Leggenda vuole che la presentazione di Lanterna Verde – Rinascita che si tenne al San Diego Comicon del 2003 passo quasi in sordina. I due autori, Geoff Johns e Ethan Van Sciver, furono sbrigativamente fatti scendere dal palco: dopo di loro infatti il regista Christopher Nolan avrebbe mostrato le primissime immagini del suo Batman Begins (che sarebbe poi uscito nel 2005) mandando in visibilio il pubblico. Ma questa è un’altra storia.
Lanterna Verde – Rinascita uscì effettivamente nel 2004 negli Stati Uniti e rimane, ad oggi, una lettura perfetta anche e soprattutto per lettori neofiti. Si tratta di un caso più unico che raro: una miniserie corale, con tanti personaggi e diversi rimandi anche a storie non di primissimo piano, che, cambiando drasticamente sia l’architettura dell’Universo DC che quella del sotto-universo dei personaggi cosmici, ha reso il “brand” Lanterna Verde uno dei più forti e riconoscibili targato DC.
Già la scelta di partenza è spiazzante: anziché optare per rendere centrale anche nei fumetti John Stewart, Lanterna Verde resa famosa per una intera generazione di appassionati dalla serie animata Justice League Unlimited, si optò perfar tornare “in vita” Hal Jordan, la storica e più amata Lanterna Verde.
Di cosa parla Lanterna Verde – Rinascita

Il Corpo delle Lanterne Verdi non esiste più e Kyle Rayner è l’ultimo guardiano rimasto a pattugliare lo spazio mentre l’anima di Hal Jordan è legata allo Spettro, l’entità che incarna la vendetta divina. La situazione precipita quando improvvisi eventi anomali colpiscono la Terra: gli anelli del potere iniziano a malfunzionare, influenzando il comportamento di John Stewart e Guy Gardner, mentre nemici storici come Mano Nera e Sinestro riemergono dall’ombra.
Attraverso le rivelazioni di Kyle Rayner a Freccia Verde, viene alla luce una verità rimasta nascosta per millenni: la folle discesa nell’abisso di Hal Jordan e la conseguente distruzione di Oa non furono il risultato di un semplice crollo psicologico, ma l’effetto della possessione di Parallax. Quest’ultimo non è semplicemente l’identità assunta da Jordan bensì un’antica entità aliena, incarnazione stessa della paura, che i Guardiani dell’Universo avevano imprigionato all’interno della Batteria Centrale di Potere e che era riuscita a insinuarsi nella mente dell’eroe sfruttando il suo trauma per la perdita di Coast City.
Liberatosi sia dall’influenza della paura che dal vincolo con lo Spettro, Hal Jordan torna in vita indossando nuovamente l’Anello del Potere. La sconfitta di Parallax non avviene però per mano di un singolo eroe ma grazie all’azione coordinata e congiunta delle quattro Lanterne Verdi terrestri – Jordan, Rayner, Stewart e Gardner. Una vittoria corale che segna la ricostituzione ufficiale del Corpo.
Il superamento del modello Anno Uno

A partire dalla seconda metà degli anni ’80, i comics supereroistici hanno fatto affidamento su cicli di decostruzione e successiva restaurazione per mantenere rilevante e longevi i propri personaggi. Uno degli strumenti più gettonati per alimentare questo sistema è stato quello di rinarrare, spesso aggiornandone, le origini dando così a nuovi e vecchi lettori un agevole punto di ingresso. La storica testata Secret Origins cedette il passo ad operazioni più sincretiche denominate genericamente Anno Uno.
Inaugurate da Frank Miller su Batman #404 (data di copertina febbraio 1987) con il retelling delle origini di Batman dopo l’azzeramento scaturito dall’evento Crisi sulle Terre Infinite, l’approccio dell’operazione Anno Uno era di natura introspettiva. Si restringeva il campo d’azione, isolando il protagonista dal contesto dell’universo condiviso focalizzandosi sulle motivazioni più psicologiche e personali, sulla genesi della maschera, decostruendo l’icona per restituirle una dimensione umana, spesso urbana e fallibile.
Un modello estremamente efficace nella sua immediatezza a cui Geoff Johns fa compiere una ulteriore evoluzione. Lanterna Verde – Rinascita infatti sposta il focus dell’operazione atta a creare un agevole punto di ingresso dal personaggio alla lore. Johns intuisce che il lettore moderno non necessita di una lavagna pulita su cui riscrivere l’origine di Hal Jordan, quanto piuttosto di una mappa concettuale.
La narrazione non si basa più quindi sul mostrare al lettore come Hal Jordan sia diventato Lanterna Verde quanto invece a stimolare curiosità e domande tipo “Come funziona l’Anello del Potere?”, “Quali sono le debolezze fisiche e meta-fisiche dell’Anello?”, “Quali segreti nascondono i Guardiani di Oa?”.
Perché Lanterna Verde – Rinascita è la lettura perfetta per iniziare

