L’avventura a Reazione a Catena è finita, ma per le Pappardelle c’è ancora un conto rimasto aperto. E questa volta non riguarda parole misteriose, Ultime Catene o montepremi: dopo settimane trascorse anche a fare i conti con gli attacchi sui social, le ex campionesse hanno deciso di prendere provvedimenti contro alcuni hater. Maria Giulia Bardi, Carolina Mischi e Francesca Garbin hanno lasciato il programma di Rai 1 dopo una cavalcata difficilmente dimenticabile: 48 puntate e oltre 260mila euro vinti, numeri che le hanno trasformate in tre dei volti più riconoscibili dell’edizione 2026.
Una popolarità enorme che ha avuto anche un lato decisamente meno piacevole, visto che se una parte del pubblico ha fatto il tifo per loro fino all’ultima puntata, nel corso delle settimane sui social non sono mancate critiche e contestazioni. Alcune perfettamente legittime, altre, secondo le dirette interessate, avrebbero superato un confine molto diverso. A raccontarlo sono state proprio le Pappardelle attraverso un lungo intervento sui social. Maria Giulia e Carolina hanno innanzitutto precisato di non aver mai avuto problemi con chi semplicemente non le apprezzava o criticava il loro modo di giocare.
“La libertà di opinione è sacrosanta”, hanno sottolineato, spiegando di non aver mai preteso di piacere a tutto il pubblico. Il problema, sostengono, sarebbe ciò che è arrivato dopo. Accanto ai commenti negativi ma civili, le tre concorrenti affermano infatti di aver letto insinuazioni su presunte raccomandazioni, allusioni sessuali che avrebbero coinvolto anche la redazione del programma e veri e propri insulti sessisti.
Parole che, secondo le Pappardelle, non possono più essere liquidate come semplici critiche televisive. Per questo hanno annunciato l’intenzione di agire nei confronti dei commenti che ritengono lesivi della loro immagine o contenenti affermazioni false. “È stato oltrepassato il limite”, hanno spiegato, ricordando anche un aspetto che spesso rischia di perdersi nelle discussioni sui social: dietro uno schermo continuano a esserci persone che devono poi convivere con ciò che viene scritto su di loro.
Ma le Pappardelle hanno fatto anche un passo ulteriore. Non avendo conservato tutto quello che sarebbe apparso online durante la loro permanenza nel programma, hanno chiesto aiuto direttamente alla community di Reazione a Catena. Chi avesse salvato screenshot dei messaggi più pesanti è stato invitato a inviarli alle ex campionesse, in modo che possano raccogliere il materiale e valutare i provvedimenti da prendere. Una richiesta nella quale hanno voluto tracciare ancora una volta una linea molto precisa: non interessano le critiche, le antipatie o i giudizi negativi sul loro percorso televisivo.
Nel mirino ci sono esclusivamente quei contenuti che, a loro giudizio, dichiarano il falso oppure ledono la loro immagine. La tensione attorno alle tre amiche fiorentine, del resto, era diventata evidente già durante le ultime settimane di permanenza a Reazione a Catena. La loro lunghissima serie di vittorie aveva diviso il pubblico e sui social c’era stato persino chi aveva ipotizzato che fossero favorite perché capaci di portare ascolti al programma.
Una delle discussioni più accese era esplosa dopo una puntata di settembre, quando la soluzione dell’Ultima Parola aveva lasciato perplessi alcuni spettatori. Anche in quel caso la polemica si era rapidamente allargata, passando dalla singola risposta alla lunga permanenza delle campionesse nel programma. Ma alla fine la loro corsa si è fermata proprio nel gioco che per settimane era stato uno dei loro punti di forza: l’Intesa Vincente. Le Pappardelle hanno accettato la sconfitta senza polemiche, spiegando che prima o poi quel momento sarebbe dovuto arrivare e che era giusto lasciare spazio anche ad altre squadre.
E dopo l’ultima puntata, raccontano, la reazione ricevuta è stata soprattutto positiva. Le tre amiche hanno ringraziato chi le ha sostenute e chi, pur senza conoscerle personalmente, è riuscito a cogliere attraverso la televisione il legame che le unisce da molto prima dell’arrivo su Rai 1. Proprio per questo hanno voluto distinguere quell’affetto, ma anche le normali critiche, da ciò che ritengono sia andato molto oltre. La loro esperienza a Reazione a Catena è terminata, insomma, ma per alcuni dei commenti comparsi durante quelle 48 puntate la storia potrebbe non essere ancora chiusa.
E proprio Reazione a Catena nelle ultime ore è finita al centro di un’altra vicenda, questa volta legata direttamente al suo conduttore: Pino Insegno ha diffidato Massimo Giannini dopo le parole pronunciate in diretta sul suo ritorno in Rai e sul presunto ruolo di Giorgia Meloni.
