La morte di Presley Gerber ha sconvolto una delle famiglie più conosciute del mondo della moda. Il figlio di Cindy Crawford e Rande Gerber aveva appena 27 anni quando, domenica 20 settembre, è morto all’interno di una struttura di riabilitazione in California. E mentre proseguono gli accertamenti per stabilire con certezza cosa sia accaduto, emergono nuovi dettagli sulle ore vissute dalla sua famiglia dopo la notizia.
Secondo quanto raccontato da fonti vicine ai Gerber, Cindy Crawford, il marito Rande e la figlia Kaia sarebbero ancora sotto choc. Una tragedia arrivata al termine di una battaglia che Presley aveva scelto, soprattutto negli ultimi anni, di non nascondere più. Il giovane aveva infatti parlato pubblicamente delle proprie difficoltà con le dipendenze e la salute mentale, raccontando anche alcuni dei percorsi intrapresi nel tentativo di stare meglio. Al momento della morte si trovava proprio in una struttura di riabilitazione.
Sulla causa del decesso, tuttavia, è necessario procedere con cautela. Le autorità stanno indagando su una possibile overdose, ma non esiste ancora una conclusione ufficiale. L’ufficio del medico legale della contea di Los Angeles ha confermato la morte e ha avviato gli accertamenti necessari. L’autopsia è stata effettuata, ma saranno necessari ulteriori esami, compresi quelli tossicologici, prima di poter stabilire definitivamente la causa del decesso.
La famiglia, attraverso un proprio rappresentante, ha chiesto privacy in un momento definito estremamente difficile e doloroso. Secondo fonti citate dalla stampa americana, i genitori e Kaia sarebbero rimasti profondamente sconvolti dalla perdita. Solo poche settimane prima della tragedia era stata proprio Kaia Gerber a raccontare pubblicamente quanto le difficoltà del fratello avessero segnato l’intero equilibrio familiare.
In un’intervista pubblicata ad agosto da Vogue, la modella e attrice aveva spiegato che quanto accaduto a Presley negli anni aveva inevitabilmente coinvolto tutti loro. “Quando succede qualcosa del genere in una famiglia, in un certo senso mette tutti sullo stesso piano”, aveva raccontato. Kaia aveva ammesso anche di aver finito per assumere quasi inconsapevolmente il ruolo della figlia che non creava problemi. Di fronte alle difficoltà del fratello, aveva cominciato a considerarsi quella “facile”, arrivando a evitare di chiedere aiuto ai genitori perché le sembrava già troppo che dovessero occuparsi contemporaneamente delle necessità di entrambi.
Parole che oggi assumono inevitabilmente un peso ancora maggiore. Nonostante le difficoltà, infatti, Presley aveva scelto di rendere pubblico il proprio percorso. Nel 2023, durante il podcast Studio 22, aveva parlato apertamente di depressione, salute mentale e abuso di sostanze, spiegando di voler trasformare ciò che aveva vissuto in qualcosa che potesse essere utile anche agli altri. Sui social aveva continuato a farlo attraverso contenuti dedicati alla salute mentale e al recupero. Ancora nel marzo 2026 aveva mostrato una parte particolarmente delicata del proprio percorso, raccontando il tentativo di ritrovare una stabilità dopo anni complicati.
La sua ultima apparizione pubblica insieme ai genitori risalirebbe invece a giugno 2026, durante un evento a Malibu dedicato proprio alla salute mentale. Un tema che negli ultimi anni era diventato centrale nella sua vita. Prima che le sue difficoltà personali diventassero pubbliche, Presley aveva seguito molto presto le orme della madre. Nato nel 1999, aveva firmato con un’agenzia di moda quando aveva appena 15 anni. Da lì erano arrivati passerelle e campagne per alcuni dei nomi più importanti del settore, tra cui Calvin Klein, Dolce & Gabbana, Moschino e Celine.
Anche la sorella Kaia avrebbe poi intrapreso una carriera nella moda, rendendo i due fratelli una presenza sempre più frequente accanto a Cindy Crawford e Rande Gerber negli eventi pubblici. Dietro l’immagine di una famiglia costantemente sotto i riflettori, però, negli ultimi anni si era consumata una battaglia molto più privata. Presley aveva raccontato in prima persona le proprie fragilità e il desiderio di riuscire, attraverso la sua esperienza, ad aiutare almeno qualcun altro a non sentirsi solo. Anche Kaia aveva espresso pubblicamente orgoglio per la scelta del fratello di parlare senza nascondersi.
Ora la famiglia si trova ad affrontare una perdita arrivata mentre Presley stava ancora cercando di uscire dalla dipendenza. Per sapere cosa abbia provocato la sua morte bisognerà attendere la conclusione degli accertamenti del medico legale. L’ipotesi di un’overdose resta sul tavolo, ma fino all’esito degli esami tossicologici non può essere considerata una causa accertata. Per Cindy Crawford, Rande Gerber e Kaia, invece, queste sono soprattutto le ore del dolore. E la richiesta fatta attraverso il rappresentante della famiglia è una sola: poterle vivere lontano, almeno per quanto possibile, dai riflettori che hanno accompagnato gran parte delle loro vite.