In Lanterna Verde – Rinascita, il lettore, soprattutto quello neofita, si trasforma da spettatore passivo a lettore analitico. Se prima il perno era l’elemento biografico del protagonista ora non è più necessario avere riferimenti specifici e puntuali. Il personaggio cioè cessa di essere il fine esclusivo della narrazione per diventare il vettore attraverso cui esplorare ed espandere la mitologia che diventa vero collante.
Per esempio, nel momento stesso in cui Johns spiega a chi legge per la prima volta perché gli Anelli del Potere non funzionavano contro il colore giallo, sta contestualmente richiamando il passato e aprendo nuovi filoni narrativi per raccontare nuovamente, e sotto un profilo inedito, i personaggi.
Anziché ricercare presunte motivazioni per cui un personaggio potesse risultare obsoleto e quindi andasse riaggiornato con un reboot (azzeramento totale) opta per una monumentale operazione di ingegneria narrativa che utilizza gli elementi più problematici del canone per edificare una nuova cosmologia facilmente accessibile.
Continuity, coralità, retcon e lore

Facciamo un piccolo passo indietro. L’ostacolo principale per un eventuale ritorno di Hal Jordan come Lanterna Verde risiedeva nell’inammissibilità morale delle sue azioni. In seguito alla distruzione di Coast City ad opera di Mongul e di Cyborg Superman, Jordan aveva avuto un crollo psicotico. La sua discesa nella follia era culminata con l’uccisione del Corpo delle Lanterne Verdi e l‘assassinio di Sinestro e dei Guardiani dell’Universo. Dopo aver assorbito l’intera energia della Batteria del Potere Centrale di Oa, Hal Jordan aveva assunto l’identità di Parallax.
DC aveva sfruttato al massimo questa decisione di trasformare uno dei suoi eroi più riconoscibili in un villain terribile. Nell’evento Ora Zero (1994), Hal Jordan/Parallax aveva cercato di riscrivere la realtà per riportare in vita Coast City. Nel successivo L’ultima Notte c’era stato il primo tentativo di redenzione, con Hal Jordan/Parallax aveva “riacceso” il Sole letteralmente inghiottito dall’entità nota come il Divoratore di Soli. Infine ne Il Giorno del Giudizio (1999) l’anima di Hal Jordan si legava allo Spettro.
Lanterna Verde – Rinascita doveva quindi coronare il percorso di redenzione del personaggio ma cancellare quegli eventi tramite un reboot avrebbe quindi svuotato di senso un decennio di continuity e alienato lettori già non particolarmente coinvolti dal franchise.
Lo strumento utilizzato, e poi perfezionato negli anni successivi, da Geoff Johns per rispondere a questa esigenza è la retcon o continuità retroattiva. L’autore prende i due elementi più complessi del canone – il nome Parallax e la storica “impurità gialla” degli anelli (l’incapacità delle Lanterne di avere effetto sul colore giallo) – e li fonde in un’unica intuizione cosmologica.
Non si intaccano/modificano/cancellano più i fatti ma si agisce sulla casualità e sull’ontologia degli elementi narrativi stessi.
Johns stabilisce che Parallax non è mai stato un semplice alias adottato da Jordan durante la sua follia, bensì un’antica e parassitaria entità cosmica incarnazione primordiale della Paura. Eoni prima, i Guardiani dell’Universo avevano sconfitto questa entità e l’avevano sigillata all’interno della Batteria Centrale di Potere su Oa. La presenza latente dell’entità all’interno della Batteria era la vera causa dell’impurità gialla, il “difetto” che impediva alla forza di volontà (verde) di operare contro la paura (giallo) senza che il portatore dell’anello riconoscesse e dominasse quest’ultima.
Attraverso questa operazione di ingegneria narrativa, il crollo di Jordan viene radicalmente ricontestualizzato. I fatti di Ora Zero non vengono cancellati: Jordan ha compiuto quelle atrocità, ma sotto l’influenza di un parassita. Questo solleva il personaggio dal peso imperdonabile del genocidio, pur lasciandogli il profondo senso di colpa per non essere riuscito a resistere all’infezione della paura.
Dove l’approccio Anno Uno stringeva l’inquadratura sull’individuo, l’utilizzo della retcon in questo contesto invece funge da “moltiplicatore” spalancando le porte ad una rielaborazione sistemica del lato cosmico, e non solo, dell’Universo DC.
Lo Spettro Emozionale

