Il red carpet della Mostra del Cinema di Venezia si è trasformato in un campo di battaglia social inaspettato. Protagonista suo malgrado Natalia Paragoni, influencer ed ex volto di Uomini e Donne, che ha sfilato sul tappeto rosso del Lido con un elegantissimo completo nero e la testa rasata completamente scoperta, conseguenza della chemioterapia che sta affrontando da mesi per curare un linfoma di Hodgkin.
La sua presenza alla kermesse veneziana non era una semplice apparizione mondana. Paragoni ha scelto di non nascondersi, di non indossare parrucche o turbanti, ma di mostrarsi esattamente com’è in questo momento della sua vita. Un messaggio potente contro il tabù della malattia, un modo per far sentire meno sole tutte quelle persone che stanno attraversando percorsi simili. La diagnosi era arrivata come un fulmine a ciel sereno quando era all’ottavo mese della sua seconda gravidanza, in attesa della piccola Beatrice.
Da allora, l’influencer ha documentato sui social il suo percorso con trasparenza disarmante: le tappe della terapia, le paure, i progressi, i momenti di sconforto e quelli di speranza. Una narrazione che ha aiutato migliaia di follower a sentirsi rappresentati e meno soli di fronte alla malattia. Sul red carpet veneziano, Natalia è apparsa raggiante, con un sorriso abbagliante e una luce che ha lasciato molti a bocca aperta.
Ma la rete, si sa, ha sempre un angolo oscuro pronto a manifestarsi. Tra decine di commenti pieni di ammirazione e sostegno sotto le foto della sfilata veneziana, ne è spuntato uno intriso di veleno gratuito: “Ma che vestito è? Spettacolarizzare la malattia anche no”. Parole feroci, scritte senza alcun rispetto per il percorso di guarigione e per il coraggio dimostrato dalla Paragoni.
A questo punto, sarebbe stato legittimo aspettarsi una replica stizzita da parte dell’influencer. Invece, con grande eleganza, Natalia ha scelto di non dare seguito alle critiche sterili, ignorando completamente l’hater. Ma qualcun altro non ha potuto fare a meno di intervenire: Elena Santarelli, showgirl che ha vissuto sulla propria pelle l’esperienza della malattia attraverso il figlio Giacomo, colpito da tumore e oggi fortunatamente guarito.
La risposta della Santarelli è stata chirurgica e ha letteralmente asfaltato l’utente con poche righe cariche di significato: “Nella tua bio scrivi: ‘Non è da tutti essere per pochi’. Ora ho capito perché. Fossi una tua amica, dopo aver letto quello che hai scritto, me ne guarderei bene dal parlare ancora con te. Puoi anche pensarlo, ma scriverlo ti dà gioia? Perché sono curiosa di capire la mente umana fin dove si spinge“.
Un commento che ha raccolto in pochi minuti una valanga di approvazioni e che ha sottolineato tutta la ferocia di una critica idiota capace di fare veramente male a chi la riceve. Elena Santarelli, dopo l’esperienza vissuta con Giacomo, si è impegnata molto nella sensibilizzazione e nelle raccolte fondi per la ricerca oncologica, diventando un punto di riferimento per molte famiglie che affrontano battaglie simili.
La sua difesa a spada tratta di Natalia Paragoni non è stata solo un gesto di solidarietà femminile, ma un manifesto contro quella cattiveria online che si nasconde dietro la tastiera per colpire persone già vulnerabili. Il commento dell’hater tradiva infatti una totale incomprensione del gesto compiuto dalla Paragoni: non si trattava di spettacolarizzare la malattia, ma di normalizzarla, di toglierle quella patina di vergogna e invisibilità che ancora troppo spesso la circonda.
La presenza di Natalia Paragoni a Venezia non era affatto uno spettacolo. Era una testimonianza di vita, un messaggio di forza e resilienza che ha raggiunto migliaia di persone. Natalia Paragoni era soprattutto visibilmente commossa e con lei tutti i suoi fan. Come ha commentato una sua fan sotto le foto del red carpet: “Grazie perché ci sentiamo meno sole”. Ed è esattamente questo il punto: mostrare che anche in un momento difficile della propria vita, anche quando si sta affrontando una malattia, si può essere capaci di brillare.
