Si chiude un altro capitolo giudiziario per Fabrizio Corona. L’ex agente fotografico ha patteggiato dieci mesi, convertiti in una pena pecuniaria da 90mila euro, nel procedimento per bancarotta fraudolenta legato al fallimento della sua ex società Fenice srl. Nello stesso processo, il Tribunale di Milano ha invece assolto la madre Gabriella Privitera.
La vicenda riguardava in particolare la vecchia abitazione di Corona in via De Cristoforis, nella zona di corso Como a Milano. Secondo le indagini coordinate dal pubblico ministero Luigi Luzi, l’immobile sarebbe stato intestato fittiziamente a un collaboratore dell’ex fotografo e in questo modo sottratto al patrimonio della società, successivamente fallita. La Procura aveva dato il proprio consenso al patteggiamento. Corona aveva già risarcito l’Agenzia delle Entrate e la nuova pena è stata concordata in continuazione con una precedente condanna definitiva, sempre relativa al fallimento di una delle sue società. L’accordo da 90mila euro era già stato anticipato lo scorso luglio e ora è arrivata la decisione definitiva del Tribunale.

Diversa la posizione della madre Gabriella Privitera, finita a processo perché formalmente amministratrice della società. Lo stesso pubblico ministero ne aveva chiesto l’assoluzione, ritenendo che fosse inconsapevole del ruolo ricoperto e delle operazioni contestate al figlio. I giudici della seconda sezione penale del Tribunale di Milano l’hanno quindi assolta.
Soddisfatto l’avvocato di Corona, Ivano Chiesa, che dopo la decisione ha ricordato quanto siano risalenti i fatti al centro del procedimento: “Sono molto contento: sono fatti del 2007 e Corona è stanco“. Il legale ha poi definito il risultato “straordinario“, aggiungendo: “Onore al Tribunale di Milano che ha adottato un provvedimento di buon senso“.