Definendo la Volontà legata al colore verde e guidata dall’entità Ion, e contrapponendola alla Paura legata al colore giallo e incarnata da Parallax, Johns introduce il concetto di Spettro Emozionale. Per ogni colore dello spettro prismatico infatti verrà associato una “emozione”.
Nascono le Lanterne Rosse legate alla Rabbia e all’entità Butcher, l’Arancione dell’Avarizia guidato da Larfleeze e dall’entità Ophidian, il Blu della Speranza con l’entità Adara, l’Indaco della Compassione rappresentato dalla Tribù Indaco e dal Proselyte, e il Viola dell’Amore protetto dagli Zaffiri Stellari e dall’entità Predator fino alle Lanterne Nere della Morte e quelle Bianche della Vita.
Ne consegue logicamente la strutturazione di un intero universo narrativo che non è più un semplice palcoscenico bidimensionale ma uno spazio sistemico dotato di leggi fisiche, gerarchie e schieramenti ideologici. Per il lettore che approccia Lanterna Verde – Rinascita senza pregresse cognizioni, la miniserie fornisce tutti gli strumenti analitici per comprendere non solo la storia in corso ma è una finestra intrigante per quello che potenzialmente avverrà.
L’introduzione di concetti complessi non affatica il lettore, ma lo stimola attraverso una narrazione densa che privilegia il world-building. La lore non è più uno sfondo su cui si muove il personaggio, ma diventa il motore stesso dell’azione. I Guardiani dell’Universo passano dall’essere saggi mentori a figure politiche opache, custodi di segreti inconfessabili e manipolatori delle dinamiche cosmiche.
Il comparto grafico di Ethan Van Sciver supporta magistralmente questa transizione. L’artista utilizza uno stile iper-dettagliato, muscolare e organico, essenziale per rappresentare il body-horror della possessione di Parallax e la grandiosità fantascientifica dei costrutti energetici. L’impatto visivo di Lanterna Verde – Rinascita stabilisce un nuovo standard estetico per il genere sci-fi, in cui il design della tecnologia aliena e l’anatomia delle entità spaziali richiedono un rigore anatomico e prospettico assoluto.
Lanterna Verde Rinascita come modello narrativo

Lanterna Verde – Rinascita segna il definitivo tramonto della dell’approccio decostruttivistico utilizzato a partire dalla seconda metà degli anni ’80 dimostrando come la complessità della continuity non è un ostacolo all’ingresso ma il principale valore aggiunto dell’esperienza di lettura.
Geoff Johns ed Ethan Van Sciver creano un modello di storytelling attivo, analitico ed espansivo in cui il lettore da neofita passa ad “esperto” in appena 6 albi. Non si azzera nulla ma al contrario si privilegia la dimensione più epica e speculativa del fumetto supereroistico.
Lanterna Verde – Rinascita non richiede alcuna propedeuticità perché contiene in sé la propria chiave di decodifica: spiegando il passato attraverso la ristrutturazione del presente, riconsegna al lettore la sensazione di trovarsi di fronte a una mitologia viva, complessa e strutturalmente coerente.
Il modello Rinascita verrà poi affinato, applicato e declinato a partire dalla seconda metà degli anni 2000 per diversi personaggi fino alla sua consacrazione come modello per un rilancio dell’intera linea editoriale DC nel 2016.
