La nomea di persona poco simpatica si porta dietro da anni, e stavolta Federica Pellegrini non è riuscita a scrollarsela di dosso nemmeno sotto i riflettori di Physical Italia: da 100 a 1, il reality show di Netflix che mette alla prova la resistenza fisica e mentale di cento concorrenti. Durante la sesta puntata, la prova a squadre delle bighe si è trasformata in un boomerang mediatico per la campionessa olimpica, travolta da una valanga di critiche sui social per il modo in cui ha gestito la sconfitta del suo team.
Il gruppo guidato da Alvise Rigo, di cui faceva parte anche la Pellegrini, non è riuscito a superare lo sbarramento della prova, fermandosi a soli nove secondi dal tempo necessario per la qualificazione. Un margine risicato che avrebbe potuto trasformarsi in un’occasione di analisi collettiva, ma che invece ha innescato un meccanismo di accusa diretta. Federica ha puntato il dito contro Abou Kane, gogo-dancer e compagno di squadra, reo secondo lei di aver perso secondi preziosi durante la fase di rimozione dell’imbragatura utilizzata per trainare la biga.
Le parole della Pellegrini sono state taglienti, senza sfumature: “Noi eravamo dentro se non ti buttavi a terra con l’imbragatura. Non avevi finito il tuo lavoro. Fine“. Una sentenza netta, che ha gelato l’atmosfera e messo Kane sul banco degli imputati. Lui ha risposto con educazione e compostezza, quasi a voler disinnescare la tensione: “Ognuno dice il suo pensiero, ma il mio l’ho fatto“. Una replica sobria, che però non ha impedito alla bufera di abbattersi sulla campionessa nei giorni successivi alla messa in onda.
Il punto della questione, infatti, non sta soltanto nei secondi persi da Abou durante il cambio dell’attrezzatura. La loro squadra aveva ricevuto ben trenta secondi di penalità a causa di Federica Cesarini, altra componente del gruppo, che non era riuscita a completare il percorso e aveva chiesto aiuto proprio a Kane. Un dettaglio tutt’altro che marginale, che ribalta completamente la prospettiva: Abou è stato l’unico del team a portare a termine un percorso e mezzo, coprendo anche la parte di una compagna in difficoltà. Eppure, nonostante questo sforzo aggiuntivo, è finito nel mirino della Divina del nuoto italiano come principale responsabile della mancata qualificazione.
l'arroganza di Federica Pellegrini, che se la prende con Abou che fa un giro e mezzo e non con lei stessa che avrebbe potuto impegnarsi di più. hanno ragione tutti i suoi colleghi che la criticano #physical100 #physical100italia pic.twitter.com/Cw8nQXQYaf
— 🙈🙉🙊 (@zorosabaku) September 26, 2026
I social network si sono scatenati immediatamente dopo la puntata. Su X, ex Twitter, gli utenti hanno accusato Federica di arroganza e di mancanza di fair play, sottolineando come avrebbe dovuto guardare alla prestazione complessiva del gruppo piuttosto che scaricare il peso della sconfitta su un singolo. Molti hanno fatto notare l’assurdità di indicare come colpevole l’unico concorrente che aveva fatto più del richiesto, mentre altri hanno evidenziato la freddezza e la durezza del tono usato nei confronti di Kane.
Ma la polemica non si è fermata alla messa in onda. A mesi di distanza dalle registrazioni dello show, Federica Pellegrini ha ribadito la sua versione dei fatti, dimostrando che quelle parole non erano state dettate soltanto dalla rabbia del momento. Rispondendo ai commenti su Instagram, ha replicato a chi le contestava la mancanza di sportività: “Certo, ma non sai cosa me le hanno fatte uscire però. Questo non credo sia di poca importanza“. Una giustificazione che ha lasciato intendere l’esistenza di dinamiche non mostrate dal montaggio televisivo, ma che non ha convinto gli utenti, anzi ha alimentato ulteriori critiche.
La seconda frecciata è arrivata poco dopo, ancora più pungente della prima. A chi le ha scritto di dispiacersi per Abou perché capitato nella squadra sbagliata, Federica ha risposto: “Se non ricordo male è finito nella nostra perché nessuno l’ha voluto nella sua”. Una dichiarazione che ha aperto un altro fronte di polemica, con accuse di razzismo e di scarsa sensibilità nei confronti di un concorrente che, fin dall’inizio del programma, si era distinto per educazione e rispetto.
Abou Kane, dal canto suo, ha mantenuto un profilo pacato e riflessivo. Sul suo profilo Instagram ha pubblicato un lungo messaggio in cui ha spiegato il suo punto di vista sull’accaduto, senza mai perdere la compostezza che lo ha contraddistinto durante tutta l’esperienza televisiva. Ha sottolineato come in un gioco di squadra la responsabilità sia sempre collettiva, mai riconducibile a un singolo individuo, e ha ribadito di essere orgoglioso di non essersi mai snaturato, nemmeno in un contesto competitivo e stressante come quello di Physical Italia.
Nel suo messaggio, Kane ha anche affrontato il tema del razzismo, sollevato da molti utenti nei commenti: “Ho letto tanti commenti e ricevuto molti messaggi: capisco quanto certe parole o gesti possano far male e l’esigenza di difendere chi si sente preso in causa. Però, al momento, non credo che si tratti di razzismo. Secondo me Federica ha avuto un comportamento non adeguato in quel momento, ma non lo definirei razzista“. Una posizione di grande equilibrio, che ha cercato di stemperare le polemiche senza alimentare ulteriori divisioni.
Nonostante questa dichiarazione ufficiale, Abou non si è trattenuto dal lasciare qualche segnale del suo reale stato d’animo. Sui social ha messo like a commenti decisamente critici nei confronti della Pellegrini, tra cui alcuni che la definivano “mitomane” e che evidenziavano il modo in cui era stato trattato sia da lei che da Alvise Rigo. Un gesto piccolo ma significativo, che ha fatto capire come, al di là delle parole ufficiali, la ferita fosse ancora aperta.
Il dibattito si è allargato rapidamente, coinvolgendo anche chi segue il mondo dello sport e della televisione senza essere necessariamente fan del reality show. In molti hanno ricordato come Federica Pellegrini sia stata spesso al centro di polemiche legate al suo carattere, con colleghi e commentatori che nel corso degli anni hanno fatto riferimento a un atteggiamento a volte percepito come distaccato o freddo. Episodi che, messi insieme, sembrano comporre un ritratto complesso, lontano dall’immagine patinata della campionessa impeccabile.
Alvise Rigo, altro membro del team, è finito anch’egli nel mirino delle critiche per aver condiviso, almeno in parte, l’atteggiamento di Federica nei confronti di Abou. Il suo ruolo nella dinamica è stato considerato meno centrale, ma non per questo esente da responsabilità. Gli spettatori hanno sottolineato come entrambi avrebbero potuto mostrare maggiore solidarietà e lucidità, riconoscendo gli sforzi del compagno invece di concentrarsi su un errore tutto sommato marginale.
Prima di lasciare Physical Italia, Federica Pellegrini ha chiuso la sua esperienza con una dichiarazione che suonava come un bilancio positivo: “Questa è stata sicuramente una bellissima esperienza, sono venuta qui per testare quanto fosse rimasto dell’atleta che ero e devo dire che è rimasto tanto“. Parole che celebravano la sua prestazione individuale, ma che, alla luce di quanto accaduto, sono state lette da molti come l’ennesima conferma di un approccio troppo centrato su se stessa e poco attento alla dimensione collettiva.
