Il 22 settembre 2026, esattamente dieci giorni dopo il matrimonio di Ilary Blasi con Bastian Muller, Francesco Totti ha scelto di pubblicare il suo nuovo libro. Non è un caso, non per chi conosce l’uomo oltre il simbolo. Il numero 10, quello che ha portato sulla schiena per una vita intera con la maglia della Roma, torna come una firma temporale, un messaggio cifrato in un timing che non lascia spazio all’innocenza.
Oltre, edito da Cairo e scritto a quattro mani con il giornalista Alessandro Alciato, non è una semplice autobiografia sportiva. È il seguito di Un capitano, uscito nel 2018, ma questa volta il campo da gioco è la vita vera, quella che inizia quando le luci dello stadio si spengono e rimane solo l’uomo. Dal 28 maggio 2017, giorno dell’ultima partita Roma-Genoa all’Olimpico, Francesco Totti ha vissuto un’esistenza che il pubblico credeva di conoscere ma che in realtà è rimasta nell’ombra, tra sofferenze private e rinascite inaspettate.
Nel libro, l’ex capitano giallorosso racconta con una sincerità disarmante l’incontro con Noemi Bocchi, la donna che ha segnato un nuovo capitolo della sua esistenza sentimentale. I due hanno festeggiato cinque anni insieme il 13 settembre, proprio il giorno delle nozze di Blasi. Le date si incastrano, confermando ciò che i cronisti avevano già ipotizzato: la relazione era iniziata prima dell’annuncio ufficiale del divorzio, avvenuto quattro anni fa.
Francesco Totti parla di Ilary Blasi e Noemi Bocchi nel suo libro: gli accordi legali con l’ex e il primo bacio con la compagna https://t.co/bv1lPI2wOk
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“Questo è il mio numero. E questo il mio”, scrive Totti, raccontando lo scambio dei contatti. Poi la descrizione di lei: “Era bionda, era bellissima, se ne accorgevano tutti. Era dolce, era intelligente, era interessante: bello scoprirlo pian piano, parlandole“. Parole che rivelano una dimensione inedita del campione, quella dell’uomo che si scopre nuovamente capace di stupirsi, di emozionarsi come se fosse la prima volta.
Il primo bacio è arrivato “moltissimo tempo dopo”, come tiene a precisare. Vicino a Piazza del Popolo, in auto, “come due ragazzini, nella penombra“. Francesco ammette di aver avuto paura, di essere stato emozionato “per davvero“. Una confessione che umanizza l’icona, che lo riporta a dimensioni accessibili: “Di baci ne avevo dati in vita mia, ma quello lo consideravo importantissimo. Mica potevo sbagliarlo, come il rigore contro l’Australia al Mondiale del 2006“.
Ed ecco l’elenco dei dubbi adolescenziali che lo hanno assalito: “La bacio io o aspetto che lo faccia lei? Chiudo gli occhi o li tengo aperti? E se poi non le piace? La lingua ci va oppure no? E se qualcuno ci vede?“. Il campione che ha deciso partite decisive, che ha portato la Roma a vincere uno scudetto storico, che ha segnato gol impossibili, si ritrova a tremare per un bacio. “A quanto pare, ci siamo dati il bacio giusto al momento giusto. Con Roma sullo sfondo, e dentro di noi, e davanti a noi“, conclude con una poesia inaspettata.
Totti, spunta l’estratto dal libro-bomba: “Il primo bacio con Noemi Bocchi…” https://t.co/9ts8QncVOc
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Ma Oltre non è solo il racconto di un amore ritrovato. È anche, e forse soprattutto, la cronaca di un dolore immenso: la morte del padre Enzo nel 2020, durante la pandemia. Il momento in cui Francesco ha ricevuto la telefonata che nessun figlio vorrebbe mai ricevere è raccontato con una crudezza che toglie il fiato: “Pronto? Dall’altra parte, per lunghissimi istanti, solo silenzio, brevemente spezzato da un respiro che non definirei pesante, semmai rispettoso, quasi trattenuto“.
Quando il dottore dello Spallanzani, che fino a quel momento gli aveva dato aggiornamenti quotidiani sulle condizioni del padre, ha pronunciato la parola “purtroppo“, Francesco ha capito immediatamente. “Il mondo è crollato. Era morto papà“. Papà Enzo, il mitico Sceriffo, l’uomo che parlava poco, “solo quando era strettamente necessario, se non con lo sguardo, con gli occhi”. Gli ultimi istanti “attaccato a un macchinario che lo aiutava a respirare, prima che il Covid-19 gli strappasse anche la residua riserva di fiato, ostruendo in maniera codarda gli ingranaggi, i polmoni“. “Eccola, la morte che mi ha cambiato la vita”, scrive Francesco, in quella che non è una contraddizione ma “pura angoscia“.
Il libro svela anche periodi bui, momenti in cui Totti ha dovuto fare i conti con sintomi di depressione, con la sensazione di essere un uccello in gabbia proprio nella città che rappresenta tutto per lui. La fatica della quotidianità dopo il ritiro, le preoccupazioni per i tre figli, la paura di morire durante il Covid. Un percorso difficile che l’ex capitano non nasconde, restituendo un ritratto complesso e stratificato di sé stesso.
E poi c’è la rivelazione più inaspettata: le proposte per tornare a giocare in Serie A. Prima il Genoa, poi il Como. A 48 anni, sette anni dopo il ritiro, Francesco ha ricevuto chiamate concrete. Lui, che continuava ad allenarsi giocando a calcetto ogni lunedì sera, aveva inizialmente scherzato nelle interviste: “Sono pronto per tornare“. Ma quella battuta è stata presa sul serio e le proposte sono arrivate davvero.
Totti ha iniziato a prepararsi seriamente: calciotto, allenamenti in palestra, fisioterapia, dieta ferrea. “Via il pane, via i dolci, via tutto. Togliere i dolci è stata durissima”, ammette. Il corpo rispondeva bene nonostante gli acciacchi. Ma poi è arrivata la presa di coscienza finale: “La Roma era il punto. Non il problema, non lo sarà mai. Un tradimento sportivo non ha età, che siano 18 o 48 anni”. Per lei, per la maglia giallorossa, per quell’amore indissolubile, ha detto di no.
