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A poco più di un mese dalla morte di Francesco Guccini, avvenuta lo scorso 6 agosto a 86 anni, l’apertura del suo testamento ha riportato l’attenzione sulla famiglia del cantautore. Quello che sembrava dover essere un passaggio formale si è infatti trasformato in una vicenda molto più delicata, con due documenti redatti a distanza di anni e volontà profondamente diverse.

Il primo testamento risale al 17 dicembre 2015 ed era stato depositato davanti al notaio Lorenzo Luca. Quando è stato aperto, però, è emersa l’esistenza di un secondo documento, molto più recente, sottoscritto il 19 gennaio 2022 davanti al notaio Luigi Stame. Ed è proprio quest’ultimo a fare fede, perché revoca espressamente tutte le precedenti disposizioni.

Una circostanza che cambia in maniera significativa il quadro dell’eredità e che, secondo quanto riportato da più fonti, avrebbe creato momenti di tensione durante la lettura delle ultime volontà. Al centro della questione c’è soprattutto la casa di via Paolo Fabbri 43 a Bologna, uno dei luoghi simbolo della vita e della carriera di Guccini. Non si tratta infatti di un’abitazione qualunque: quell’indirizzo ha dato il titolo a uno dei suoi album più celebri ed è diventato negli anni quasi un luogo di pellegrinaggio per i fan.

Francesco Guccini
Francesco Guccini, fonte: YouTube

Nel testamento del 2022, Guccini ha nominato la seconda moglie Raffaella Zuccari erede universale, lasciandole anche le case di via Paolo Fabbri e di Pavana, sull’Appennino tosco-emiliano. Alla figlia Teresa Guccini, nata dalla relazione con Angela Signorini, va invece il 50% dei diritti d’autore, oltre alle quote della società Limentra e ad alcuni oggetti dal forte valore affettivo, tra cui la chitarra, l’orologio e un anello appartenuto al padre del cantautore.

Proprio la destinazione della casa bolognese avrebbe rappresentato uno dei passaggi più delicati. Teresa è cresciuta in quell’abitazione e il legame personale con via Paolo Fabbri è quindi particolarmente forte. Chi era presente alla lettura del testamento ha riferito di momenti di tensione, anche se la vicenda resta naturalmente di natura privata e non risultano al momento contenziosi formalmente avviati. Il confronto tra i due documenti rende però ancora più evidente quanto siano cambiate le volontà di Guccini nel corso degli anni.


Nel testamento del 2015, infatti, l’impianto era differente. Raffaella Zuccari era già indicata come erede universale, ma la gestione dei diritti artistici era pensata come condivisa tra moglie e figlia. Guccini auspicava espressamente che le due riuscissero a collaborare e parlava di una divisione che considerava equilibrata. Nel documento più recente, invece, questo equilibrio viene riscritto. Alla moglie viene attribuita la gestione esclusiva dei diritti, mentre Teresa mantiene il 50% dei proventi economici legati alle opere del padre. È una differenza sostanziale, che modifica non tanto soltanto il valore dei beni ricevuti, quanto il modo in cui il patrimonio artistico del cantautore verrà amministrato negli anni a venire.

Resta poi il valore simbolico di alcuni lasciti. Alla figlia Guccini ha voluto lasciare oggetti fortemente legati alla propria storia personale, accompagnando persino l’orologio con una raccomandazione molto precisa: “spostare le lancette soltanto in avanti per non romperlo”. Una frase che, letta oggi, assume inevitabilmente un peso particolare. La vicenda dei due testamenti mostra quindi un quadro più complesso di quanto fosse emerso inizialmente. Le ultime volontà di Francesco Guccini sono cambiate profondamente tra il 2015 e il 2022, ridisegnando non solo la distribuzione dei beni, ma anche il futuro della gestione del suo immenso patrimonio artistico.

E se la casa di via Paolo Fabbri resta il simbolo più immediato di questa eredità, il nodo più importante potrebbe essere proprio quello che riguarda le canzoni, i diritti e la memoria di un artista che ha segnato oltre mezzo secolo di musica italiana. E proprio via Paolo Fabbri 43, finita ora al centro delle ultime volontà di Francesco Guccini, era diventata nei giorni successivi alla sua scomparsa il luogo dell’omaggio più spontaneo dei suoi fan. Davanti alla porta della celebre casa di Bologna erano comparsi fiori, biglietti e soprattutto un cartello con poche parole che aveva commosso il web.

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Classe 1991, scrive sul web da oltre dieci anni, trasformando la passione per i videogiochi e la cultura pop in una professione. Nel corso della sua carriera ha collaborato con alcuni dei principali siti italiani dedicati al mondo videoludico, trovando in Game-eXperience la sua casa per molti anni. Nel 2021 ha perfezionato il proprio percorso frequentando un corso di giornalismo online, consolidando l'esperienza maturata sul campo. Dal 2023 fa parte del gruppo editoriale Digital Dreams e, dall'inizio del 2026, scrive per CastleRock, ScreenWorld e BadTaste, occupandosi di videogiochi, cinema, serie TV e attualità legata al mondo dell'intrattenimento.