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Quando Francesca Tocca è apparsa sul palco dell’Eurovision Song Contest di Vienna, accanto a Sal Da Vinci durante l’esibizione di “Per sempre sì”, nessuno immaginava che quell’abito da sposa bianco nascondesse uno dei colpi di scena più memorabili della serata. In pochi secondi, la gonna si è aperta rivelando il tricolore italiano, scatenando un’ovazione che ha attraversato tutta l’arena. Quel momento iconico, che ha contribuito al quinto posto dell’Italia nella competizione, ora sta per scrivere un nuovo capitolo: l’abito è in vendita all’asta su Catawiki, con un valore stimato di almeno 20mila euro, e il ricavato sarà destinato a beneficenza per le vittime di malasanità.

L’asta, come riporta Il Corriere Adriatico, è attiva dal 25 settembre fino al 5 ottobre, offrendo a collezionisti e appassionati l’opportunità di aggiudicarsi un pezzo unico della storia recente dell’Eurovision. Ma dietro l’effetto scenico che ha incantato milioni di telespettatori si cela un lavoro artigianale di precisione e dedizione che merita di essere raccontato.

L’abito è stato progettato e realizzato dalla stilista Barbara Pedrazzoli, che ha affrontato una sfida tecnica considerevole: creare un capo capace di trasformarsi in pochi secondi, mantenendo eleganza e stabilità durante un’esibizione live davanti a un pubblico internazionale. La gonna è composta da circa 33 metri di tulle distribuiti su 10-12 strati sovrapposti, per un peso complessivo di circa 15 chili. Un vestito che non è solo un costume di scena, ma una vera opera di ingegneria sartoriale.

Il corpetto è interamente ricamato a mano, con un lavoro che ha richiesto nove giorni consecutivi di lavorazione, per circa otto ore al giorno. Ogni dettaglio è stato curato per garantire che l’abito potesse sostenere il peso della gonna e permettere il movimento necessario all’artista sul palco. Ma il vero segreto sta nel meccanismo di apertura: bottoni a clip nascosti permettono la trasformazione scenografica che ha fatto esplodere l’applauso del pubblico viennese. L’assemblaggio dell’abito sul palco richiede il lavoro coordinato di almeno due persone, e la preparazione complessiva del progetto ha impegnato il team per un intero mese.

Quella trasformazione, durata pochi secondi ma frutto di settimane di studio e prove, è diventata uno dei momenti visivi più condivisi sui social dopo l’Eurovision. Per Sal Da Vinci, vincitore del Festival di Sanremo 2026 con la stessa canzone che lo ha portato a Vienna, quell’abito rappresenta molto più di un accessorio scenico: è il simbolo tangibile di un’esibizione che ha portato l’Italia ai vertici della competizione europea, confermando la capacità del nostro Paese di coniugare tradizione musicale, artigianalità e innovazione scenica.

Sul valore economico dell’abito ci sono state alcune oscillazioni nelle comunicazioni ufficiali: una prima fonte indicava una stima di almeno 10mila euro, mentre successivamente la cifra è stata aggiornata a 20mila euro, probabilmente tenendo conto non solo dei materiali e delle ore di lavoro, ma anche del valore aggiunto dalla sua presenza sul palco dell’Eurovision e dal significato storico che ha acquisito. Un capo che ha sfilato davanti a milioni di persone, indossato in uno dei momenti più celebrati della musica italiana recente, inevitabilmente acquisisce un valore che va oltre il puro artigianato.

La scelta di destinare il ricavato dell’asta alla beneficenza, in particolare per sostenere le vittime di malasanità, aggiunge un ulteriore strato di significato a questa iniziativa. Sal Da Vinci trasforma così un oggetto simbolo del successo personale e artistico in uno strumento di solidarietà concreta, dimostrando che la visibilità conquistata sul palco internazionale può diventare leva per aiutare chi ha subito ingiustizie e sofferenze nel sistema sanitario. Un gesto che, nella sua semplicità, parla di un’etica dell’arte che non si esaurisce nello spettacolo ma si estende alla responsabilità sociale.

Chi si aggiudicherà l’abito non porterà a casa solo un pezzo di stoffa pregiata, per quanto straordinariamente lavorata. Porterà con sé un frammento di storia della musica italiana, un esempio di eccellenza artigianale e un simbolo di come l’arte possa essere veicolo di valori che trascendono il palcoscenico. L’asta su Catawiki è aperta fino al 5 ottobre, e sarà interessante vedere quale cifra finale sarà raggiunta per questo abito che, dal palco di Vienna, continua a raccontare storie di talento, passione e generosità.

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Figlia degli anni 2000. Amante del cinema fin da quando vide Pride & Prejudice per la prima volta. Laureata in Lettere Moderne, continua a scrivere di cinema sperando di farlo per sempre.