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Dall’erba sacra del Centrale di Wimbledon agli scaffali di un supermercato a Palau. Quattro giorni, tanto è bastato a Jannik Sinner per passare dalla consacrazione tennistica mondiale alla normalità di una spesa tra formaggi e prodotti freschi, in pantaloncini e infradito come un turista qualunque. D’altronde il campione altoatesino è ormai noto per riuscire ad oscillare tra due universi apparentemente inconciliabili senza perdere l’equilibrio.

Secondo quanto riportato da La Nuova Sardegna, Sinner si è presentato in mattinata in un punto vendita di Palau, nella splendida cornice della Gallura. Cappellino da pescatore in testa, occhiali da sole e l’abbigliamento casual di chi vuole passare inosservato. Un tentativo comprensibile, quasi tenero nella sua ingenuità, perché se sei lo sportivo italiano del momento, se hai appena conquistato Wimbledon entrando nella storia, mimetizzarsi diventa un’impresa titanica quanto vincere un quinto set al tie-break.

E infatti non ci è voluto molto, con una ragazza che lo ha riconosciuto mentre si trovava davanti al banco frigo dei formaggi, intento a selezionare con cura i prodotti. L’immagine è diventata virale in pochi minuti: il numero uno che studia le etichette, che confronta i prezzi, che vive una quotidianità che i social raramente raccontano. Niente jet privati o yacht da sogno in quella foto, solo un ragazzo di 25 anni che fa la spesa come faremmo tutti noi.


Ma la vera misura della persona si vede proprio in questi momenti e scoperto il “travestimento”, Sinner non si è sottratto. Anzi ha dimostrato ancora una volta quella semplicità e disponibilità che lo hanno reso amato ben oltre i confini del campo da tennis. Ha accettato di farsi fotografare con i dipendenti del supermercato, regalando loro una mattinata indimenticabile. “Per tutti noi è stata una bellissima sorpresa, è stato gentilissimo”. Ha raccontato una di loro, con l’entusiasmo di chi ha vissuto un incontro straordinario, lontano dai riflettori e dalle telecamere ufficiali.

Per Jannik si tratta di un ritorno in Sardegna, terra che evidentemente lo ha conquistato. Aveva già trascorso alcuni giorni tra Porto Rafael e l’arcipelago di La Maddalena a giugno, subito dopo l’amara eliminazione al Roland Garros. Un momento difficile, quello, in cui la Gallura aveva rappresentato un rifugio. Ora ci torna da campione di Wimbledon, dopo aver sostenuto i controlli medici al J Medical di Torino. Lo stesso luogo, un clima emotivo completamente diverso.

La scelta di tornare proprio qui, a poche settimane di distanza, dice qualcosa di importante. In un’epoca in cui gli atleti di vertice costruiscono brand personali millimetrici e frequentano solo location da copertina patinata, Sinner sceglie la semplicità di una routine normale. Ovviamente alloggia in una villa a Porto Rafael, ma poi lo trovi al supermercato della gente comune, senza scorte né entourage.

E come dicevamo ad inizio articolo, è questo contrasto a renderlo speciale, forse più dei rovesci lungolinea o delle volée di controllo. La capacità di restare se stesso mentre il mondo intero lo celebra. Di fare la spesa con gli occhiali da sole pensando davvero di poter essere uno qualunque, quando invece basta uno sguardo per riconoscere quella postura, quel modo di muoversi, quell’aura che solo i campioni veri possiedono.


La Sardegna, con la sua bellezza discreta e la capacità di regalare qualche giorno lontano dal rumore mediatico, sembra essere diventata il rifugio perfetto per Jannik Sinner. Un luogo dove può concedersi una passeggiata al supermercato, una giornata di mare o semplicemente qualche ora di normalità, anche se ormai basta uno sguardo perché qualcuno lo riconosca.

Del resto, dopo il secondo trionfo consecutivo a Wimbledon, il numero uno del mondo ha scelto proprio l’isola anche per ritagliarsi una romantica vacanza insieme alla fidanzata Laila Hasanovic, continuando a proteggere con la stessa discrezione che lo contraddistingue la sua vita privata. Una scelta coerente con il carattere di Sinner: lasciare che a parlare siano i risultati in campo, mentre tutto il resto resta lontano dai riflettori.

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Classe 1991, scrive sul web da oltre dieci anni, trasformando la passione per i videogiochi e la cultura pop in una professione. Nel corso della sua carriera ha collaborato con alcuni dei principali siti italiani dedicati al mondo videoludico, trovando in Game-eXperience la sua casa per molti anni. Nel 2021 ha perfezionato il proprio percorso frequentando un corso di giornalismo online, consolidando l'esperienza maturata sul campo. Dal 2023 fa parte del gruppo editoriale Digital Dreams e, dall'inizio del 2026, scrive per CastleRock, ScreenWorld e BadTaste, occupandosi di videogiochi, cinema, serie TV e attualità legata al mondo dell'intrattenimento.