Per anni ha indossato il caschetto biondo, cantato le canzoni di Nino D’Angelo e portato quel personaggio tra feste, piazze e televisione. Ma dietro Nino Esposito c’è Matteo Vitolo, un cantante che oggi si trova a fare i conti con il lato più duro della popolarità conquistata anche grazie ai social. Il sosia di Nino D’Angelo starebbe infatti pensando di abbandonare i social network dopo essere diventato bersaglio di una lunga serie di insulti e commenti offensivi.
Una situazione che, con il passare del tempo, avrebbe cominciato a pesare sempre di più, fino a spingerlo a valutare una decisione drastica. Matteo Vitolo, 35 anni, è originario di Torre Annunziata ed è cresciuto a Salerno. Da tempo il pubblico lo conosce soprattutto con il nome d’arte di Nino Esposito, scelto per un percorso inevitabilmente legato alla sua grande passione per Nino D’Angelo.
Tutto era cominciato quasi per gioco. Mentre lavorava portando il caffè ai commercianti del mercato di Torrione, Vitolo era solito cantare le canzoni del suo idolo. La somiglianza, non soltanto estetica ma anche vocale, non era passata inosservata e proprio quelle reazioni lo avevano spinto a provare a trasformare la musica in qualcosa di più. Dopo alcune prime esperienze come cantante, l’intuizione destinata a cambiargli la vita: ricreare l’immagine del giovane Nino D’Angelo. I primi video realizzati in casa hanno iniziato a circolare online e, poco alla volta, il personaggio di Nino Esposito è diventato sempre più conosciuto.
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Sono arrivate così le serate, le feste di piazza e anche la televisione. Vitolo ha partecipato a programmi come La Vita in Diretta, Avanti un Altro e Tali e Quali, oltre ad apparire più volte nel mondo de Il Boss delle Cerimonie. Ma insieme alla popolarità sono arrivati anche commenti molto meno piacevoli. Il problema, in realtà, non nasce oggi. Già nel 2023 Vitolo aveva affidato a Facebook uno sfogo nel quale raccontava di non riuscire a comprendere l’ostilità ricevuta online.
“Non capirò mai perché c’è tanto odio verso di me”.– Matteo Vitolo
All’epoca il cantante aveva ricordato di aver cercato semplicemente di regalare un sorriso alle persone attraverso matrimoni, compleanni e feste di piazza. E nonostante le critiche aveva scelto di andare avanti, assicurando di avere ancora molto da dare alla musica. A distanza di quasi tre anni, però, il peso degli attacchi sui social sembra essersi fatto più difficile da ignorare.
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Dietro il personaggio c’è infatti un percorso artistico che Vitolo sta cercando da tempo di rendere indipendente dalla semplice imitazione. Nel maggio scorso aveva spiegato apertamente di non voler essere considerato soltanto “il sosia di Nino D’Angelo”, rivendicando anche la propria identità di cantautore.
“Io sono Nino Esposito, il cantautore che canta anche le canzoni di Nino D’Angelo”.– Matteo Vitolo
Una distinzione alla quale tiene particolarmente. Vitolo ha raccontato che negli inediti cerca di mettere soprattutto se stesso, le proprie esperienze e ciò che vuole raccontare, pur senza rinnegare l’influenza dell’artista che ha segnato tutta la sua carriera. E con il vero Nino D’Angelo, nonostante ciò che qualcuno potrebbe immaginare, non ci sarebbero mai stati problemi. Vitolo ha raccontato di aver parlato direttamente con lui e di non aver mai ricevuto contestazioni sull’utilizzo del repertorio, sottolineando di aver sempre cercato di avvicinarsi alla sua musica con rispetto.

Negli ultimi anni ha provato inoltre ad affiancare sempre più al personaggio una produzione personale. Nel 2026 è arrivato Giovane Età, progetto costruito proprio intorno alle sonorità degli anni Ottanta, mentre il suo repertorio comprende ormai diversi brani originali. La possibilità di dire addio ai social assume quindi un significato particolare per qualcuno che proprio grazie a quei video pubblicati online era riuscito a trasformare una somiglianza e una passione in un lavoro.
Anni fa, davanti agli insulti, Matteo Vitolo aveva risposto con due parole molto semplici: “Io continuo”. Oggi quella stessa determinazione sembra essere messa alla prova da una cattiveria diventata sempre più difficile da sopportare. E dietro quel caschetto che per tanti richiama immediatamente il giovane Nino D’Angelo, c’è una persona che da tempo chiede al pubblico di vedere anche Matteo, non soltanto il personaggio.
