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A volte basta davvero poco per scatenare una polemica. Un braccio teso all’altezza di un metro, un cartonato colorato fuori da una gelateria, e il gioco è fatto: da promozione innocua a caso nazionale. È quello che è successo a Ciro, gelatiere di Calusco d’Adda, piccolo comune della provincia di Bergamo con poco più di ottomila abitanti, che si è ritrovato al centro di un’assurda controversia politica per aver semplicemente voluto regalare un gelato ai bambini.

La storia è surreale. Ciro gestisce da oltre vent’anni la sua gelateria, affiancata da una tabaccheria, nel cuore del paese. Un giorno, spinto dagli amici e dalla voglia di raccontare la sua passione per il gelato artigianale, decide di sbarcare sui social. Ha una parlantina simpatica, una cadenza che piace, e soprattutto ama il suo lavoro. I video cominciano a girare, la presenza online cresce, e con essa anche la voglia di sperimentare strategie più aggressive per catturare l’attenzione.

L’idea alla base della polemica era in realtà una promozione genuina e generosa: gelato gratis per tutti i bambini alti meno di un metro. Per rendere immediata la misurazione, davanti al locale è stato posizionato un cartonato che ritrae Ciro stesso, con il braccio teso orizzontalmente all’altezza esatta di cento centimetri. Un metro umano, insomma, pensato per far sorridere i più piccoli e semplificare la vita ai genitori. Niente di più, niente di meno.

Qualcuno però, navigando tra i social, ha visto in quel braccio teso qualcosa di completamente diverso. Un riferimento al cosiddetto saluto romano, un’apologia di un’epoca che non c’entra nulla con coni e coppette. Il commento è partito, forse ironico, forse serio, difficile stabilirlo con certezza. Fatto sta che la discussione si è allargata, ha raggiunto altri utenti, altri commentatori, finché non è arrivata sulle pagine di Libero, dove Francesco Storace, ex ministro del terzo governo Berlusconi e oggi firma di peso del quotidiano, ha dedicato mezza pagina alla vicenda.

Storace, nel suo articolo, denuncia quella che definisce una deriva da “compagni in gelateria che vedono fascisti immaginari“, un attacco pretestuoso ai danni di un onesto lavoratore italiano. Il problema è che, come ha poi ricostruito Dissapore, la presunta aggressione comunista si riduce in realtà a poco più di un commento e qualche battuta scherzosa di un amico. Nessuna mobilitazione, nessuna minaccia, nessun clima da caccia alle streghe. Solo il rumore amplificato dai social e da chi, evidentemente, non si è preso la briga di alzare il telefono e chiamare Ciro per farsi raccontare come sono andate davvero le cose.

Perché Ciro, quando viene raggiunto dai giornalisti, è più che altro divertito e un po’ spaventato da tutto questo clamore inaspettato. “Mi viene da ridere, mi state chiamando tutti da stamattina“, racconta con quella stessa bonaria simpatia che emerge dai suoi video. Alla domanda su chi lo avrebbe accusato o minacciato, non sa bene cosa rispondere. “Mi hanno detto che c’è stato un commento su questa cosa qua, ma io francamente i commenti non li leggo neanche, per non farmi venire il sangue amaro. Ma mi dicono che un commento di qualcuno che criticava quel cartonato c’è stato. E poi anche un mio amico mi ha fatto qualche battuta“.

Insomma, il tutto si riduce a un fraintendimento social amplificato da chi, forse in buona fede o forse no, ha voluto costruire un caso dove non c’era. Il gelatiere si è sentito in dovere di chiarire, attraverso Facebook e Instagram, che l’unico scopo del cartonato era misurare i bambini per la promozione. “Il gelato è apolitico e serve a far felici adulti e bambini“, ha ribadito in un video, conscio del fatto che certe polemiche, per quanto assurde, possono lasciare il segno.

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Nato il 19 Dicembre 1992, ha capito subito che il cinema era la sua strada. Dopo essersi laureato in filosofia all'università di Palermo e aver seguito esami, laboratori e corsi sulla critica, la storia del cinema e la scrittura creativa, si è focalizzato sulle sue più grandi passioni: scrivere e la settima arte. Ha scritto per L'occhio del cineasta ed è stato redattore per Cinesblog fino alla sua chiusura. Ha iniziato a scrivere per DigitalDreams sui siti Cinemaserietv.it e brevemente su Cultweb.it e ha svolto il ruolo di responsabile news per ScreenWorld.it. Ora si occupa principalmente di stesura, gestione e organizzazione di news e articoli short form per BadTaste.it ed è il Community Manager di ScreenWorld.it.