È bastata un’esibizione per trasformare Klem e Napoli Sotterranea in uno dei nomi più discussi delle Audition di X Factor 2026. Sul palco hanno mescolato Liberato, tango, canto e una coreografia ispirata al K-pop, conquistando una standing ovation e soprattutto quattro sì. Ma per Clemente Mezzacapo, il ragazzo dietro Klem, quello di X Factor è tutt’altro che un debutto. Prima di arrivare davanti a Francesco Gabbani, Jake La Furia, Paola Iezzi e Irama, infatti, il cantante campano aveva già costruito un percorso piuttosto lungo tra musica, danza, teatro e concorsi.
Clemente è nato il 20 novembre 1998 a Marcianise, in provincia di Caserta. La musica entra molto presto nella sua vita, anche grazie al padre appassionato di vinili, ma inizialmente è soprattutto la danza ad attirarlo. Un’operazione all’appendicite con alcune complicazioni lo costringe però a fermarsi. Quello che avrebbe potuto rappresentare soltanto un ostacolo finisce per cambiare la direzione del suo percorso artistico: Clemente si concentra sempre di più sulla voce, studia pianoforte e approfondisce generi molto diversi tra loro.
Arriva così anche al Conservatorio di Salerno, dove studia canto pop dopo essersi avvicinato negli anni anche al canto lirico e jazz. Nel frattempo sperimenta il teatro e il musical, mettendo insieme progressivamente le due componenti che ancora oggi caratterizzano Klem: la voce e una presenza scenica fortemente legata al movimento e alla danza, ma Clemente e Klem, almeno nel modo in cui lui stesso li racconta, non coincidono completamente.
Lontano dal palco si descrive come un ragazzo timido e sensibile. Klem è invece l’alter ego attraverso il quale riesce a mostrare una parte di sé molto più esplosiva. Un personaggio nato anche dall’esigenza di trovare il coraggio di esprimersi senza sentirsi costretto dentro aspettative imposte dagli altri. E anche il suo modo di vestire è diventato parte di questa libertà. Klem indossa gonne così come pantaloni, senza attribuire ai vestiti un genere che debba necessariamente stabilire chi possa portarli.
Una scelta che nel tempo gli ha attirato anche commenti e attacchi sui social, ma che il cantante ha continuato a rivendicare come parte della propria identità artistica. Proprio parlando di uno dei suoi look aveva scherzato con una frase destinata a farsi notare: “Ora mi sono sentito ufficialmente una donna”. Dietro l’immagine provocatoria, però, c’è soprattutto un percorso musicale che aveva già raggiunto risultati importanti molto prima di X Factor.
Nel 2024 Klem ha infatti vinto il Festival di Castrocaro, uno dei concorsi storici della musica italiana. E nel 2026 è arrivata un’altra occasione particolarmente importante: il San Marino Song Contest. Con il brano Ok Respira è riuscito a raggiungere la finale della competizione utilizzata da San Marino per scegliere il proprio rappresentante all’Eurovision Song Contest. Non ha conquistato il biglietto per l’Eurovision, andato poi a Senhit, ma si è ritrovato a competere su un palco insieme ad artisti già molto conosciuti.
E c’è persino un altro nome importante nel suo percorso. Da giovanissimo Clemente ha avuto modo di incontrare Peppe Vessicchio, raccontando in seguito come il maestro avesse apprezzato proprio la chiarezza della sua identità artistica e il fatto che unisse canto e danza. Negli anni sono arrivate anche esperienze dal vivo e collaborazioni, mentre le sue influenze dichiarate attraversano mondi molto diversi: da Michael Jackson e Beyoncé a Raffaella Carrà, Elodie, Annalisa e Mahmood. Poi è arrivato X Factor.
Ma sul palco delle Audition, Klem non si è presentato da solo. Il progetto visto dal pubblico è Klem e Napoli Sotterranea, formato insieme ad Antonio e Alex e costruito proprio sull’incontro tra sonorità contemporanee e radici napoletane. Per convincere i giudici hanno scelto una strada tutt’altro che semplice: Me staje appennenn’ amò di Liberato è stata mescolata con La Cumparsita di Gerardo Matos Rodríguez, mentre la performance è stata accompagnata da una coreografia che guarda al mondo K-pop.
Prima dell’esibizione persino Jake La Furia aveva sintetizzato perfettamente il rischio dell’operazione: poteva trasformarsi in qualcosa di fantastico oppure in un completo fallimento. È andata decisamente nella prima direzione. Il pubblico dell’Allianz Cloud si è alzato in piedi e i quattro giudici hanno promosso il gruppo all’unanimità. Francesco Gabbani li ha definiti una vera e propria “bomba”, mentre il progetto ha conquistato l’accesso alla fase successiva della competizione.
Per chi lo ha scoperto soltanto quella sera, Klem può quindi sembrare una delle tante sorprese nate sul palco di X Factor. In realtà Clemente Mezzacapo inseguiva quel tipo di spettacolo già da anni: canto, danza, look, contaminazioni e una performance costruita per non limitarsi semplicemente alla voce. E il suo obiettivo finale sembra essere esattamente quello: arrivare a costruire uno show tutto suo, con ballerini, coreografie e una tournée nella quale poter portare fino in fondo il mondo che ha creato attorno a Klem. X Factor, più che un punto di partenza, potrebbe quindi essere il palcoscenico più grande raggiunto finora.
E Klem non è stato l’unico concorrente capace di farsi notare a X Factor 2026 ancora prima che il suo percorso entrasse nel vivo. Durante le prime Audition ha sorpreso anche Camilla Tradardi, in arte Rakatoouum, raccontando ai giudici la sua vita fuori dagli schemi in una casa vicino al bosco, senza acqua corrente e illuminata principalmente dalle candele.
