Centocinquanta chilometri al giorno, 2500 metri di dislivello, attraversando il Parco nazionale della Sila. Lorenzo Cherubini, in arte Jovanotti, sta letteralmente divorando l’Italia su due ruote, pedalando da una città all’altra per raggiungere le tappe del suo Jova Summer Party. Un viaggio che dovrebbe essere celebrazione pura, energia positiva, connessione con il territorio. E invece, mentre l’artista macina chilometri e accumula limoni, peperoncini e sorrisi nell’ammiraglia, scoppia una polemica che sa di vecchia Italia: quella dei soldi pubblici, dei compensi discutibili, delle cifre che fanno alzare le sopracciglia.
A Matera, in Basilicata, qualcuno ha fatto due conti. Secondo quanto riporta La Repubblica, l’Agenzia di Promozione Territoriale avrebbe sborsato 30mila euro per il passaggio promozionale di Jovanotti nella città dei Sassi. Trentamila euro. Per due giorni di pedalate, il 17 e 18 agosto, qualche contenuto social, interviste, e la promessa di raccontare la bellezza lucana ai suoi follower. Nessun concerto, sia chiaro. Solo il transito su due ruote, con telecamere al seguito e smartphone pronti a immortalare ogni salita, ogni pausa, ogni incontro con la gente.
In molti hanno gridato allo spreco. Troppo, troppo oneroso per un’operazione promozionale che si riduce, nella sostanza, a qualche post su Instagram e un paio di storie Instagram che scompaiono dopo 24 ore. Cosa rimane, a conti fatti, di un investimento così corposo? La visibilità, certo, quella non si discute. Jovanotti ha milioni di seguaci, il suo passaggio non passa inosservato. Ma la domanda resta: vale davvero 30mila euro un post sui social, per quanto seguito possa essere l’artista?
Mentre la polemica infiamma la Basilicata, Jovanotti continua a pedalare. E lo fa con una determinazione che lascia di stucco. Centocinquanta chilometri al giorno non sono uno scherzo per nessuno, figuriamoci per un artista che ha da poco superato i 60 anni e che porta ancora addosso i segni di un incidente che gli ha lasciato un danno neurologico permanente. “Non me l’ha ordinato il dottore, anzi me l’ha sconsigliato”, aveva dichiarato durante lo spettacolo di Olbia il 7 agosto. “Se non ce la faccio, mi fermo“. Ma non si è fermato. Anzi.
La tappa calabrese è stata descritta dall’artista come una delle più belle e impegnative dell’intero JovaGiro. “Calabria, sei bella da attraversare a pedali, uno spettacolo, e che salite”, ha scritto sui social, condividendo con i fan l’entusiasmo per i paesaggi attraversati e l’accoglienza ricevuta dalla gente lungo la strada. Pausa pranzo a Spineto, poi via verso Catanzaro, dove il 22 agosto è in programma il concerto al Calabria Music Arena, area adiacente all’Università Magna Graecia e alla Cittadella Regionale. Venticinquemila persone attese, sei treni straordinari attivati da Trenitalia per facilitare il deflusso nella notte tra il 22 e il 23 agosto.
Ma prima di arrivare in Calabria, c’è stato un altro intoppo. Il concerto in Puglia, originariamente previsto a Barletta nell’area dell’ex Cartiera, è saltato. Motivo: la presenza di fibre di amianto nel sito. Una notizia che ha costretto l’organizzazione, la Trident, a cercare in fretta una location alternativa. La soluzione è arrivata con l’ansa di Mirabella, nel porto di Bari, dove lo show si terrà l’8 settembre. Un cambio di programma che ha inevitabilmente sollevato interrogativi sulla scelta iniziale della location e sui controlli effettuati prima di annunciare la data.
