. Acquistare i nastri significa diventare proprietari del loro supporto fisico, non dei diritti sulle registrazioni degli Oasis. Il futuro compratore non potrebbe quindi decidere autonomamente di pubblicare le conversazioni, mettere in commercio i concerti o realizzare un album con quel materiale: per farlo servirebbe comunque la collaborazione della band.

Dichiarazione

“È davvero un pezzo di storia”. – OWAIN RICHARDS


Una storia che arriva sul mercato proprio in un momento in cui l’attenzione attorno agli Oasis è tornata enorme. Liam e Noel Gallagher sono nuovamente insieme e tutto ciò che riguarda gli anni d’oro della band ha inevitabilmente acquistato ancora più valore.

Quei nastri, del resto, non custodiscono soltanto canzoni. Dentro ci sono prove, concerti, errori, soundcheck e soprattutto le voci dei fratelli Gallagher quando probabilmente non immaginavano che qualcuno, oltre trent’anni dopo, avrebbe potuto pagare più di un milione di sterline per ascoltarle. Ed è proprio per questo che gli Oasis preferirebbero che quel pezzo della loro storia tornasse a casa.

Condividi.

Classe 1991, scrive sul web da oltre dieci anni, trasformando la passione per i videogiochi e la cultura pop in una professione. Nel corso della sua carriera ha collaborato con alcuni dei principali siti italiani dedicati al mondo videoludico, trovando in Game-eXperience la sua casa per molti anni. Nel 2021 ha perfezionato il proprio percorso frequentando un corso di giornalismo online, consolidando l'esperienza maturata sul campo. Dal 2023 fa parte del gruppo editoriale Digital Dreams e, dall'inizio del 2026, scrive per CastleRock, ScreenWorld e BadTaste, occupandosi di videogiochi, cinema, serie TV e attualità legata al mondo dell'intrattenimento.