L’attesa è finita, ma l’euforia rischia di trasformarsi in un incubo. Mentre migliaia di fan italiani degli Oasis attendono i codici di accesso per acquistare i biglietti dei concerti romani all’Olimpico, la polizia ha lanciato un allarme che non può essere ignorato: le truffe online sono già in agguato, e cadere nella rete dei truffatori può costare caro, molto caro.
La polizia postale ha diffuso l’avviso attraverso i canali social ufficiali e WhatsApp, mettendo in guardia contro falsi codici di accesso e biglietti venduti attraverso canali non autorizzati. Il messaggio è inequivocabile: acquistare esclusivamente dai circuiti ufficiali e verificare sempre, sempre, l’affidabilità del venditore prima di compiere qualsiasi operazione.
Il punto fondamentale da tenere a mente è questo: il codice di accesso non si compra. Se vieni selezionato, ricevi un codice personale e non trasferibile. Sembra scontato, eppure nel marasma dell’entusiasmo per un evento atteso da decenni, la soglia dell’attenzione si abbassa pericolosamente. Ed è proprio su questo che fanno leva i malintenzionati.
Prima di cliccare su qualsiasi link ricevuto via email, è fondamentale verificare che il messaggio provenga dall’indirizzo autorizzato. I truffatori sono diventati maestri nel creare siti clone, graficamente identici a quelli originali, capaci di ingannare anche gli utenti più esperti. La raccomandazione delle forze dell’ordine è categorica: mai fornire password, dati della carta di pagamento o altre informazioni personali attraverso link contenuti in email o messaggi sospetti.
Ma c’è un altro aspetto che rende questa vicenda ancora più inquietante. A poche ore dall’apertura della vendita ufficiale, i biglietti per le date romane degli Oasis sono già comparsi sui siti di secondary ticketing esteri con prezzi che sfiorano i 10mila euro a singolo biglietto. Lo denuncia il Codacons, che ha deciso di presentare un esposto alla Procura della Repubblica di Roma, all’Agcom e alla Polizia Postale.
I numeri fanno impressione: per la data del 26 luglio allo stadio Olimpico, il prezzo di un singolo biglietto arriva a lambire i 10mila euro, mentre per le altre date romane i listini massimi oscillano tra i 5mila e i 7mila euro. Si tratta di un ricarico di oltre il 1400 per cento rispetto al prezzo ufficiale del biglietto più costoso, il Pre-Show Fan Experience, che da listino costa 651,36 euro.
Come è possibile che i biglietti siano finiti così rapidamente sui circuiti di secondary ticketing, nonostante la procedura macchinosa prevista per la vendita? È esattamente quello che il Codacons aveva previsto e denunciato, chiedendo alle autorità di attivarsi con urgenza per oscurare i siti che vendono biglietti a prezzi maggiorati e indagare su possibili reati a danno dei consumatori.
Il rischio, però, non è solo quello di pagare cifre astronomiche. Oltre ai biglietti gonfiati, sul web stanno proliferando vere e proprie truffe che non consegnano nulla in cambio del denaro versato. Annunci sui social, messaggi privati da profili apparentemente affidabili, offerte troppo belle per essere vere: sono tutte trappole studiate per sfruttare la disperazione di chi non è riuscito ad accaparrarsi un posto per uno dei concerti più attesi degli ultimi anni.
La polizia sconsiglia fortemente i pagamenti a privati senza aver prima accertato la legittimità della vendita. Diffidare degli sconosciuti che vendono tramite annunci social dovrebbe essere una regola aurea, ma l’emozione spesso offusca il giudizio. Ricevere il codice, inoltre, garantisce solo l’accesso alla vendita in determinate finestre di luogo e tempo, ma non assicura l’acquisto effettivo del biglietto. Un dettaglio che molti ignorano e che alimenta ulteriormente la caccia disperata attraverso canali alternativi.
