Con la partecipazione al Procida Film Festival 2026, Lea e Vera Borniotto tornano a raccontare il cambiamento attraverso la Settima Arte. La kermesse ospiterà il cortometraggio di Eleonora Russo, La Coppa, di cui le gemelle sono protagoniste accanto a Giorgio Colangeli. Un progetto che si confronta con simboli, conflitti e temi di rilevanza sociale che da sempre hanno caratterizzato il cinema delle due artiste, qui nelle vesti di due figure archetipiche come Caino e Abele.
Non si tratta di un caso isolato ma di un viaggio partito con l’intenzione di affrontare argomenti di forte rilevanza sociale attraverso un linguaggio visivo caratterizzato da atmosfere drammatiche, gotiche e punk, oggi pronto a una svolta significativa che abbracci un futuro all’insegna dell’autenticità. Nate a Genova il 10 giugno 2000, Lea e Vera Borniotto hanno iniziato il loro percorso cinematografico a soli 19 anni con Innermind, cortometraggio dedicato al tema dell’anoressia. I primi progetti, nati dalla collaborazione con Alienside Studio (un gruppo indipendente di filmmaker genovesi) hanno tracciato la rotta per un percorso dall’identità artistica ben definita.

Dopo anni di sperimentazioni e convergenze creative, tra cinema, moda e non solo, oggi Lea e Vera hanno trovato una nuova a casa a Roma, nel quartiere Centocelle. Dopo aver abbandonato la Liguria, questo luogo rappresenta un pilastro fondamentale della loro vita – tanto a livello simbolico, quanto a livello artistico: per questo hanno deciso di ambientare proprio lì anche i loro prossimi lavori. Il percorso di questi anni le ha quindi portate a cambiare profondamente il proprio approccio al cinema: arriva così la scelta di chiudere la loro prima fase artistica per dedicarsi completamente a un nuovo inizio — un cambiamento che riguarda non solo le produzioni a cui partecipano, ma il modo stesso di concepire il proprio lavoro.
L’intenzione è chiara: entrare anche in produzioni non più esclusivamente indipendenti, mettendo la propria esperienza al servizio di progetti cinematografici più strutturati – senza dimenticare il cinema indipendente, purché si tratti di opere capaci di raccontare qualcosa di valore. Un deciso passo avanti, dunque, dopo anni di intensa attività davanti e dietro la macchina da presa. Nel 2024 le Borniotto hanno collaborato alla scrittura di alcuni episodi del programma televisivo Lo Sapevi Che? di Focus, con la regia di Tommaso Cennamo, ampliando ulteriormente il proprio campo d’azione tra cinema, televisione e scrittura.

Tra gli episodi più significativi della loro evoluzione artistica c’è poi la partecipazione, nel 2025, a Les Fantômes du cinéma, cortometraggio di Matteo Garrone realizzato per la sfilata Dior Cruise 2025: nel corto, Lea e Vera interpretano due fantasmi in coppia, con i costumi rivisitati del film di Martin Scorsese L’età dell’innocenza. Una presenza che rappresenta un ulteriore passaggio di un percorso che negli anni le ha portate a muoversi sempre più liberamente tra cinema, moda e immagine.
La partecipazione ai festival ha avuto un valore cruciale per raccontare e raccontarsi al pubblico: nel corso degli anni, Lea e Vera hanno trasformato gli outfit dei red carpet in parte integrante dell’opera: una vera e propria performance che traccia un prolungamento visivo dei temi che intendono affrontare. Emblematici, in questo senso, i look pensati per la presentazione di Serpenti di Roberto De Paolis, scritto da Damiano e Fabio D’Innocenzo e Roberto De Paolis — progetto nel quale le Borniotto hanno anche collaborato come consulenti per la componente legata ai Tarocchi.

Per la loro apparizione a Venezia83, i look sono stati realizzati da Neuropathy Atelier (realtà nata dall’incontro tra moda, creatività e sensibilizzazione sulla neuropatia tomaculare, una rara malattia genetica) creato dalla sarta Francesca Angarano con l’obiettivo di creare capi personalizzati capaci di raccontare la personalità di chi li indossa. Gli abiti scelti per l’occasione riprendono la dimensione tematica di Serpenti attraverso un’estetica punk, arricchita dalle toppe di Fhate Off.
Il risultato non è quindi un semplice styling, ma una costruzione visiva pensata per dialogare con il film e con l’identità delle due artiste: una performance, un manifesto, un ulteriore linguaggio attraverso il quale raccontare un’opera ancora prima di entrare in sala – e in un’occasione che ha permesso di mostrare uno spiccato interesse artistico per il mondo dell’esoterismo e dei Tarocchi, trasformando una passione in competenza applicata alla produzione cinematografica. Un interesse che appare coerente con una ricerca artistica da sempre concentrata sul simbolismo, sull’immaginario oscuro e sulla possibilità di utilizzare elementi visivi per aggiungere livelli di lettura alla narrazione.

La selezione de La Coppa al Procida Film Festival 2026 aggiunge dunque un nuovo tassello a un percorso che si accinge a entrare in una fase del tutto nuova. Dopo aver costruito la propria identità attraverso il cinema indipendente, le Borniotto guardano oggi a produzioni più strutturate, continuando però a difendere una condizione per loro fondamentale: che dietro un progetto esista una storia da raccontare e una ragione per farlo.
Dalla regia alla recitazione, dalla scrittura alla consulenza artistica, passando per moda, Tarocchi e performance, Lea e Vera Borniotto stanno costruendo un’identità sempre più trasversale. E la loro presenza ai festival, anziché essere soltanto una vetrina, continua a diventare parte integrante del loro modo di fare cinema.
