Sdraiata su un lettino in una clinica romana, con uno strumento che emette una luce rossa puntata sull’attaccatura dei capelli e un ronzio di sottofondo. Belén Rodriguez ha scelto di condividere con i suoi follower un momento delicato e personale: il trattamento per contrastare la perdita di capelli causata dai farmaci che ha dovuto assumere negli ultimi anni. La confessione è arrivata attraverso una storia Instagram pubblicata martedì 21 luglio 2026, dove la showgirl argentina ha mostrato senza filtri la sua esperienza.
“Siccome per colpa di determinati farmaci che ho dovuto assumere negli ultimi anni ho perso un po’ di capelli, sono venuta a Roma per fare questo trattamento“, ha spiegato Belén nel video, con quella franchezza che da sempre caratterizza il suo rapporto con il pubblico. Ma c’è anche una notizia positiva, quella che ogni persona che ha attraversato momenti difficili legati alla salute mentale vuole sentire: “Ora non prendo nessun farmaco perché non ne ho più bisogno e questo è quanto“.
Gli ultimi anni non sono stati semplici per la Rodriguez. Momenti delicati legati al benessere psicologico l’avevano portata a dover ricorrere a terapie farmacologiche, con conseguenze che vanno oltre l’aspetto visibile. La caduta dei capelli, infatti, rappresenta uno degli effetti collaterali più comuni di alcuni farmaci psicotropi, ansiolitici e antidepressivi. Un problema che colpisce milioni di persone ma di cui si parla ancora troppo poco, schiacciato dallo stigma che circonda la salute mentale.
Per affrontare questa conseguenza indesiderata, Belén si è affidata alle competenze della dottoressa Chiara Insalaco, specialista in chirurgia plastica e ricostruttiva con un focus particolare sulla tricologia, quella branca della medicina che studia l’anatomia, le funzioni e le patologie di peli e capelli. Il trattamento scelto si chiama Tricopat, un protocollo innovativo sviluppato dal dipartimento di Dermatologia dell’Università di Bologna.
Belén ha perso i capelli "per colpa di alcuni farmaci assunti". Ora inizia la cura: di cosa si tratta, quanto costa e come funziona la terapia https://t.co/MG0ruhCWFL pic.twitter.com/BhoQJ6wrNU
— Today (@Today_it) July 22, 2026
Ma in cosa consiste esattamente questo trattamento che promette di contrastare l’alopecia farmaco-indotta? La dottoressa Insalaco, interpellata da Today.it, ha spiegato nel dettaglio il funzionamento di questa tecnologia. Si tratta di un macchinario computerizzato che permette di impostare parametri personalizzati a seconda delle esigenze del paziente. Il processo si articola in diverse fasi, tutte sostanzialmente indolori. La prima fase prevede l’applicazione di un gel contenente un principio attivo medicamentoso specifico per la problematica da trattare.
Successivamente, attraverso un manipolo dotato di testina monouso, vengono generate onde d’urto accompagnate da una dermoabrasione controllata. Questo passaggio stimola la vascolarizzazione del cuoio capelluto, elemento fondamentale perché sono proprio i vasi sanguigni a nutrire i follicoli piliferi. Il meccanismo è simile, volendo semplificare, a quello dei peeling con dermaroller. La seconda fase del trattamento utilizza luci LED che svolgono una duplice funzione: da un lato favoriscono la ricrescita dei capelli, dall’altro riducono l’infiammazione del cuoio capelluto.
Parallelamente viene applicata la ionoforesi, una tecnica che sfrutta piccole scariche elettriche per aprire i pori e permettere al gel medicamentoso di penetrare più in profondità, raggiungendo efficacemente le strutture target. Ogni seduta dura circa venti minuti e ha un costo di 300 euro. Un investimento economico non indifferente, che tuttavia si inserisce in una fascia di prezzo compatibile con molti trattamenti estetici o dermatologici avanzati. Il protocollo iniziale prevede almeno quattro sedute, seguite da richiami ogni tre mesi e, successivamente, da sedute di mantenimento che possono essere diluite fino a una volta all’anno.
La dottoressa Insalaco ha chiarito che i risultati non sono permanenti, come d’altronde accade per la maggior parte dei trattamenti non chirurgici. Solo la chirurgia, ha spiegato, può offrire risultati definitivi. Il Tricopat agisce sui sintomi dell’alopecia ma richiede costanza nel tempo per mantenere i benefici ottenuti. Il Servizio Sanitario Nazionale, purtroppo, non prevede un sostegno economico per questo tipo di trattamenti, che restano quindi a carico del paziente. Tuttavia, in presenza di condizioni patologiche certificate e con prescrizione medica, è possibile ricorrere alla detrazione fiscale per alcune terapie tricologiche.
Chi può sottoporsi al Tricopat? Secondo la specialista, si tratta di un protocollo sicuro per la maggior parte delle persone. Ovviamente, come per qualsiasi trattamento medico, è necessaria una visita preliminare e un’anamnesi completa. Le principali controindicazioni riguardano pazienti con importanti patologie cardiovascolari o neurologiche, per i quali va valutato attentamente il rapporto rischio-beneficio. Un’altra raccomandazione fondamentale: dopo il trattamento è sconsigliata l’esposizione al sole, e durante tutta l’estate è preferibile indossare un cappello. I raggi ultravioletti, infatti, sono nemici della pelle e del cuoio capelluto.
La scelta della showgirl di condividere pubblicamente questa esperienza rappresenta un gesto di trasparenza apprezzabile, che può aiutare altre persone a sentirsi meno sole di fronte a difficoltà simili. Raccontare gli effetti collaterali dei farmaci per la salute mentale, compresi quelli estetici come la perdita dei capelli, contribuisce a normalizzare questi percorsi di cura e a ridurre lo stigma. La dottoressa Insalaco ha colto l’occasione per lanciare un monito importante: nel settore dell’estetica medica proliferano figure non qualificate che si improvvisano professionisti.
