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Il canone Rai potrebbe tornare a scendere. Dopo il taglio temporaneo che nel 2024 aveva portato l’importo da 90 a 70 euro e il successivo ritorno alla cifra precedente, in Parlamento si riapre infatti la partita su una delle tasse più discusse dagli italiani. La novità arriva dal Senato, dove è in corso l’esame della riforma del servizio pubblico radiotelevisivo. Tra gli emendamenti presentati al testo ce n’è uno che punta direttamente al portafoglio delle famiglie: ridurre progressivamente il canone Rai rispetto agli attuali 90 euro.

A presentarlo sono stati i relatori della riforma, Claudio Fazzone e Roberto Rosso di Forza Italia. Una proposta che, se riuscisse a superare l’esame parlamentare e a trovare le necessarie coperture economiche, potrebbe quindi tradursi in un nuovo risparmio per chi oggi paga il canone attraverso la bolletta dell’elettricità. Ma c’è un punto fondamentale da chiarire: per il momento non cambia nulla.

Nel 2026 il canone televisivo continua infatti a costare 90 euro all’anno. Per la maggior parte delle famiglie il pagamento avviene automaticamente attraverso le fatture dell’energia elettrica, con dieci rate mensili da 9 euro addebitate da gennaio a ottobre. Il ritorno a 90 euro era arrivato dopo l’esperimento del 2024, quando il governo aveva ridotto temporaneamente l’importo annuale a 70 euro. Lo sconto non era stato però confermato negli anni successivi e dal 2025 il canone era tornato alla cifra precedente.


Ora il tema torna sul tavolo all’interno di una discussione molto più ampia sul futuro della Rai. L’emendamento punta infatti a introdurre una riduzione progressiva del canone, ma il vero nodo resta quello delle risorse: abbassare ciò che viene richiesto alle famiglie significa trovare altrove i fondi necessari a garantire il finanziamento del servizio pubblico.

Ed è proprio questo uno degli aspetti sui quali si giocherà il confronto parlamentare. La proposta dovrà essere valutata anche dal punto di vista delle coperture e potrà essere modificata, approvata oppure respinta durante l’iter della riforma. Non siamo quindi davanti all’annuncio di un nuovo importo già stabilito per gli italiani. I 90 euro non sono stati cancellati né ridotti e non esiste, al momento, una nuova cifra che possa essere indicata come il costo futuro del canone.

La discussione si inserisce inoltre in un momento particolarmente delicato per il finanziamento della Rai. Già la legge di Bilancio per il 2026 ha previsto una riduzione di 10 milioni di euro delle entrate provenienti dal canone destinate alla società, accompagnandola con nuove misure di razionalizzazione dei costi. La riforma attualmente all’esame del Senato affronta più in generale il futuro del servizio pubblico, dalla governance alle modalità di finanziamento. Tra i disegni di legge confluiti nella discussione ce ne sono anche alcuni che prevedono una riduzione fino alla possibile abolizione del canone, segno di quanto il modello attuale sia ancora al centro del confronto politico.

Ragazza felice guarda il suo smartphone
Ragazza felice guarda il suo smartphone fonte: Depositphotos

Per le famiglie, tuttavia, la situazione concreta resta quella già conosciuta. Il canone è dovuto una sola volta per famiglia anagrafica quando nell’abitazione viene detenuto un apparecchio televisivo e, in presenza di un’utenza elettrica domestica residenziale, viene normalmente riscosso attraverso la bolletta. Restano inoltre in vigore le esenzioni previste dalla normativa, tra cui quella per chi non possiede alcun televisore e, nel rispetto dei requisiti previsti, per gli over 75 con un reddito complessivo familiare non superiore a 8.000 euro.

La possibilità di pagare meno, dunque, torna concretamente nella discussione parlamentare, ma tra un emendamento e una bolletta più leggera c’è ancora un passaggio decisivo: trovare le risorse e ottenere il via libera del Parlamento. Fino ad allora, il canone Rai resta di 90 euro.

Il taglio è tornato sul tavolo, ma non ancora nelle bollette degli italiani. E il tema delle tasse è già finito al centro di un altro acceso confronto politico. Nei giorni scorsi Matteo Renzi ha recuperato un vecchio tweet di Giorgia Meloni sul bollo auto, dando il via a un duro botta e risposta sui social con la presidente del Consiglio.

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Classe 1991, scrive sul web da oltre dieci anni, trasformando la passione per i videogiochi e la cultura pop in una professione. Nel corso della sua carriera ha collaborato con alcuni dei principali siti italiani dedicati al mondo videoludico, trovando in Game-eXperience la sua casa per molti anni. Nel 2021 ha perfezionato il proprio percorso frequentando un corso di giornalismo online, consolidando l'esperienza maturata sul campo. Dal 2023 fa parte del gruppo editoriale Digital Dreams e, dall'inizio del 2026, scrive per CastleRock, ScreenWorld e BadTaste, occupandosi di videogiochi, cinema, serie TV e attualità legata al mondo dell'intrattenimento.