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Prima TikTok, poi una casa piena di creator in Spagna, quindi il ritorno a Milano e il rap. A soli vent’anni Tokyo ha già attraversato vite molto diverse tra loro, ma adesso davanti a lei si apre probabilmente il capitolo più importante: Guè ha deciso di scommettere sulla sua musica. Dietro quel nome d’arte c’è Maria Fatima Balestrini, nata a Milano nel 2005 da una famiglia italo-olandese e cresciuta a Saronno insieme alla nonna. Tokyo ha lasciato casa quando aveva appena 17 anni, con l’obiettivo di provare a costruirsi una carriera nella musica.

Prima che le sue canzoni cominciassero davvero a circolare, però, a renderla riconoscibile era stato soprattutto TikTok. Sulla piattaforma aveva iniziato a pubblicare lipsync e altri contenuti che le hanno permesso di conquistare rapidamente pubblico. È proprio in quel periodo che Maria diventa Tokyo, scegliendo uno pseudonimo che arriva da una delle serie Netflix più famose degli ultimi anni: La Casa di Carta.

Il riferimento è naturalmente al personaggio interpretato da Úrsula Corberó, ma quella fase da creator non dura per sempre. Tokyo decide infatti di trasferirsi in Spagna, dove entra in una content house insieme ad altri influencer e creator. Un’esperienza che avrebbe potuto spingerla ancora più dentro il mondo dei social, ma che finisce invece per riportarla verso quello che considerava il suo vero obiettivo. La musica.

@tokyovrai “Maria” fuori a 00:00 #perte #foryoupage❤️❤️ #pourtoi #parati ♬ audio originale – tokyovrai


Tornata in Italia, si stabilisce a Milano, nel quartiere Corvetto, e comincia a costruire il proprio percorso nel rap attraverso una serie di singoli pubblicati indipendentemente. Nel frattempo arrivano anche collaborazioni che le permettono di uscire dalla dimensione puramente social. In Italia lavora con Mondo Marcio in Kerosene, pubblicato nel 2024, mentre fuori dai confini italiani collabora con artisti come il cileno Juliano Sosa, la rapper francese Doria e Dadinho. Nell’agosto 2026 arriva anche Vurum Kafandan, realizzato insieme alla rapper azera Alizade.

Il suo percorso finisce così per attirare l’attenzione di Guè. Il rapper milanese sceglie Tokyo per Oyster Music, la sua etichetta, e la ventenne firma il primo contratto discografico della sua carriera. Una scommessa che porta direttamente a Maria, il suo primo singolo ufficiale per la label, distribuito da Universal Music e prodotto da Shablo.

Ma proprio quando ci si potrebbe aspettare un brano costruito per sfruttare l’immagine street con cui si è fatta conoscere, Tokyo decide di cambiare completamente direzione. Maria racconta infatti una storia profondamente personale e parte addirittura dal suo stesso nome. Il titolo è dedicato alla bisnonna Maria Speekenbrink, dalla quale la rapper ha ereditato il nome. Una donna la cui storia porta molto lontano da Milano e dal mondo del rap contemporaneo.

@tokyovrai

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Maria Speekenbrink visse infatti in Asia ai tempi delle Indie Orientali Olandesi e morì durante la Seconda guerra mondiale in un campo di concentramento giapponese. È sepolta in Indonesia, in un cimitero di guerra. Tokyo ha raggiunto proprio quel luogo. La copertina di Maria la mostra infatti davanti alla tomba della bisnonna in Indonesia, mentre depone dei fiori. Non un’immagine costruita soltanto per accompagnare il lancio del singolo, quindi, ma il punto d’arrivo di una ricerca sulle proprie origini che è diventata il cuore della canzone.

Ed è anche una scelta che segna una distanza evidente rispetto ai pezzi più street pubblicati fino a quel momento. Maria diventa così una sorta di presentazione della persona dietro Tokyo proprio nel momento in cui la sua carriera entra in una nuova fase. Il brano è inoltre soltanto l’inizio: Maria è il primo estratto da un EP di prossima pubblicazione, il progetto con cui Oyster Music punta a presentare definitivamente Tokyo a un pubblico molto più ampio.

A vent’anni, quindi, Maria Fatima Balestrini si ritrova con Guè alle spalle, Shablo alla produzione e un primo progetto discografico in arrivo. Ma per presentarsi ha scelto di non partire dai numeri ottenuti sui social o dal personaggio costruito negli ultimi anni. È tornata invece indietro di generazioni, fino a una tomba in Indonesia. E forse è proprio da lì che comincia davvero la storia di Tokyo.

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Classe 1991, scrive sul web da oltre dieci anni, trasformando la passione per i videogiochi e la cultura pop in una professione. Nel corso della sua carriera ha collaborato con alcuni dei principali siti italiani dedicati al mondo videoludico, trovando in Game-eXperience la sua casa per molti anni. Nel 2021 ha perfezionato il proprio percorso frequentando un corso di giornalismo online, consolidando l'esperienza maturata sul campo. Dal 2023 fa parte del gruppo editoriale Digital Dreams e, dall'inizio del 2026, scrive per CastleRock, ScreenWorld e BadTaste, occupandosi di videogiochi, cinema, serie TV e attualità legata al mondo dell'intrattenimento.