Tra campioni olimpici, volti della televisione e atleti abituati a spingersi oltre ogni limite, a Physical Italia: da 100 a 1 c’è un concorrente che puntata dopo puntata si è fatto sempre più spazio. Si chiama Edoardo Papa, ha 25 anni, arriva da Pescara e, prima di entrare nell’arena del reality Netflix, aveva già costruito gran parte della sua vita intorno allo sport.
Il suo mondo, però, è molto diverso da quello di molti degli avversari affrontati nel programma: Edoardo è infatti un surfista professionista e lavora anche come modello. Una combinazione che lo ha portato davanti alle telecamere con un fisico allenato, ma soprattutto con una preparazione costruita per anni tra equilibrio, resistenza e capacità di adattarsi continuamente. Nato a Pescara il 5 maggio 2001, Edoardo ha iniziato ad avvicinarsi al surf proprio sulle onde della sua città, muovendo inizialmente i primi passi da autodidatta.
Lo sport, del resto, era già una presenza importante in famiglia: suo padre aveva giocato a pallanuoto arrivando fino alla Serie A e sarebbe poi diventato anche il suo allenatore, seguendolo fino ai 16 anni. Da quella passione nata quasi per caso è iniziato un percorso che lo ha portato a gareggiare ad alto livello e a diventare uno dei nomi italiani legati al surf. Ma Edoardo sembra prendere tutto con una certa ironia, come dimostra anche il modo in cui ha scelto di descriversi sui social.
“Tutti pensano che io sia una persona normale. Poi mi conoscono davvero e capiscono che qualche rotella fuori posto c’è”.
A farlo conoscere a un pubblico molto più ampio è stato però Physical Italia: da 100 a 1, versione italiana del format sudcoreano Physical: 100. Netflix ha riunito cento concorrenti provenienti da discipline e mondi completamente differenti, mettendoli sullo stesso piano attraverso prove di forza, resistenza, agilità e strategia. Nell’arena del Lingotto di Torino sono così finiti fianco a fianco campioni come Federica Pellegrini, Jury Chechi e Tania Cagnotto, ma anche Elisabetta Canalis, Luis Sal, Alvise Rigo e decine di atleti meno conosciuti dal grande pubblico.
Ed è proprio in mezzo a nomi così importanti che Edoardo è riuscito progressivamente a farsi notare. Il surfista ha superato la prima prova individuale e successivamente si è trovato faccia a faccia con Stefano Migliorini, riuscendo ad avere la meglio nello scontro. Il suo percorso è poi continuato nelle prove collettive, dove ha fatto parte del team guidato da Emanuele Biviano, insieme anche a Claudio Sona, ex tronista di Uomini e Donne.
Una prova dopo l’altra, Edoardo è riuscito così ad arrivare tra gli ultimi sei concorrenti rimasti in gara, trasformandosi da uno dei volti probabilmente meno conosciuti al pubblico generalista in uno dei protagonisti della fase decisiva del programma. Un risultato ancora più significativo considerando la varietà degli avversari scelti da Netflix. Il format, infatti, è stato costruito proprio per eliminare le gerarchie create dalle singole discipline: essere un campione olimpico, un rugbista, un lottatore o un surfista non garantisce alcun vantaggio quando la prova successiva può richiedere caratteristiche completamente differenti.
Edoardo ha però dimostrato di riuscire ad adattarsi anche molto lontano dal mare. Equilibrio, resistenza e preparazione atletica, sviluppati negli anni trascorsi sulla tavola, si sono rivelati preziosi anche nelle prove pensate dal programma. Ora per scoprire fin dove sarà riuscito ad arrivare bisognerà attendere l’ultimo atto di Physical Italia: da 100 a 1. Netflix pubblicherà infatti la finale venerdì 2 ottobre, quando resterà soltanto da scoprire quale dei concorrenti riuscirà a sopravvivere all’ultima selezione e diventare il vincitore della prima edizione italiana.
