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Un’immagine nata per vendere un paio di sneakers è diventata nel giro di poche ore un caso internazionale. Converse ha ritirato una pubblicità della nuova campagna Chuck 70 X e si è scusata pubblicamente dopo che numerosi utenti sui social hanno visto nella composizione della foto riferimenti visivi al Ku Klux Klan e ai linciaggi. Un’associazione che il marchio ha riconosciuto come profondamente disturbante, ammettendo di aver sbagliato.

Al centro della polemica c’è una fotografia con protagonista Karina, cantante del gruppo K-pop aespa e global ambassador di Converse. Nell’immagine l’artista indossa una lunga gonna chiara e tiene in mano un paio di Chuck nere, mentre sul pavimento viene proiettata una luce a forma di stella, evidente richiamo al logo del marchio. È proprio l’incontro tra questi elementi ad aver fatto esplodere il caso. La luce, infatti, illumina la parte centrale della gonna formando una grande sagoma bianca triangolare.

Secondo molti utenti, vista insieme alle scarpe nere che pendono dalla mano di Karina, la composizione ricorda il caratteristico cappuccio appuntito associato al Ku Klux Klan e, ancora più inquietante, l’immagine di una persona impiccata. Una lettura che si è diffusa rapidamente sui social, dove in molti hanno iniziato a chiedersi soprattutto come nessuno abbia notato quelle possibili associazioni prima della pubblicazione. Tra le persone intervenute anche l’attrice Yvette Nicole Brown, che su Threads ha chiesto apertamente se ciò che stava vedendo richiamasse un linciaggio.


A rendere la vicenda ancora più delicata è stata poi un’altra fotografia Converse tornata a circolare durante le polemiche. L’immagine appartiene alla collaborazione con il marchio danese Palmes e mostra una persona su una scala accanto a un albero, con alcune scarpe sospese vicino a un ramo. Anche questa composizione è stata accostata da alcuni utenti all’iconografia dei linciaggi, alimentando ulteriormente la discussione.

Non risultano però prove che le due campagne siano state concepite con l’intenzione di richiamare quell’immaginario. Di fronte alla crescente reazione online, Converse ha deciso di intervenire. Il marchio, controllato da Nike, ha rimosso l’immagine dai propri canali e ha spiegato di essere al lavoro per eliminarla anche dagli altri luoghi in cui era stata pubblicata.

Dichiarazione

“Ci dispiace. Comprendiamo perché questa immagine sia profondamente sconvolgente e riconosciamo di aver sbagliato. L’abbiamo rimossa dai nostri canali e stiamo lavorando per eliminarla ovunque sia apparsa. Non sarebbe dovuto succedere e faremo meglio”. – CONVERSE


Ma le scuse non hanno chiuso immediatamente la discussione. La fotografa di Chicago Stephanie Schwartz ha puntato l’attenzione proprio sulla costruzione dell’immagine, sostenendo che elementi come ombre, illuminazione e composizione siano normalmente valutati con estrema attenzione durante la realizzazione di una campagna professionale. Altri utenti hanno invece invitato a non trasformare un risultato visivo problematico nella prova automatica di un’intenzione razzista.

È una distinzione importante: non è emersa alcuna prova che Converse volesse richiamare deliberatamente il KKK o i linciaggi. La polemica riguarda ciò che numerosi osservatori hanno riconosciuto nella fotografia e, soprattutto, il fatto che un’immagine capace di evocare una parte così dolorosa della storia americana abbia superato l’intero processo di approvazione di una campagna globale.

La campagna era stata realizzata per promuovere le Chuck 70 X, lanciate globalmente il 27 agosto. Ma nel giro di poche settimane l’attenzione si è completamente spostata dalle sneakers alla fotografia scelta per raccontarle. E ora Converse si trova a dover rispondere proprio alla domanda che domina i commenti online: come ha fatto nessuno, prima della pubblicazione, a vedere quello che così tante persone hanno notato immediatamente?

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Classe 1991, scrive sul web da oltre dieci anni, trasformando la passione per i videogiochi e la cultura pop in una professione. Nel corso della sua carriera ha collaborato con alcuni dei principali siti italiani dedicati al mondo videoludico, trovando in Game-eXperience la sua casa per molti anni. Nel 2021 ha perfezionato il proprio percorso frequentando un corso di giornalismo online, consolidando l'esperienza maturata sul campo. Dal 2023 fa parte del gruppo editoriale Digital Dreams e, dall'inizio del 2026, scrive per CastleRock, ScreenWorld e BadTaste, occupandosi di videogiochi, cinema, serie TV e attualità legata al mondo dell'intrattenimento.