Da una parte appena 500 persone per sera, niente cellulari e Marco Mengoni a pochi passi dal pubblico. Dall’altra biglietti che possono arrivare a 230 euro. Il nuovo progetto del cantante non è ancora iniziato, ma è già riuscito a dividere i fan, tanto che lo stesso Mengoni ha deciso di spiegare perché assistere a una delle serate di Allo Sbagliato costerà così tanto.
Il progetto prenderà vita negli spazi del Teatro Principe di Milano, trasformato per quasi due mesi in un club decisamente diverso dai grandi stadi ai quali Mengoni ha abituato il suo pubblico negli ultimi anni. Dal 5 novembre al 19 dicembre sono in programma 26 appuntamenti, con il cantante protagonista di una vera e propria residency.
A far discutere, però, sono stati soprattutto i prezzi. Per assistere allo spettacolo in piedi bisogna spendere 115 euro, mentre un posto numerato in platea costa 172,50 euro. Per la sistemazione più esclusiva, con appena 29 posti collocati sul palco rialzato, si arriva invece a 230 euro. Cifre che hanno inevitabilmente acceso la discussione sui social, soprattutto considerando che Allo Sbagliato nasce come un club raccolto e che Mengoni ha già anticipato una scelta destinata a sorprendere chi si aspetta un concerto tradizionale: normalmente non ci saranno alcuni dei suoi più grandi successi.
Due vite e L’essenziale, infatti, non dovrebbero far parte delle serate, così come molti dei singoli più conosciuti della sua carriera. Mengoni vuole invece recuperare brani meno celebrati, B-side e cover di artisti che ama, da Al Green a Marvin Gaye, lasciando spazio all’improvvisazione e rinunciando persino a una vera scaletta prestabilita. Ma perché spendere fino a 230 euro per un’esperienza del genere? Mengoni ha provato a spiegarlo con un paragone piuttosto particolare.
“Sarà qualcosa di speciale, come quando uno va a cena in uno stellato e ha un servizio di qualità altissima. Una cena fuori che ti concedi quella volta l’anno, godendoti un momento di vicinanza alla musica senza pensare a postare o a fare selfie”. – Marco Mengoni
L’artista ha inoltre sottolineato che dietro una struttura così piccola continua a esserci un numero importante di professionisti da sostenere. La capienza ridotta, insomma, non comporterebbe automaticamente costi altrettanto piccoli.
“Fisicamente ci sono pochi posti e ho dietro tante persone che lavorano. È tutto dimensionato anche a far mangiare le famiglie che ci stanno dietro, non me di certo, visto che sicuramente non guadagnerò da questa residency”. – Marco Mengoni
Non sarà soltanto la dimensione del locale a rendere particolare l’esperienza. Gli smartphone resteranno inutilizzabili durante lo spettacolo: all’ingresso saranno inseriti in apposite custodie, che gli spettatori potranno tenere con sé ma aprire soltanto nelle aree predisposte. L’obiettivo è riportare l’attenzione completamente sulla musica e sul rapporto tra chi suona e chi ascolta.
Mengoni sarà circondato da una grande soul band e il pubblico verrà disposto attorno allo spazio della performance, cancellando almeno in parte la tradizionale separazione tra palco e platea. Accanto alle sue serate arriveranno inoltre altri musicisti, artisti emergenti, dj e comici scelti per il progetto. Una formula volutamente lontana dai concerti negli stadi, dunque, ma anche un esperimento che inevitabilmente si scontra con una domanda molto più concreta: quanto è disposto a spendere il pubblico per vivere la musica in maniera più intima?
Mengoni, almeno, non nasconde che Allo Sbagliato sia pensato come un’esperienza particolare e non accessibile a tutti. E per chi questa volta resterà fuori, ha già lasciato aperta una porta: dopo questi due mesi arriveranno nuovamente i concerti nei grandi spazi. Le spiegazioni di Mengoni arrivano mentre intorno ad Allo Sbagliato il confronto continua ad allargarsi, tra chi difende l’idea di un’esperienza esclusiva e chi considera le cifre troppo elevate. Una discussione arrivata anche in televisione, trasformando la nuova avventura di Marco Mengoni in uno dei progetti musicali più discussi del momento.
