Al di là di sci, pattini e medaglie, agli atleti delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026 serve anche un altro “strumento” per vincere lo stress: ferri e gomitoli. Tra una gara e l’altra, i video dei campioni intenti a lavorare a maglia stanno facendo il giro dei social, suscitando sorrisi e curiosità in tutto il mondo. La pratica, nota come “knitting therapy”, aiuta a scaricare la tensione, liberare la mente e ritrovare concentrazione, trasformando un gesto antico in un trend olimpico virale.
Atleti di diverse nazionalità, dal Canada agli Stati Uniti, si concedono momenti di calma tra un allenamento e un podio, mostrando che anche l’arte manuale può diventare parte della preparazione sportiva. Tra i protagonisti di questo insolito fenomeno, il biatleta canadese Adam Runnells combina allenamento e creatività, lavorando a maglia mentre pedala. La connazionale slittinista Embry-Lee Susko si immortala post-gara “sferruzzando” per scaricare la tensione accumulata.
Nello spogliatoio, il biatleta americano Maxime Germain e Jasper Fleming completano il quadro di una disciplina non ufficiale ma riconosciuta per la sua efficacia rilassante. La knitting therapy non è solo passatempo: i movimenti ripetitivi aiutano il cervello a concentrarsi su uno schema costante, riducendo ansia e tensione muscolare. Lo conferma Ben Ogden, sciatore di fondo statunitense che, grazie alla sua passione per la maglia, ha ritrovato serenità e focus durante le competizioni, contribuendo al successo storico degli USA nello sci di fondo.
Tom Daley, già simbolo della knitting therapy a Tokyo 2020 e Parigi 2024, ha mostrato come anche tra gare ad altissima pressione, la calma e la creatività manuale possano diventare alleate preziose. Così, tra ferri e gomitoli, Milano-Cortina 2026 conferma che il relax degli atleti può assumere forme inaspettate, trasformando un gesto antico in fenomeno globale.



