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Nel kolossal di Christopher Nolan che sta polverizzando i record al botteghino mondiale, Matt Damon ha sfoggiato un fisico statuario da eroe greco. Eppure, in alcune delle scene più spettacolari del film, quelle che hanno fatto sobbalzare gli spettatori sulle poltrone, a muoversi sullo schermo non era lui. Al suo posto c’era una donna canadese di un metro e trentasette, con una definizione muscolare che ha lasciato l’attore senza parole.

Si chiama Devyn Dalton, ha 34 anni ed è una stunt performer professionista che ha fatto della propria trasformazione fisica non solo un mestiere, ma un manifesto di forza al femminile. Matt Damon l’ha raccontato al podcast Happy Sad Confused con un misto di ammirazione e autoironia, rivelando un dettaglio che molti non avrebbero mai immaginato.

Quando il regista britannico ha dovuto girare la sequenza con i Lestrigoni, il popolo di giganti cannibali descritto da Omero, ha scelto di non affidarsi alla computer grafica. Nolan è un purista del cinema analogico, un artigiano che preferisce costruire le illusioni sul set piuttosto che delegarle ai render digitali. Per creare l’effetto di scala tra gli eroi greci e i colossi antropofagi, la produzione ha ingaggiato stuntman alti più di due metri per interpretare i giganti e performer di corporatura minuta per gli uomini di Ulisse, sfruttando la prospettiva forzata.

È qui che entra in scena Devyn Dalton. Nata a Vancouver, questa atleta completa si è formata in boxe, Muay Thai, scherma e diverse discipline di danza. Un curriculum che l’ha resa perfetta per sostituire Matt Damon nelle inquadrature in cui i Lestrigoni dovevano letteralmente sovrastare Odisseo. La scelta non era casuale: serviva qualcuno in grado di muoversi con precisione, di combattere con credibilità, ma soprattutto di sembrare piccolo accanto a quei colossi corazzati.

L’attore ha raccontato il primo incontro con la sua controfigura con parole che suonano come un tributo sincero. Era nel tendone del catering sul set, probabilmente in uno dei tanti luoghi remoti toccati dalla produzione tra fiordi scozzesi, paesaggi islandesi e location greche. Quando Devyn è entrata, Matt Damon è rimasto colpito dalla sua definizione muscolare, in particolare dalle braccia. Non ha esitato: le è andato incontro, l’ha abbracciata e ringraziata per tutto il lavoro che stava svolgendo.

Quelle parole, “le braccia più belle che io abbia mai visto“, pronunciate da un attore che per il ruolo di Ulisse si è sottoposto a una trasformazione fisica estrema, valgono più di qualsiasi certificato di merito. Perché Matt Damon non stava scherzando sulla propria preparazione: ha perso peso fino a toccare i 75 chili, un traguardo che non raggiungeva dai tempi del liceo. Su indicazioni del suo medico ha eliminato il glutine, oscillando normalmente tra gli 83 e i 90 chili. Nolan gli aveva dato istruzioni precise: voleva un Ulisse magro ma forte, asciutto ma nerboruto.

Per arrivarci, Damon si è allenato duramente e ha seguito una dieta rigorosa. Eppure, di fronte al fisico scolpito di Devyn Dalton, l’attore non ha avuto problemi ad ammettere che parte di quei bicipiti che il pubblico ammira sullo schermo appartengono a lei. Un gesto di onestà intellettuale raro a Hollywood, dove spesso il lavoro delle controfigure viene minimizzato o ignorato. Devyn Dalton non è solo una stunt performer. È anche attrice, motion capture artist e ballerina.

Il suo corpo è uno strumento versatile, capace di adattarsi a ruoli fisicamente estremi che restano quasi sempre invisibili al pubblico, ma che sono decisivi per la riuscita di una scena. Nel caso di Odissea, la sua presenza ha permesso a Nolan di costruire l’illusione della sproporzione tra uomini e giganti senza ricorrere agli effetti speciali, mantenendo quella tangibilità fisica che caratterizza il suo cinema.

La scena con i Lestrigoni non è stata l’unica sfida del film. La sequenza nella grotta di Polifemo, ad esempio, ha messo a dura prova l’intero cast. Per entrare, Matt Damon e i suoi compagni hanno dovuto attraversare un muro di api vere. All’interno, la presenza di un gregge di pecore non rendeva l’aria esattamente profumata. Dettagli che ricordano quanto il cinema di Nolan sia fisicamente impegnativo per tutti, attori e stuntman.

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Figlia degli anni 2000. Amante del cinema fin da quando vide Pride & Prejudice per la prima volta. Laureata in Lettere Moderne, continua a scrivere di cinema sperando di farlo per sempre.