X

Le strade di Montalcino, con i loro ciottoli antichi e le mura che sanno di Medioevo, il 24 settembre hanno accolto una sposa diversa da tutte le altre. Dove Cameron, trent’anni compiuti lo scorso gennaio, ha scelto la Val d’Orcia per dire sì a Damiano David, e lo ha fatto a modo suo: niente velo, niente pizzo tradizionale, niente concessioni al romanticismo convenzionale. Un tailleur bianco dal taglio sartoriale, cravatta, cintura stretta in vita e un mantello che scende lungo la schiena come un richiamo medievale.

Un abito che racconta molto di più di una semplice scelta estetica. È la dichiarazione di chi non vuole rinunciare alla propria identità nemmeno nel giorno in cui tutto il mondo punta gli occhi su di te. La cantante e attrice americana, nata Chloe Celeste Hosterman a Bainbridge Island, nello stato di Washington, ha trasformato il matrimonio in una celebrazione della propria autenticità, dimostrando che si può essere eleganti e anticonformiste allo stesso tempo.

Il look ha diviso l’opinione pubblica tra chi ha applaudito al coraggio e chi si aspettava qualcosa di più tradizionale. Ma Dove aveva già anticipato tutto a febbraio, quando in un’intervista aveva confessato di essere combattuta tra un abito bianco semplicissimo e qualcosa di molto più avant-garde, capace di fondere la sua energia maschile con quella femminile. Il dubbio si è risolto decisamente a favore della seconda opzione: pantaloni ampi, costruzione strutturata nella parte superiore, un elemento fluido che accompagna il movimento sul retro.

La silhouette androgina dell’abito dialoga perfettamente con il beauty look scelto dalla sposa. I capelli lunghi, tagliati pari, di un nero intenso e lucido che stacca netto sul bianco dell’abito, ricordano immediatamente Morticia Addams. Un taglio minimale, molto anni Novanta, che non concede nulla al caso. Le ciglia finte amplificano lo sguardo rendendolo da cerbiatta, un contrasto dolce rispetto all’estetica gothic chic complessiva.

L’unica traccia di colore è sulle labbra, sempre sorridenti: un rossetto delicato tra il rosso e il mattone, né troppo acceso né troppo spento. La manicure resta neutra, a mandorla e lattescente come vuole la moda del momento, con i tatuaggi di Dove a diventare protagonisti delle mani eleganti e affusolate. Niente smalto vistoso, niente decorazioni eccessive. Solo l’essenziale, come a dire che la vera bellezza non ha bisogno di gridare per farsi notare.

Damiano David, dal canto suo, ha scelto un registro diverso ma altrettanto personale. Completo bianco dalla linea morbida, pantaloni ampi, camicia aperta e una lunga sciarpa portata sul davanti. Niente cravatta, niente impostazione troppo formale. Il risultato è rilassato, quasi bohémien, con le scarpe nere a creare l’unico vero contrasto cromatico. Due sposi in bianco, ma su due frequenze estetiche differenti che si completano senza sovrapporsi.

La cerimonia si è svolta nel cuore della campagna senese, tra le colline della Val d’Orcia che in questo periodo dell’anno si tingono dei colori caldi dell’autunno. Montalcino, piccola cittadina famosa in tutto il mondo per il Brunello, ha fatto da cornice perfetta a un matrimonio che ha saputo mescolare il fascino della tradizione italiana con un’estetica contemporanea e internazionale. Le foto della coppia che passeggia per le strade del borgo, tra i chicchi di riso ancora tra i capelli di Dove dopo il fatidico sì, hanno fatto il giro del web in poche ore.

La festa è poi proseguita al resort cinque stelle Castiglion del Bosco, parte del gruppo Rosewood Hotels & Resorts. Un’antica tenuta con ville, suite e piscina panoramica immersa nella campagna collinare di Montalcino. Location esclusiva, blindatissima, dove gli invitati hanno potuto festeggiare lontano da occhi indiscreti. Il dress code per gli ospiti si è mosso tra eleganza rilassata e tonalità autunnali: qualcuno ha scelto l’oro, tra maglieria luminosa e gonne chiare, altri il nero sartoriale spezzato da accessori rossi, altri ancora stampe paisley nei toni del blu, bordeaux e ruggine.

La bellezza gotica di Dove Cameron non ha tolto nulla alla poesia del giorno, anzi l’ha amplificata. Perché essere fedeli a se stessi, anche quando tutti si aspetterebbero qualcosa di diverso, è forse la forma più alta di romanticismo. La cantante e attrice non ha costruito niente che non fosse in sintonia con la sua estetica e la sua anima. E questo, in un’epoca in cui i matrimoni rischiano di assomigliarsi tutti, è un gesto rivoluzionario.

Guardando le immagini della coppia che si bacia davanti alla macchina d’epoca che li ha portati alla festa, viene da pensare che i matrimoni perfetti non sono quelli che seguono il copione, ma quelli in cui gli sposi hanno il coraggio di scriverne uno nuovo. Dove Cameron, con i suoi capelli neri che sembrano rubati a un film di Tim Burton e il suo tailleur bianco che sfida ogni convenzione, ha dimostrato che si può essere romantiche senza essere scontate, eleganti senza essere prevedibili, gotiche senza rinunciare alla luce. Sono gli assenti a far parlare il web.

Condividi.

Figlia degli anni 2000. Amante del cinema fin da quando vide Pride & Prejudice per la prima volta. Laureata in Lettere Moderne, continua a scrivere di cinema sperando di farlo per sempre.